Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2024: Un Viaggio tra Gusto e Tradizione
Di Carol Agostini
Gennaio 2024
La pittoresca cittadina di Montepulciano, gioiello toscano situato tra le colline della Valdichiana, si prepara ad accogliere gli appassionati di vino e cultura per l’Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2024. Un evento imperdibile che si svolgerà dal 10 al 12 febbraio, offrendo giornate intense e gustose dedicate sia agli operatori del settore che agli amanti del buon vino.
Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2024, tour dei sensi, logo da comunicato stampa
Collegamenti Territoriali: Un Paesaggio Incantevole tra Vigneti e Storia
Montepulciano, con il suo fascino medievale, è circondata da colline ondulate coperte da vigne che producono l’eccezionale Vino Nobile. Il territorio è intriso di storia, con stradine lastricate e palazzi rinascimentali che si ergono tra panorami mozzafiato. Le vigne, coltivate con cura lungo i pendii soleggiati, sono il cuore pulsante di questa regione vinicola, contribuendo alla creazione di vini unici al mondo.
Produzione Vitivinicola: Eccellenza nel Bicchiere
Il Vino Nobile di Montepulciano è una DOCG prestigiosa, sinonimo di eccellenza enologica. Prodotto principalmente con uve Sangiovese, il vino è caratterizzato da complessità, struttura e un inconfondibile carattere fruttato. L’Anteprima è l’occasione perfetta per assaporare le nuove annate e scoprire l’evoluzione di questo nettare nel corso del tempo. I produttori locali, veri artigiani del vino, condivideranno con entusiasmo le loro creazioni e le storie che si celano dietro ogni etichetta.
Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2024, tour dei sensi, foto da sito consorzio di YOLO Flyrockit
Collegamenti Storici e Culturali: Tesori Artistici e Tradizioni Secolari
Montepulciano vanta un patrimonio storico e artistico straordinario. Palazzi, chiese e musei testimoniano secoli di cultura e tradizione. Durante l’Anteprima, i partecipanti avranno l’opportunità di immergersi in questo contesto affascinante, combinando il piacere del vino con la scoperta di tesori culturali. Visite guidate a luoghi d’interesse e incontri con esperti locali arricchiranno l’esperienza, offrendo uno sguardo approfondito nella storia di Montepulciano.
Tradizione Culinaria: Gusto Autentico della Cucina Toscana
Accanto al Vino Nobile, l’Anteprima celebra anche la ricca tradizione culinaria toscana. I visitatori avranno l’opportunità di deliziare il palato con specialità locali abbinate sapientemente ai vini in degustazione. Dalle prelibatezze dei formaggi pecorini alla robustezza degli oli extravergini di oliva, ogni morso sarà un viaggio nei sapori autentici della Toscana.
Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2024, tour dei sensi, foto da sito consorzio
Programma della Manifestazione: Giornate Immersive tra Assaggi e Incontri
L’Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2024 si sviluppa in tre giorni intensi:
Sabato 10 Febbraio: La manifestazione aprirà le porte dalle 14:00 alle 19:00, offrendo agli operatori del settore l’opportunità di immergersi nelle nuove annate e stabilire contatti preziosi.
Domenica 11 Febbraio: Gli orari di apertura saranno dalle 12:00 alle 19:00, estendendo il piacere della degustazione ai wine lovers e agli appassionati che desiderano esplorare il mondo del Vino Nobile.
Lunedì 12 Febbraio: La manifestazione chiuderà alle 19:00, con un’ultima giornata dedicata all’assaggio di pregiati Vini Nobile e al consolidamento delle esperienze enologiche.
Una Tappa Indimenticabile nel Mondo del Vino Toscano
L’Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2024 si prospetta come un evento straordinario, dove il connubio tra tradizione, territorio e vino raggiunge l’eccellenza. Una tappa imprescindibile per chi desidera vivere un’esperienza completa nel cuore delle colline toscane, assaporando il meglio della produzione vinicola locale.
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
The third edition of “L’Altra Toscana” is set to conclude the Preview Week in Florence on February 19th at Palazzo degli Affari.
Preview L’Altra Toscana 2024, Engligh Version of the event, logo from press release
Eighteen designations will present their new vintages, revealing a different aspect of Tuscan winemaking. The association “L’Altra Toscana” currently represents 40% of the regional bottled production.
L’Altra Toscana, the unified voice of Tuscan wine, continues its tradition of unveiling new vintages to journalists and industry professionals. On February 19th, the Palazzo degli Affari in Florence will host a wine tasting featuring PDO and PGI wines from Maremma Toscana, Montecucco, Montecucco Sangiovese, Orcia, Cortona, Valdarno di Sopra, Terre di Pisa, Chianti Rufina, Terre di Casole, Grance Senesi, Montescudaio, Suvereto, Val di Cornia, Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano, and Vin Santo di Carmignano e Toscana. The event is organized by the “L’Altra Toscana” association, bringing together fourteen consortia, covering 40% of Tuscany’s total production.
Preview L’Altra Toscana 2024, Engligh Version of the event, photo by press relase
The protagonists of the February 19th event will be these lesser-known territories, where vines have been cultivated for centuries. Alongside local historical producers, renowned names in Italian oenology will bring quality and identity to the glasses, intriguing enthusiasts and the market. In previous editions, over 300 labels were tasted, and this year will also offer thematic paths, with various focuses, to facilitate the tasting experience.
“With the strategy of unity, which has proven successful in past editions of this Preview, we want to highlight the countless diversities that characterize us,” explains Francesco Mazzei, head of the “L’Altra Toscana” Association and president of the Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana. “The goal is precisely to promote territories and wines distinguished by ever-higher quality peaks, enriching the wine offering of one of the most established wine regions, which still has much to reveal.”
Once again, the direction of “L’Altra Toscana” is entrusted to Scaramuzzi Team, based in Florence, with extensive experience in organizing events, particularly in the wine sector.
As usual, the “Anteprime di Toscana” Week will be inaugurated by PrimAnteprima, an event promoted by the Tuscany Region in collaboration with the Chamber of Commerce of Florence, organized by PromoFirenze and Fondazione Sistema Toscana. PrimAnteprima 2024 is scheduled for February 14th in Florence.
Preview L’Altra Toscana 2024, Engligh Version of the event, photo by press relase
L’ALTRA TOSCANA – February 19, 2024
FIRENZE Palazzo degli Affari, Piazza Adua, 1
9:00 AM – 7:00 PM – Entrance by reservation only / from 9 AM to 2 PM reserved for journalists
S’Osteria38 Acquapendente: Dalla terra alla tavola, un viaggio nell’enogastronomia della Tuscia
Di Cristina Santini
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Mangiare e bere in compagnia è sempre un’esperienza piacevole, se poi si aggiungono storie alla miscela il momento diventa ancora più memorabile. Come diceva Marco Tullio Cicerone, “Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle squisitezze delle portate (anche se qui ce ne sono state tante) ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi.”
A convincere sempre di più è la Tuscia, una zona del viterbese ricca di arte, storia e natura circondata da borghi veramente affascinanti, tra castagneti, noccioleti e boschi secolari, di tufo rosso nella terra degli Etruschi, nella valle del Fiume Tevere, intorno al suggestivo Lago di Bolsena o vicino la costa tirrenica.
Questo invito è stata l’occasione per partecipare a una cena racconto “dalla terra alla tavola” inclusa in un più ampio progetto finanziato dall’ARSIAL per la promozione di prodotti enogastronomici locali attraverso un Educational tour rivolto alla stampa, con assaggi e incontri con i produttori, organizzata da Carlo Zucchetti, giornalista enogastronomico e appassionato ambasciatore della Tuscia e da Elisa Calanca, Coordinatore Alicenova, Cooperativa Sociale Onlus e Direttore di S’Osteria 38.
Carlo Zucchetti e Elisa Calanca, articolo: S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Siamo la Cooperativa Alicenova Sinergie Solidali – interviene Elisa Calanca – che da sempre si è occupata di tutt’altro, rispetto all’enogastronomia, soprattutto di servizi riabilitativi e servizi alla persona. Andando avanti ci siamo imbattuti in questa esperienza, dapprima con un’azienda agricola dove abbiamo iniziato a fare agricoltura sociale in biologico per poi piano piano avventurarci nell’attuale ristorante-albergo. Utilizziamo in parte i nostri prodotti e in parte quelli della rete territoriale.
Per noi la rete territoriale è fondamentale perché non solo garantisce la nostra identità quindi un legame stretto con il territorio, le persone, le storie ma ci permette attraverso questo progetto del ristorante di fare formazione, inclusione lavorativa e seguire tutti coloro che vengono da noi per i corsi, gettando un piccolo seme di differente cultura rispetto a quelli sono i contesti lavorativi.
Per me quindi è di vitale importanza avere la conoscenza diretta con le aziende, con i produttori, confrontarci e forse anche co-progettare per una diversa organizzazione sul territorio. Attraverso percorsi di formazione e orientamento al lavoro, creiamo le condizioni perché giovani in condizione di disabilità fisica o psichica, possano partecipare attivamente alla gestione del ristorante – pizzeria, del negozio di prodotti gastronomici e artigianali e dell’albergo.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
S’Osteria 38, gestita dalla Cooperativa Sociale, si trova ad Acquapendente, cittadina dell’Alta Tuscia, sulla Via Francigena, il cui nome evoca un luogo di Sosta per i pellegrini che vi soggiornavano durante il Medioevo. Il numero 38 fa riferimento alla 38ª tappa dello storico itinerario di pellegrinaggio, dove un tempo c’era la Dogana che divideva lo Stato Pontificio dal Granducato di Toscana. La via Francigena è sicuramente un’opportunità da sfruttare per lo sviluppo territoriale soprattutto per chi trova interesse per un turismo che permette di vivere e immergersi completamente nell’ecosistema di un luogo sia dal punto di vista artistico che naturalistico e, perché no, anche enogastronomico.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Il progetto S’Osteria 38,è nato nel 2018 con il fine di promuovere l’inclusione sociale e lavorativa attraverso percorsi formativi in ambito enogastronomico e diffondere una cultura lavorativa sostenibile che sappia accogliere le differenze individuali anche di persone fragili, con diversi livelli di disabilità e vittime di varie dipendenze che incontrano una bassa contrattualità sul mercato del lavoro.
La struttura, accogliente e dai colori così caldi, ospita un ristorante, una pizzeria, sei camere semplici dotate di ogni comfort poste al piano superiore dove abbiamo alloggiato per una notte, un punto vendita con prodotti bio delle Fattorie Solidali e un’enoteca ben fornita con vini di diversi produttori della Tuscia, uno spazio Co-Working per gruppi di studio e lavoro e altri spazi dedicati alla lettura, al disegno e alle opere d’arte di alcuni artisti.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Da questo progetto è nata una bella sinergia tra i produttori che, a vario titolo, contribuiscono a sostenere ed arricchire gli intenti di S’Osteria che sono anche quelli di promuovere il turismo ecosostenibile e lo sviluppo culturale ed economico del territorio.
La rete territoriale rappresenta un nodo importante del progetto, infatti i prodotti usati provengono in parte dalle produzioni a marchio Sémina della Fattorie di Alice, parte della Cooperativa Alicenova, che fornisce soprattutto ortaggi, olio e confetture. Tutto il resto è frutto di un lavoro di scoperta e di studio che ha portato ad un incontro con i produttori e a conoscere le eccellenze provenienti da allevamenti e agricoltura biologici e sostenibili per poter dare vita a menù che cambiano con il cambiare delle stagioni.
La scelta dei vini è frutto di una ricerca capillare e della conoscenza diretta delle cantine, coerente con l’idea di offrire un’ampia panoramica degustativa dei prodotti della Tuscia viterbese. A tavola un percorso di assaggi ci porta alla scoperta di materie prime locali attraverso il racconto delle tradizioni enogastronomiche e una cucina di territorio con richiami famigliari che parlano di una terra autentica.
Menù e degustazione durante la giornata
La prima portata ad aprire le danze è la pizza gustosa, ricca e croccante al palato nelle due versioni:
Pizza Margherita
Fatta con un impasto indiretto 48-72 ore di lievitazione con farina Petra Unica Molino Quaglia da farine italiane, Pomodoro Azienda Agricola Valentini di Tuscania, Fiordilatte Piccola Formaggeria Artigiana di Viterbo, Olio e basilico Fattorie Solidali – Fattoria di Alice, Viterbo.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Pizza Gricia
Padellino: impasto diretto 24-48 ore di lievitazione con farina Petra Unica Molino Quaglia da farine italiane 80% e farina di Farro macinata a pietra Azienda Villa Sant’Ermanno 20%, Fonduta Pecorino Romano DOP Sini, Guanciale croccante Stefanoni f.lli Viterbo.
In abbinamento all’antipasto: 507 Metodo Ancestrale “Poggio Bbaranello” dell’Azienda Vignaioli Controvento di Montefiascone vendemmia 2021 da uve Procanico; “Matèe” Igt Lazio Bianco 2019 dell’Azienda Agricola Antonella Pacchiarotti da uve Aleatico vinificate in bianco.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Primo piatto:Gnocchi di patate I.G.P. Alto Viterbese Ambra C.C.OR.A.V. conditi con ragù di carni di Bovino maremmano dell’Azienda Agricola Mariotti, Maiale Rosa Valle Perlata, Pomodoro Azienda Agricola Valentini.
In abbinamento: Bianco I.G.P. ‘21 Podere Orto “Trivium” (Procanico ed altre varietà della zona a bacca bianca).
Secondo piatto: Pollo arrosto dell’Azienda Il Pulicaro, con Patate I.G.P. Alto Viterbese Ambra C.C.OR.A.V. di Grotte di Castro.
In abbinamento: Est! Est!! Est!!! Di Montefiascone DOC “Viti Vecchie” 2022 Famiglie S&T (Procanico, Roscetto, Malvasia); “Rosso Sentinella” I.G.T. Lazio S.A. Valle Perlata (sangiovese).
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
A chiudere questo gustoso menù, una deliziosa Mousse di Ricotta di Piccola Formaggeria Artigiana, farcita con Miele dell’Azienda Agricola Rapaccini e Farro soffiato di Villa Sant’Ermanno, accompagnata da “Passirò” I.G.T. Lazio Passito 2020 della Famiglia Cotarella da uve Roscetto.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Sono intervenuti alla serata:
Marco Borgononi, Piccola Formaggeria Artigiana
Mirko Giuliani, C.C.OR.A.V.
Simona De Vecchis, Podere Orto Trivium
Paolo Porroni, Valle Perlata
Patrizia Sensi, Famiglie S&T
Edoardo Rapaccini, Azienda Agricola Rapaccini.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
In conclusione,
passando del tempo in questa meravigliosa terra ricca di tradizioni, abbiamo la possibilità ogni volta di scoprire un angolo della Tuscia così pittoresca e suggestiva, apprezzando sempre di più i prodotti tipici locali, la cucina tradizionale, una vera combinazione di sapori autentici e genuini, vini che rispecchiano l’identità territoriale e una crescita qualitativa non indifferente e strutture come S’Osteria 38 che sorprendono per la passione e la professionalità verso un mondo, quello dell’associazionismo sociale, oggigiorno tutt’altro che trasparente.
Un fine comune, in questo progetto, vero e concreto che diventa un modo per dare una risposta etica alle “cose che non vanno bene”, una sorta di politica minore ma sostanziale, concreta, operativa, immediata, aperta a tutti, senza conflitti ideologici o umani.
S’Osteria38 Acquapendente: viaggio di sensi di Cristina, foto dell’autrice
Informazioni generiche:
S’Osteria38 Via Cesare Battisti, 61c Acquapendente (VT) www.sosteria38.it
Frontiera asiatica: l’export dei Fine Wines italiani nei paesi del futuro secondo le indagini di mercato condotte da Wine Monitor e Istituto Grandi Marchi
Di Cristina Santini
L’incontro con l’Istituto Grandi Marchi e Wine Monitor Nomisma tenutosi il 13 dicembre, nelle sale del NH Collection Palazzo Cinquecento a Roma, ha messo in evidenza numeri, dati sul posizionamento dei Fine Wines italiani e abitudini di consumo con riferimento al Far East, in particolare verso due mercati, Giappone e Corea del Sud.
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, articolo e foto di Cristina Santini
Prima di tutto, l’istituto è un gruppo di famiglie del vino, famiglie storiche, ciascuna delle quali nel proprio territorio ha una forte rappresentatività nella produzione e commercializzazione di vino di pregio, che sostengono il modello del vino italiano attraverso due pilastri fondamentali, il brand territoriale e il brand privato che coincide, in questo caso, con il nome di una famiglia. Diciotto, tra le più importanti Aziende Vitivinicole Italiane, unite nel promuovere la cultura e la tradizione del vino di qualità nel mondo.
Quando sono famiglie che in ciascuno territorio fanno tanto per portare valore a casa per tutti – ricorda il Presidente IGM Piero Mastroberardino – è chiaro che non viaggia un gruppo di imprese, ma viaggia il vino italiano. Ogni mese si fa una missione in giro per il mondo e il 2023 è stato un anno interminabile perché abbiamo cercato di cogliere al massimo tutte le opportunità di un ritorno a pieno regime dei viaggi, dei mercati, della disponibilità ad accogliere gli importatori, ristoratori, clienti in genere.
Tanti gli investimenti in eventi sempre più efficaci e la concretizzazione quest’anno di un progetto che vede la partecipazione di un gruppo di giovani nella realizzazione di format del vino di pregio per i target più vicini a loro perché ci siamo resi conto che ci sono buchi generazionali che stiamo attraversando e che impattano su certi numeri di mercati che abbiamo sotto gli occhi.
Un impegno necessario per la crescita delle nuove generazioni del vino italiano, tenendo al contempo la mente aperta a luoghi, occasioni, modalità di consumo che ci consentono di rimanere focalizzati sul vino di grande pregio, ma in un contesto che sta cambiando giorno per giorno.
Da sx Stefano Carboni di Mg Logos, Denis Pantini Resp. Nomisma Wine Monitor e il Presidente dell’IGM Piero Mastroberardino, foto di Cristina Santini, articolo: Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia
Le indagini di mercato hanno interessato quattro città tra Corea del Sud e Giappone: Tokyo, Osaka, Seoul e Busan dove sono stati intervistati 1600 consumatori di vino in relazione a comportamenti di consumo e al posizionamento dei vini italiani, soprattutto dei Fine Wines.
I segni meno del vino in tutti i principali mercati, al netto del 2023, non sono incoraggianti ma quanto meno utili, dopo decise flessioni nell’export, per rivolgere l’attenzione verso aree dove i consumi di vino sono molto cresciuti, aspettando tempi migliori per quelli che hanno un segno negativo o sono stabili. In rosso c’è praticamente tutta l’Europa, mentre dagli Stati Uniti all’Asia il segno è positivo.
Ci siamo concentrati sul Far East – affermaDenis Pantini, Responsabile Nomisma Wine Monitor – perchè i consumi di vino si spostano e abbiamo evidenziato in verde i paesi che nel giro di vent’anni hanno aumentato il volume ed in rosso chi l’ha diminuito; si vede chiaramente come l’area tradizionale dell’Europa sia in un contesto dove il consumo progressivamente diminuisce anno dopo anno. Mentre tutto il resto del Mondo, a parte qualche zona del Sud America come Argentina o paesi più piccoli dell’Africa, vedono invece una crescita importante e tra questi c’è sicuramente l’Asia.
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
L’Asia, da un punto di vista della percentuale di concentrazione di consumi di vino, pesa ancora poco, circa l’8%, su 240 milioni di ettolitri consumati nel Mondo. I due mercati presi a campione, sono il Giappone, identificato come un mercato maturo/consolidato, che conta quasi tre milioni di ettolitri, e la Corea del Sud che è un mercato emergente, consuma meno di un milione di ettolitri (740) ed è in rapida espansione grazie allo sviluppo economico.
Dai dati di previsione forniti dal Fondo Monetario Internazionale si vede come nei prossimi anni la Corea del Sud arrivi a valori pro- capite più alti di quelli italiani dove ci sono fasce di popolazione alto spendenti che sono in grado di comprare dei vini di alta qualità. Quello coreano è sicuramente un mercato dalle opportunità non indifferenti.
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
Altro aspetto che va considerato è la popolazione come si distribuisce dal punto di vista della generazionalità: intanto la Corea del Sud è molto più piccola rispetto al Giappone che ha una popolazione meno giovane dove gli over 60 rappresentano oltre il 35%, mentre al contrario le fasce più giovani in Corea del Sud hanno un’incidenza superiore (oltre il 17%) e rappresentano un mercato che cresce anche dal punto di vista economico.
Anche nell’importazione di vino il Giappone è un mercato consolidato dove negli ultimi cinque anni si nota una certa stabilità a volume e una leggera crescita a valore (import per circa 1,8 miliardi di euro per 266 milioni di litri). Il 57% di questo valore è legato ai vini fermi dove i rossi sono predominanti. Stessa cosa in Corea, molto più rilevante la crescita in cinque anni (poco più di 550 milioni di euro di vino importato per circa 71 milioni di litri). Il peso dei vini fermi è ancora più rilevante, siamo all’ 80%.
In entrambi i mercati, la Francia domina: in Giappone con una quota vicino al 58%, l’Italia seconda con il 12%. Suddividendo queste quote tra le categorie, la Francia è padrone assoluto del mercato degli spumanti con lo Champagne all’84% e 44% per i vini fermi, mentre l’Italia al 6% con un valore più alto, del 16%, per i fermi. Anche nel Sud Corea, la Francia si posiziona con una quota un pò più bassa, siamo al 35% suddivisa per categoria con il 73% sparkling e 28% vini fermi, mentre l’Italia ha una quota vicino al 15% suddivisa in eguale percentuale tra spumanti e vini fermi (15%).
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
I rossi, soprattutto quelli toscani e piemontesi rappresentano le due tipologie più vendute dal nostro paese sul mercato sia giapponese che coreano. Al terzo posto Prosecco e Asti.
Osservando i dati degli ultimi 5 anni (fino al 2022), c’è stata una crescita dell’import di vino nei top mkt mondiali, anche durante la pandemia. Contrariamente, il 2023 è un anno complicato, con una battuta d’arresto nelle importazioni un po’ ovunque.
L’aumento iniziale ha portato ad uno stoccaggio eccessivo rispetto a quello che il mercato poteva recepire, poi con la crisi economica, l’inflazione, ad oggi i mercati sono saturi e fanno fatica a comprare ulteriore vino. Paradossalmente in controtendenza l’unico dato positivo per l’Italia è rappresentato dalle vendite in Francia nei primi 10 mesi dell’anno degli spumanti, soprattutto del Prosecco (+8,5%).
Nell’indagine sui consumatori, capiamo cosa rappresenta l’Italia per questi due Paesi: al primo posto troviamo passione, creatività attestate al 43% per i giapponesi, mentre per i coreani siamo soprattutto cultura e tradizione al 25%; tra i settori economici, l’arredamento e il design rappresenta il primo settore che viene in mente ad entrambi. Il cibo per i coreani arriva al secondo posto, il vino invece è in fondo alla classifica e questo sta ad indicare che l’Italia è conosciuta per altro rispetto all’ambito vitivinicolo.
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
Nei riguardi del consumo di vino in generale negli ultimi 12 mesi, il Giappone si attesta al 45% e al 39% il Sud Corea, sicuramente più alta la percentuale, in entrambi i casi, di chi lo consuma a casa. Interessante vedere come in un paese vecchio come Giappone, all’interno delle fasce generazionali, aumenti il consumo tra i Baby Boomer (49%), mentre invece in Sud Corea il tasso di predazione sia più basso essendo un mercato emergente che si è approcciato più tardi al suo utilizzo, con accezione al 46% della GenZ che sta a significare che tra gli under 25 è più alta la frequenza di chi ha bevuto vino negli ultimi 12 mesi.
Vanno molto i piccoli formati (bottiglie fino a 375ml) soprattutto in Corea, sia tra le mura domestiche sia fuori casa, un dato legato alla nuova generazione. Ciò non incontra però il benestare della maggior parte dei produttori italiani quando si tratta di vino iconico.
E’ un discorso che si può affrontare sotto il profilo tecnico – dichiara il Presidente – però è bene capire quanto questo tema sia grande e quanto questo fenomeno sia l’eccezione rispetto alla maggior parte dei mercati. Il segmento che ci riguarda dei Fine Wines resta comunque focalizzato sulla bottiglia con formato più grande.
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
Nella scelta del vino, togliendo il prezzo, l’origine è un elemento molto importante che entrambi i consumatori guardano e riguarda i primi tre paesi per importazioni: Francia, Italia e Cile. Il passaparola non è da meno, il 15% dei consumatori quando sceglie un vino si fida di quello che dicono amici, sommelier o esperti del settore.
A seguire le caratteristiche green che si posizionano al quarto posto con il 10% all’unisono e la percentuale aumenta tra le giovani generazioni coreane (14% GenZ). Il 12% per il brand prestigioso legato alla cantina storica è molto importante per i coreani rispetto ai giapponesi, e torna ad essere protagonista, tra gli attributi distintivi, anche nella scelta dei Fine Wines ove, tra l’altro, il prezzo elevato arriva come ultima indicazione proprio perché non si può affermare che un vino che costa tanto sia necessariamente un Fine Wines. Lo è in certi casi ma non è detto che per un consumatore sia l’unica ragione di acquisto.
Al primo posto per i vini di pregio, c’è la questione delle eccezionali proprietà sensoriali ovvero tutto quello che fa la qualità di un vino è legato anche ad un Fine Wine. Il brand è visto come terzo indicatore di risposta soprattutto per il 19% degli intervistati coreani.
Altro dato che desta curiosità è quello relativo all’acquisto di un vino di pregio, soprattutto in Corea del Sud dove i valori sono più alti e le percentuali incidono non solo per chi lo compra per regalarlo ma anche per conservarlo e rivenderlo come investimento.
Il tasso di penetrazione dei Fine Wines arriva al 24% per i giapponesi e 18% per i coreani, per chi negli ultimi dodici mesi ha acquistato o consumato questa tipologia di vino. Non c’è molta differenza tra i canali di consumo.
Tra i paesi di origine c’è sicuramente la Francia che ha un ruolo primario su questi mercati, al secondo posto l’Italia e poi il Cile, ma molto distaccato. Il 14% per il popolo giapponese e l’11% per quello coreano indica la percentuale di chi ha consumato Fine Wines italiani sul totale della popolazione (56% tra i consumatori giapponesi che hanno acquistato i Fine Wines negli ultimi anni e il 65% per i coreani).
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
I Packaging hanno un’importanza non indifferente: sull’estetica della bottiglia e su quali siano gli elementi che rafforzano i vini pregevoli, si denota al primo posto le rifiniture eleganti, gli elementi di lusso; al secondo la Regione di provenienza e tra le Regioni che vengono considerate maggiormente ci sono Toscana, Piemonte e Sicilia; il tappo rigorosamente in sughero è qualcosa che riguarda sì i giapponesi ma non necessariamente i coreani che pensano che un tappo in sughero non faccia un Fine Wines.
Differente invece è il discorso in etichetta delle immagini di vigneti, di paesaggi naturali che invece la Corea del Sud sembra apprezzare.
Visto la crescita negli ultimi cinque anni, visto l’andamento nel 2023, cosa ci dobbiamo aspettare per il 2024?
Per quanto concerne il consumo dei Fine Wines italiani, nei prossimi due-tre anni la Corea del Sud ha un approccio più ottimistico, tra chi ha risposto che aumenterà l’acquisto e chi invece lo diminuirà, il saldo prodotto è comunque positivo (+31%); in Giappone un pò più bassi (+14%). A differenza di chi ha risposto che continuerà a non consumare questa tipologia di vino in entrambi i Paesi, dove la Corea ha una percentuale più bassa in merito (26%) rispetto al mercato consolidato giapponese dove la quota, di chi dice di non voler cambiare le proprie abitudini, è più importante (55%).
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
Per cavalcare quest’onda positiva, è stato chiesto ai consumatori quali siano le modalità migliori per approfondire o avvicinarsi al mondo dei Fine Wines italiani: su tutti svettano le degustazioni, gli eventi o show cooking presso i ristoranti legati soprattutto alla cucina italiana; il binomio cucina italiana e vini di pregio sembra essere vincente e rappresentare una leva in grado di aumentare ulteriormente la progressione dell’acquisto soprattutto per il popolo coreano.
Il confronto di un dato importante da parte del consumatore giapponese (31%) al quale non interessa conoscerli meglio, dimostra quanto la Corea del sud abbia delle prospettive di crescita nei prossimi anni molto più rilevanti (3%) nei confronti dei Fine Wines italiani.
Stessa cosa vale per i viaggi dedicati all’enoturismo nei territori di produzione dove è sempre la Corea del Sud ad essere più propensa verso il nostro Paese, mentre il dato equivalente in entrambi i mercati è il food pairing ad incuriosire maggiormente sia con la cucina italiana sia con quelle locali.
La contaminazione culturale nel mondo sta producendo delle formule che spesso non si ricollocano più secondo i classici schemi e non metabolizzare questo porrebbe dei limiti. Il vino italiano può usare come volano la nostra cucina, uscendo dai propri confini e conquistando quella legittimazione verso la ristorazione in senso più ampio, soprattutto in paesi in cui la cultura delle cucine è così specifica.
Questo è il modo migliore per entrare nella cultura di un popolo, uscire da una visione comunitaria di vestire italiano ed entrare invece in una logica più trasversale.
Export dei Fine Wines italiani da indagini 2023 verso l’Asia, foto e articolo di Cristina Santini
Nella zona Asia – assicura Piero Mastroberardino – c’è una varietà culturale e un approccio ai consumi enorme. Il Giappone, dopo tanti anni di stasi, sembra iniziare il 2024 con un pò più di ottimismo dal punto di vista economico generale e ci auguriamo che questo possa essere interessante anche per noi. Quest’anno la Corea ha sofferto ma ha avuto una crescita importante negli anni precedenti e in questo momento sta accusando un problema di stock.
Ma c’è grande entusiasmo, c’è grande attenzione sul vino di pregio, c’è la voglia di entrare sempre più nel concetto di brand, di storicità, di classicità e tutto questo richiede più attenzione nei prossimi mesi. La Cina è anche un altro mercato che sta soffrendo, pensavamo potesse ripartire dopo il fermo totale connesso alla fase pandemica, ci sono alcune zone che recuperano prima e altre che sono più lente a ripartire.
Anche questo Paese non si annuncia come un mercato di grande traino per il 2024, ma in ogni caso ci si aspetta una ripartenza in modo diverso dopo il Covid. Il mercato sta cambiando strutturalmente, non siamo in grado di prevedere quando questi cambiamenti si tradurranno in valori e quindi bisogna presidiare.”
L’Istituto Grandi Marchi ha programmato quest’anno investimenti rilevanti in Asia, rivalutando anche Paesi che per qualche anno non sono stati battuti. La grande partita verrà giocata sulla capacità di recuperare valore e remunerare gli investimenti, ci sono molti mercati più piccoli che sono interessanti:
Hong Kong, al momento in fase riflessiva, continua ad essere un hub importante; Singapore è un altro piccolo mercato di grande immagine; il Vietnam è percepito come in trend favorevole (21% di vino italiano importato all’anno e circa venti milioni di euro di vini fermi, al netto degli spumanti) per il grande investimento in resorts e sta diventando una meta ricercata dai turisti asiatici e non solo.
Su Taiwan, sebbene piccola, c’è una bella opportunità di crescita che si attesta al 14% con 18 milioni di euro di importazioni di vino italiano e la Thailandia con il 18% all’anno di crescita negli ultimi cinque anni con 18 milioni di euro di import.
Il mercato asiatico, per quanto oggi sia ancora piccolo da un punto di vista dei consumi delle importazioni, si sta muovendo e trova conferma nei numeri. Per l’anno che verrà l’Istituto, come anche Wine Monitor, si dice fiducioso e pronto a scommettere sulla ripresa dei mercati.
Azienda Agricola FABIO PERRONE dal 1970, tre generazioni per una scelta di continuità territoriale
Di Rosaria Benedetti
Una ventina di ettari di vigneto, tra proprietà e affitto, circondano l’Azienda di Fabio Perrone nel cuore dell’astigiano a Valdivilla, frazione di Santo Stefano Belbo. Fondata da Mario negli anni 70, passata a Mauro, l’Azienda è oggi con Fabio alla sua terza generazione.
Tre generazioni della famiglia Perrone
Immutati nel tempo gli obiettivi di grande rispetto peri i ritmi naturali della terra e per la meticolosa cura della filiera gestita per intero dalla famiglia.
Le referenze, tra le più classiche dalla viticoltura piemontese, riflettono vocazionalità e carattere del territorio mentre sulle etichette, nel delicato tratto figurativo che riproduce antiche piante di vigna, diverso per ogni tipologia, si specchia la positiva immagine della famiglia Perrone: tre tralci, tre generazioni in vigna.
Azienda Agricola FABIO PERRONE dal 1970, tre generazioni per una scelta di continuità territoriale, foto dal sito
Azienda Agricola FABIO PERRONE dal 1970, assaggi e storia. foto dal sito
Vigneti a Valdivilla
FABIO PERRONE Barbera D’Asti DOCG Superiore 2021
Barbera d’Asti Docg Superiore – 2021
Prodotto a 350 mt slm e affinato per ca 12 mesi in botti di rovere, si presenta con una bella complessità olfattiva, giocata sui tocchi floreali e fruttati con gradevoli ricordi di spezie dolci. In bocca entra fresco, la trama tannica ancora dinamica, per farsi poi generoso in centro bocca e riprendere nel finale il timbro fruttato arricchito di delicata vaniglia. Piacevolissimo.
FABIO PERRONE Dolcetto d’ Alba DOC “Fontana” – 2022
Dolcetto d’ Alba doc “Fontana” – 2022
Colore rubino brillante, possiede un olfatto delicato dove primeggiano fiori e piccoli frutti. Il sorso è immediato e recupera in bocca un gradevole tratto speziato. La trama tannica, mai invadente, contribuisce all’equilibrio gustativo tra morbidezza e acidità. Vino quotidiano.
FABIO PERRONE Langhe DOC Nebbiolo “Ciabot” 2021
Langhe doc Nebbiolo “Ciabot” 2021
Rubino di bella trasparenza e olfatto ricco di note speziate, fiori rossi e frutti di bosco. Il sorso è varietale, fresco in ingresso, con trama tannica astringente ma già domata dalla buona struttura e dal prolungato contatto con il legno di secondo passaggio, che conferisce un gradito timbro vanigliato al finale.
Dalla varietà più tradizionale, moscato bianco di Canelli, il vino simbolo dell’Azienda Perrone: Moscato d’Asti DOCG. Prodotto con passaggio in autoclave, il moscato conserva nel calice giallo dorato, l’ampio spettro aromatico varietale: generose note fruttate primarie legano con coerenza l’olfatto al sorso, generando una continuità gustativa fresca e piacevole. L’equilibrio tra acidità e residuo zuccherino garantisce l’armonia della beva.
Rosaria Benedetti degustatore, sommelier, relatore ed esperta vitivinicola
Amor a Primera a Copa dalla Sicilia alla Spagna in un calice
Di Marco Fabio M. Marcialis
Amor a Primera Copa non è un evento come ci tiene a specificare Castro, ma un incontro lungo con una serie di eventi, tra due terre che tanto ama e per le quali ha tanto contribuito a costruire.
Amor Primera a Copa dalla Sicilia alla Spagna in calice 2023, foto di Marco Marcialis, Alessandro Castro, Marco Marcialis, il presidente della Cofradía dell’Alvariño e il poroteoatoro della Pluripremiata cantina Suertes del Marques
Il 24 Novembre a Tenerife in occasione della presentazione delle attività e del gran Capitulo della Cofradia de Los vinos de Las Canarias, si svolgerà un importante masterclass ideata tra confronti e parallelismi tra i vulcani Teide e Etna e della Sicilia orientale.
Amor Primera a Copa dalla Sicilia alla Spagna in calice 2023, foto di Marco Marcialis, bottiglie delle cantine partecipanti sulla terrazza dell’iconica Bodega Monje
FoodeWine, elenco eventi per dei percorsi sensoriali di emozioni
Redazione – Carol Agostini
In Italia e oltre confine, le fiere gastronomiche rappresentano un’opportunità imperdibile per gli operatori attivi nel settore agroalimentare e dell’ospitalità. Questi eventi non si limitano a essere semplici esposizioni di prodotti, ma fungono da piattaforme di networking, spazi in cui si concretizzano affari, si incontrano nuovi clienti e si stringono collaborazioni commerciali di rilievo.
Stai cercando una fiera enogastronomica mirata al tuo settore? O forse sei interessato alle esposizioni che offrono opportunità di crescita sia a livello nazionale che internazionale? Conoscere gli eventi fondamentali in Italia e nel mondo è essenziale per sviluppare e rafforzare la tua presenza nell’ambito del food.
Per soddisfare le tue esigenze, abbiamo preparato due elenchi dettagliati. Il primo elenco si concentra sulle fiere alimentari organizzate nel nostro paese, mentre il secondo elenco riguarda le principali esposizioni gastronomiche che prendono vita in diverse parti del mondo. Questi eventi rappresentano opportunità uniche per entrare in contatto con potenziali clienti o partner commerciali e per rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del settore.
In sintesi, che tu stia cercando una fiera enogastronomica locale o desideri esplorare le esposizioni alimentari a livello internazionale, qui troverai tutte le informazioni necessarie per pianificare la tua prossima mossa nel mondo del food & beverage.
FoodeWine, elenco manifestazioni più importanti del 2024, foto da internet
Elenco fiere food 2023-2024 Italia
MARCA by BOLOGNAFIERE
Data: 18 – 19 Gennaio
Descrizione: Mostra convegno dedicata al mondo della marca commerciale
Milano e Modena, due città con un legame storico alla gastronomia d’eccellenza e all’innovazione nel settore alimentare, continuano ad emergere come centri focali di eventi fieristici di grande importanza. TUTTOFOOD si afferma come un faro per tutti i professionisti desiderosi di seguire le più recenti tendenze del food a livello globale. Dall’altro lato, iMEAT a Modena rappresenta l’opportunità perfetta per coloro che operano nel mondo della carne, un evento che fonde con maestria tradizione e innovazione.
FoodeWine, elenco manifestazioni più importanti del 2024, foto da internet
25-27 Febbraio 2024 Bologna
SLOW WINE FAIR
Fiera Internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto
14-17 aprile 2024 Verona Vinitaly
56^ edizione Salone internazionale dei vini e distillati
7-10 maggio 2024 Parma CIBUS
Salone internazionale dell’alimentazione
14-17 aprile 2024 Verona
Sol&Agrifood
Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità
FoodeWine, elenco manifestazioni più importanti del 2024, foto da internet
Titolo: “Il Mondo del FoodeWine: Eventi da non Perdere nel 2023/2024”
Introduzione: Il panorama globale del food&wine è una sinfonia di sapori, tradizioni e innovazioni che si manifestano in eventi straordinari in tutto il mondo. Dal cuore dell’Europa alle spiagge tropicali dell’Oceania, queste celebrazioni gastronomiche attraggono intenditori, chef stellati e appassionati della buona tavola per un’esperienza culinaria unica.
Paragrafo Principale: Tra i vari eventi spicca il “Taste of London“, una festa culinaria che richiama l’elite gastronomica nella capitale britannica. I visitatori possono deliziare il palato con prelibatezze firmate da rinomati chef e scoprire le ultime tendenze gastronomiche in un’atmosfera vibrante e cosmopolita.
Negli Stati Uniti, il “Food and Wine Classic” di Aspen è un punto di riferimento per gli amanti del cibo e del vino. Questo evento iconico offre una panoramica di degustazioni esclusive, seminari con esperti del settore e dimostrazioni culinarie di altissimo livello.
L’Asia non è da meno con il “Hong Kong Wine and Dine Festival“. Nella scintillante metropoli asiatica, i visitatori possono immergersi in una varietà di sapori provenienti da tutto il mondo, accompagnati da una selezione dei migliori vini internazionali.
Paragrafo Secondario: In Sud America, la “Feria Masticar” a Buenos Aires è un’ode alla cucina argentina. L’evento mette in mostra le radici culinarie del Paese, offrendo ai partecipanti un viaggio attraverso la vasta gamma di sapori unici e autentici della cultura gastronomica argentina.
In Italia, la “Vinitaly” a Verona è un appuntamento imprescindibile per gli amanti del vino. Questa fiera internazionale del vino presenta una vasta selezione di etichette provenienti da tutte le regioni d’Italia, oltre a offrire occasioni di networking e condivisione di conoscenze nel mondo vinicolo.
L’anno 2023 offre un bouquet di eventi food & wine, ciascuno con la sua unicità e offerte gastronomiche che invitano ad esplorare nuovi sapori e a celebrare le tradizioni culinarie di tutto il mondo. Con un’esperienza culinaria così variegata e globale, gli amanti del food&wine possono godere di un viaggio sensoriale attraverso continenti, scoprendo e apprezzando la diversità e l’eccellenza gastronomica che ogni evento offre, attendiamo con entusiasmo il 2024, altrettanto ricco di eventi e manifestazioni di settore.
Conclusioni
La varietà e la ricchezza delle fiere italiane nel 2024 sottolineano quanto il settore alimentare nel nostro paese sia dinamico, pieno di vitalità e costantemente allineato alle evoluzioni del mercato. Dalle regioni settentrionali a quelle meridionali, le occasioni di scoperta, apprendimento e business sono innumerevoli. Che si tratti dell’esplorazione di nuove tecnologie, della degustazione di prodotti di alta qualità o dello scambio di best practices, l’Italia rimane una guida nel panorama alimentare globale.
Per le aziende e i professionisti del settore, partecipare o visitare queste fiere rappresenta un’opportunità irripetibile per espandere la propria rete di contatti, scoprire le più recenti tendenze e tecnologie, e rafforzare la propria posizione sul mercato. Il 2024 si prospetta come un anno ricco di novità e opportunità nel settore alimentare italiano. Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di essere protagonisti!
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
Vista, Seduzione, e Vino: Un’Armonia Perfetta nel Calice
Di Carol Agostini
Nel mondo affascinante della degustazione del vino, l’esperienza coinvolge i sensi in un intrigo avvincente tra vista, seduzione e il nettare degli dei. Ogni sorso diventa un atto rituale, un’occasione per esplorare la connessione tra l’arte visiva, la seduzione sottile e l’essenza stessa del vino. Un’unione perfetta quella tra cibo, vino e l’arte della Seduzione Visiva in cui la degustazione della bevanda raggiunge il suo apice quando si fonde con l’arte culinaria.
Vista, Seduzione e vino, come li vivo da donna nel 2023, foto di Cottonbro Studio da internet
C’è un senso che si distingue per la sua capacità di sedurre, intrigare e creare connessioni profonde: la vista. In questa esplorazione sensoriale, ci immergeremo nell’arte di sedurre attraverso la vista, intrecciando il mondo del vino con la pittura, la cultura, la tradizione e il cinema.
Il cibo diventa complice nella danza della seduzione, amplificando i sapori del vino e completando l’esperienza multisensoriale. La vista del cibo, inoltre, armonizza con i colori del nettare degli dei , creando un tableau gustativo che soddisfa tutti i sensi.
Sempre attento il nostro sguardo al futuro dell’enogastronomia che attinge con passione e schemi mentali, emozionali all’unione tra la vista, la seduzione e il vino, nella quale tutto si trasforma in un viaggio senza fine. La connessione tra arte, cultura, tradizione e territorio trova la sua massima espressione in ogni bicchiere di vino.
Il piacere visivo diventa “le fil rouge” di un’esperienza multisensoriale che si rinnova di sorso in sorso, invitando ad alzare il calice a un futuro in cui la bellezza del vino continua a ispirare e sedurre.
Vista, Seduzione e vino, come li vivo da donna nel 2023, foto di Tim Mossholder da internet
Colore e Carattere: Il Linguaggio Visivo del Vino
La vista è la prima compagna di questo viaggio sensoriale. Il colore del vino, intenso rosso rubino o delicato giallo paglierino, anticipa il suo carattere. Un rosso profondo può evocare passioni ardenti, mentre un bianco cristallino promette freschezza e leggerezza. L’osservazione attenta di questa tavolozza visiva diventa il primo capitolo di un’esperienza che coinvolge mente e cuore.
La vista, la seduzione e il vino intrecciano le loro trame in un racconto senza tempo.
Ogni bicchiere è una pagina di questo libro sensoriale, dove l’arte visiva si fonde con la seduzione e la ricchezza del vino. Un invito a esplorare, assaporare e ammirare, perché nel calice si cela un mondo in cui la vista diventa il primo capitolo di un’esperienza eterea e appagante.
Se dovessi raccontare i colori del vino direi che sono delle pennellate di emozioni, ad esempio per me i rossi profondi di un Cabernet Sauvignon richiamano paesaggi autunnali, mentre i toni dorati di uno Chardonnay portano alla mente il calore del sole estivo. Questa connessione tra il colore del vino e l’arte pittorica è stata esplorata da numerosi artisti nei secoli.
Vista, Seduzione e vino, come li vivo da donna nel 2023, foto di Pixabay da internet
Seduzione nel Calice: Danza di Aromi e Sapori
La seduzione inizia con l’approccio al calice. I profumi avvolgenti che si liberano al momento dell’apertura della bottiglia sono la promessa di un incontro sensoriale unico. Note fruttate, floreali o speziate danzano nell’aria, creando una coreografia di aromi che anticipano il primo sorso. La seduzione è qui, nel mistero di ciò che il vino rivelerà nei dettagli dei suoi sapori. Un rituale di degustazione che coinvolge la vista giocando un ruolo centrale.
L’osservazione del colore del vino, la sua limpidezza e la consistenza delle lacrime sulle pareti del calice sono dettagli che arricchiscono l’esperienza. La luce che filtra attraverso un vino rosso può trasformare il bicchiere in una gemma preziosa, mentre un bianco cristallino riflette la purezza del suo sapore.
Vista, Seduzione e vino, come li vivo da donna nel 2023, foto di Cottonbro Studio da internet
Il Vino Come Opera d’Arte: Etichette e Presentazione Visiva
La bottiglia stessa è una tela bianca, pronta a raccontare la sua storia attraverso un’etichetta curata. L’arte visiva si fonde con il contenuto, trasmettendo emozioni e raccontando il territorio da cui proviene il vino. La seduzione diventa palpabile quando gli occhi si posano su un’etichetta raffinata, preludio a un viaggio gustativo unico.
Le bottiglie spesso diventano opere d’arte, oltre al contenuto, anche l’involucro del vino può essere una fonte di informazioni, di attrazione e di sogni. Le etichette ricercate e i design accattivanti raccontano storie, evocano emozioni e trasformano ogni bottiglia in una piccola galleria d’arte.
L’arte visiva si fonde così con l’esperienza gustativa, creando un connubio di piacere estetico e sinfonia di gusti e colori.
Molti eventi culturali sono dedicati a questo sodalizio e sono sempre più diffusi. Mostre tematiche, concerti nei vigneti e performance artistiche durante le degustazioni creano un legame tra queste due forme d’arte. Un sorso di vino diventa così una partitura di gusti e colori, con la cornice di un’atmosfera artistica che avvolge i presenti.
Vista, Seduzione e vino, come li vivo da donna nel 2023, foto di Grape Things da internet
Il Territorio Raccontato dal Vino: Una Veduta Panoramica
Ogni sorso è un viaggio attraverso il territorio. La vista si estende oltre il calice, abbracciando i paesaggi che hanno dato vita a quel nettare prezioso. Le vigne baciare dal sole, i vigneti accarezzati dal vento: la seduzione si amplifica attraverso la veduta panoramica di luoghi intrisi di storia e tradizione. I territorio vinicoli diventano paesaggi dipinti dal vino; le regioni vinicole sono veri e propri capolavori della natura.
Dai vigneti collinari della Toscana, che io amo ad esempio, alle vigne che si specchiano nelle acque tranquille della Borgogna, ogni territorio vinicolo è un paesaggio dipinto dalla mano della terra stessa. L’associazione tra territorio e arte si manifesta nei dipinti che ritraggono questi paesaggi unici, catturando l’anima del vino in ogni singolo grappolo d’uva.
Cinematografia e Cultura: Un Racconto Visivo di Storie Vinicole
Il legame tra vino e cultura si nutre anche attraverso il cinema. Film che esplorano le vigne, le cantine e le storie intrecciate al mondo del vino diventano una finestra visiva su un universo ricco di emozioni. La seduzione si evolve in un racconto filmico che trasporta gli spettatori in viaggi sensoriali attraverso campi di vite e bottiglie maturate.
Una proiezione di gusti e visioni che hanno il potere di trasportarci in mondi lontani, di suscitare emozioni profonde e di stimolare i nostri sensi. In molte pellicole, il vino è protagonista, diventando un simbolo di eleganza, passione e connessione umana. Un bicchiere di Merlot in “Sideways” diventa una metafora della vita, mentre una bottiglia di Château Margaux in “Mondovino” rappresenta il conflitto tra tradizione e modernità nelle regioni vinicole.
Vista, Seduzione e vino, come li vivo da donna nel 2023, foto di Pixabay da internet
La Visione del Futuro: Innovazioni Visive nel Mondo del Vino
Oggi, la tecnologia si unisce alla tradizione nel mondo del vino. Applicazioni e realtà virtuale offrono tour virtuali delle cantine, consentendo agli appassionati di esplorare visivamente i luoghi di produzione senza muoversi fisicamente. Le etichette intelligenti forniscono informazioni dettagliate sulla storia del vino, portando l’esperienza visiva oltre il semplice contenuto della bottiglia.
Un quadro in evoluzione quello della tradizione e dell’innovazione nel rapporto tra sensi e vino, in cui l’arte del nettare degli dei è anche un dialogo profondo, con radici storiche e di credenze. Le antiche cantine che custodiscono bottiglie invecchiate sono come musei, conservando la storia in ogni tappo stappato. Allo stesso tempo, le nuove generazioni di vignaioli introducono tecniche innovative, creando opere d’arte enologiche moderne che sfidano le convenzioni.
Vino e Fotografia: Momenti Catturati nel Tempo
La fotografia è un’altra forma d’arte che si intreccia con il mondo del vino. Immortalare un momento durante una cena con un bicchiere di vino in mano diventa un modo per catturare non solo l’istante, ma anche l’atmosfera e le emozioni legate a quella bottiglia. Le foto diventano così una galleria personale di esperienze enologiche.
L’Abbinamento Perfetto: Vino, Cibo e tanto altro…
L’arte di abbinare il vino al cibo è un matrimonio di sapori e aromi che si estende ben oltre il palato. Immaginate di degustare un vibrante Sauvignon Blanc accanto a un piatto di ostriche fresche, mentre un dipinto di Monet cattura la luce riflessa sull’oceano. L’esperienza diventa un quadro vivente, in cui il gusto, la vista e l’arte si fondono armoniosamente.
Cos’è per me questa trilogia che mi ha sedotto dal primo istante?
Ritengo che il vino sia molto più di una bevanda; è un viaggio sensoriale che coinvolge la vista, la mente e l’anima. Da opere d’arte pittoriche a paesaggi vinicoli mozzafiato, da film suggestivi a etichette di design, il mondo del vino è intrinsecamente legato all’arte e alla cultura, alla passione, all’intrigo. In ogni bicchiere, si cela un dipinto vivente che racconta storie millenarie e invita a brindare all’arte di vivere, gioire e godere.
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
Divinea: Formazione sul territorio, incontra Consorzi e aziende del vino per migliorare l’Unoturismo e le vendite dirette
Redazione – Carol Agostini
Da ottobre 2023 tornano gli appuntamenti formativi dedicati alle realtà vitivinicole, il 19 e 20 ottobre 2023 è il turno delle aziende di Piacenza, Oltrepò Pavese e Parma.
A seguire gli incontri con le aziende del Consorzio Tutela Lugana DOC e del Consorzio di Tutela Primitivo di Manduria.
Divinea incontra realtà vinicole 2023, obiettivo vendere, logo da comunicato stampa
Conoscere nuove strategie e innovazioni per incrementare le vendite dirette al consumatore e l’esperienza enoturistica. È questo il focus degli incontri di formazione promossi dall’impresa tecnologica Divinea dedicati alle cantine e ai Consorzi di tutela del mondo del vino. Dopo i fortunati incontri con il Consorzio Tutela vini della Maremma Toscana e gli eventi con le cantine della zona di Conegliano Valdobbiadene, del Chianti Classico e della Valpolicella, Divinea si prepara – giovedì 19 e venerdì 20 ottobre 2023 – ad incontrare le cantine del territorio Piacenza, Oltrepò Pavese e Parma, per proseguire con le aziende del Consorzio Tutela Lugana DOC e del Consorzio di Tutela Primitivo di Manduria.
Divinea incontra realtà vinicole 2023, obiettivo vendere, immagini degli incontri, foto da comunicato stampa
La forte esperienza tecnologica di Divinea nell’analisi dei dati e nella gestione di strumenti innovativi trova un’alleanza nella collaborazione con i più importanti Consorzi di Tutela e nelle cantine dei territori più vocati. Insieme metteranno a disposizione delle aziende vitivinicole italiane la conoscenza nella strategia digitale e quella del dato, offrendo contenuti altamente formativi che gettano le basi alle aziende di domani. “La missione di Divinea è quella di essere pionieri nella divulgazione della raccolta e dell’analisi del dato che, – afferma Filippo Galanti, Co-Founder & Business Development Divinea – insieme al marketing online, hanno il potere di valorizzare l’attività enoturistica e le vendite dirette.
Divinea: Formazione sul territorio, incontra Consorzi e aziende del vino per migliorare l’Unoturismo e le vendite dirette, foto da comunicato stampa
Con il nostro software Wine Suite, già oggi, aiutiamo oltre 300 aziende vitivinicole a crescere e, grazie alla pubblicazione del Report Enoturismo e Vendite Direct-to-consumer 2023 stiamo contribuendo a far crescere la cultura del dato, ancora poco diffusa tra le cantine italiane. Siamo molto soddisfatti di questi primi incontri, che ci hanno avvicinato alle più importanti realtà vitivinicole, e speriamo che sempre più enti di tutela ci contattino per digitalizzare il mondo del vino e proiettarlo in un futuro che è già presente”.
Divinea incontra realtà vinicole 2023, obiettivo vendere, foto da comunicato stampa
Durante gli incontri si analizzeranno strategie per incrementare le vendite dirette al consumatore, ottimizzando la presenza online delle cantine attraverso siti web all’avanguardia, eCommerce, wine club e una gestione mirata dei social media. Si approfondiranno inoltre le tecnologie all’avanguardia a disposizione delle cantine per semplificare ogni aspetto operativo. Tra gli argomenti trattati ci saranno: la domanda e l’offerta enoturistica; le vendite online e in cantina; il CRM come strumento per la raccolta e la segmentazione dei dati; il mail marketing; la testimonianza di una o più cantine ospiti, una sessione di domande e risposte.
Le attività di formazione gratuita per i prossimi mesi sono in programmazione in collaborazione diretta con gli enti territoriali. Per maggiori informazioni sulle prossime date o per organizzare una sessione di formazione gratuitaall’interno di un ente territoriale o di un consorzio di tutela scrivere a comunicazione@divinea.com
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
Una giornata en plein air nella cantina di Santa Cristina Gela alle porte di Palermo con visite in cantina, masterclass, degustazioni di vino, cibo e musica live.
Cantine Aperte 2023 a Baglio di Pianetto, assaggi e cultura, locandina da comunicato stampa
Mancano pochi giorni all’evento di primavera più amato dai winelovers e sarà di nuovo festa ed allegria a Baglio di Pianetto, per Cantine Aperte – l’appuntamento nazionale organizzato dal Movimento del Turismo del Vino, che inaugura la stagione enoturistica.
La data da segnare in agenda per tutti gli amanti del vino è domenica 28 maggio, dalle 10 alle 18, quando saranno aperte le porte della Tenuta Pianetto e della cantina di Santa Cristina Gela, a pochi chilometri da Palermo.
Attimi degustativi di cantine aperte edizioni passate, foto da comunicato stampa
Una domenica in campagna da trascorrere immersi nella natura: visite della cantina e degustazioni di una vasta selezione delle etichette aziendali saranno gli ingredienti di una festa dedicata al vino e al cibo della tradizione locale.
Per partecipare a Cantine Aperte è necessaria la prenotazione sul sito www.bagliodipianetto.it.
Le visite prenderanno il via a partire dalle 10:00 del mattino, con turni di mezz’ora. Si inizia dal punto di accoglienza posto all’ingresso della cantina da dove gli ospiti potranno ammirare i vigneti coltivati in regime di agricoltura biologica percorrendo il viale che li condurrà all’area di conferimento delle uve.
A questo punto gli enoturisti si troveranno nel punto più alto della cantina e potranno scoprire i segreti e i vantaggi qualitativi del processo di conferimento e vinificazione in verticale. Subito dopo si andrà verso il cuore della dell’area produttiva per essere accolti nell’atmosfera della barricaia proprio lì dove il vino viene custodito in botti di rovere nell’attesa di raggiungere l’affinamento perfetto.
Quercia vigneti Santa Cristina Gela, Baglio di Pianetto, Cantine Aperte 2023, foto da comunicato stampa
Visto il successo della scorsa edizione nel corso della giornata gli enologi dell’azienda guideranno i winelovers alla scoperta dei vini Baglio di Pianetto e delle loro declinazioni sorprendenti attraverso due Masterclass: “Le quattro espressioni dell’Insolia Baglio di Pianetto”, in programma alle ore 11 e “Gli autoctoni di Sicilia: declinazioni di Grillo e Nero d’Avola” , in programma alle ore 12.15. entrambe con posti limitati.
AI banchi di assaggio, invece, saranno serviti una selezione dei vini delle collezioni Baglio di Pianetto: dai Monovarietali Bio, sino ai Classici & Innovativi Bio e alla novità del 2023: il Murriali Frizzante. Ma l’esperienza sensoriale si aprirà anche alle chicche: la Riserva Viafrancia Bianco 2021 e il Moscato di Noto Ra’is Essenza 2016.
Tenuta Baglio di Pianetto con le sue vigne, Cantine Aperte 2023, foto da comunicato stampa
Le degustazioni saranno integrate da assaggi di eccellenze gastronomiche dello street food palermitano, a cura dello chef Giovanni Rizzo, con tutte le sue declinazioni salate e dolci: dai paninetti con le panelle e la milza sino alle arancine per concludersi con il Cannolo di Santa Cristina Gela del premiato Bar Biscari. Inoltre tutta la giornata sarà scandita dalla musica dal vivo di Daniel Sax e del Dj palermitano Marco La Licata.
Per partecipare all’evento è necessario acquistare il biglietto d’ingesso online.
Ticket di ingresso: da 34 € + 5 € cauzione calice.