Grande successo per VIN ALBARE 2025, l’evento che ha portato gli studenti dell’Ipsia di Asiago (VI) a un’esperienza immersiva nel mondo del vino, tra formazione, degustazioni e un innovativo cocktail contest a base di Soave Classico Monte Majore.
Da redazione
VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
L’iniziativa, promossa dall’Azienda Agricola Le Albare di Stefano Posenato, in collaborazione con la docente Francesca Crescenzio e FoodandWineAngels di Carol Agostini, ha unito teoria e pratica, offrendo agli studenti un’opportunità concreta di apprendimento nel settore vitivinicolo.
VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
VIN ALBARE 2025: Un Progetto di Formazione nel Mondo del Vino
La prima edizione di VIN ALBARE nasce con l’obiettivo di avvicinare i giovani all’enologia, valorizzando creatività e competenze professionali. Il programma ha incluso:
Tour della cantina con focus sui processi di vinificazione.
Degustazione tecnica dei vini dell’Azienda Agricola Le Albare.
VIN ALBARE: Cocktail Contest, sfida inedita dedicata alla mixology con protagonista il Soave Classico Monte Majore.
Il Cocktail Contest è stato il momento clou dell’evento: gli studenti si sono sfidati nella creazione di cocktail originali, utilizzando esclusivamente il Soave Classico Monte Majore e ingredienti segreti forniti tramite una mystery box.
VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
Regole della competizione:
Mystery Box: ingredienti a sorpresa per ogni concorrente.
Obbligo di utilizzo: almeno 4 ingredienti estratti.
Tempo limite: 20 minuti per ideare e realizzare il cocktail.
Tra i cocktail più apprezzati dalla giuria di esperti:
“Fusion Soave” di Matteo Fracaro – cocktail vincitore. “Wine Flavour” di Maria Zenere “Mejor Peach” di Alberto Toniolo “Summer Bell” di Isabella Lombardi
“Sour Wine” di Eva Finozzi
Maria Zenere, VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
Premi e Riconoscimenti
Matteo Fracaro, con il suo cocktail Fusion Soave, ha ricevuto il Premio Speciale Azienda Agricola Le Albare.
Tutti i partecipanti hanno ricevuto un attestato ufficiale, firmato da Azienda Agricola Le Albare, Francesca Crescenzio e FoodandWineAngels.
Premi speciali offerti da Carol Agostini, con accessori da vino forniti da Tommaso Bisori.
Isabella Lombardi,VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
Dichiarazioni dei Protagonisti
🗨 Stefano Posenato (Azienda Agricola Le Albare): “VIN ALBARE è un’opportunità unica per far conoscere ai giovani il mondo del vino in modo pratico e coinvolgente.”
🗨 Carol Agostini (FoodandWineAngels): “La formazione deve essere un ponte tra teoria e professione. Questo evento ne è un perfetto esempio.”
Eva Finozzi, VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
Obiettivi Raggiunti: Formazione, Creatività e Networking
VIN ALBARE 2025 ha dimostrato come il connubio tra scuola e impresa possa: Offrire formazione pratica nel settore enologico, stimolare la creatività attraverso la mixology e creare connessioni tra studenti, professionisti e aziende.
Alberto Toniolo, VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
Un ringraziamento speciale a Carol Agostini e FoodandWineAngels per l’organizzazione, il supporto e la sponsorizzazione dell’evento, inclusa la preparazione di un ricco buffet finale.
Matteo Fracaro, VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
Un grazie anche alla Gelateria La Berta di Rinaldo Guarinoni, che ha deliziato i presenti con un sorbetto al Soave Classico e un gelato al Ripasso della Valpolicella Le Albare.
VIN ALBARE 2025: Studenti ed esclusivi cocktail creativi, foto di Carol Agostini
La bravura dimostrata dai cinque ragazzi nel Cocktail Contest di VIN ALBARE 2025 è stata semplicemente straordinaria. Non si trattava solo di mescolare ingredienti, ma di trasformare un’idea in un’esperienza sensoriale, di raccontare una storia attraverso il gusto.
In soli 20 minuti, con una mystery box che lasciava poco spazio alla preparazione mentale, hanno saputo dar vita a creazioni uniche, giocando con sapori, aromi e consistenze. Matteo, Maria, Isabella, Eva e Alberto hanno affrontato la sfida con la passione di chi ama il mestiere e con il coraggio di osare. Ogni cocktail era un’espressione della loro personalità: dal tocco agrumato di un drink frizzante alla dolcezza raffinata di un sorso vellutato.
Vedere giovani talenti muoversi con così tanta sicurezza, creatività e velocità di esecuzione è il segno che la mixology non è solo tecnica, ma anche istinto, emozione e arte. Questi ragazzi non hanno semplicemente creato cocktail, hanno trasformato il Soave Classico Monte Majore in pura magia liquida.
Se questo è il livello delle nuove generazioni, il futuro del beverage è in ottime mani. Bravi ragazzi, continuate a sperimentare, a sognare e a stupire!Parole di Carol Agostini
Si è conclusa con successo la nona edizione dell’Italian Taste Summit (ITS), tenutasi il 3 e 4 febbraio 2025 presso l’elegante Borgo Machetto Country Club & Golf a Desenzano del Garda. L’evento, dedicato agli operatori del settore vinicolo, ha riunito 55 aziende vinicole italiane e 65 tra buyer e giornalisti internazionali per discutere le nuove strategie per affrontare le sfide e le opportunità del mercato del vino.
Italian Taste Summit 2025: Tendenze e Strategie per il Vino Italiano, foto da comunicato stampa
L’ITS 2025 ha evidenziato come il comparto vinicolo italiano possa continuare a crescere, a patto di saper adattare il proprio approccio alle mutate esigenze dei consumatori e alle dinamiche dei mercati globali.
Incontri B2B e Masterclass Esclusive all’Italian Taste Summit 2025:
L’evento è stato caratterizzato da incontri “one-to-one” tra produttori e buyer, pianificati per massimizzare le opportunità commerciali e rispondere ai cambiamenti del mercato. Un momento clou sono state le Masterclass dedicate alla stampa italiana e internazionale, con la partecipazione di aziende e Consorzi prestigiosi come Cantina della Volta, Tenuta Talamonti, Tenute Venturini Foschi e i produttori del territorio di Cocconato (Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato).
Italian Taste Summit 2025: Tendenze e Strategie per il Vino Italiano, foto da comunicato stampa
Party & Galà dell’Italian Taste Summit 2025: Celebrazione dell’Enoturismo e del Made in Italy:
La serata di gala, con un menù curato dagli Chef Maria Creschini e Ilario Corbellini per esaltare i vini di Cantina di Casteggio, La Versa, La Marca, San Salvatore 1988 e Ronco Margherita, ha offerto agli ospiti un’esperienza immersiva nell’autentico stile di vita italiano, valorizzando l’enoturismo e l’ospitalità tipica del Made in Italy.
Joanna Miro: Enoturismo e Vini Dealcolati, le Chiavi per il Futuro, dialoghi all’Italian Taste Summit 2025:
Joanna Miro, fondatrice dell’Italian Taste Summit e CEO di Wine Global Aspect (WGA), ha sottolineato l’importanza dell’enoturismo e dei vini dealcolati come strumenti chiave per il futuro del settore. “Le grandi aziende possono avvalersi della nuova legge sui vini dealcolati,” ha spiegato Miro, “mentre le aziende medio-piccole possono puntare sull’enoturismo, massimizzando la vendita diretta con margini di profitto superiori al 20%.”
Miro ha inoltre sottolineato l’importanza di un’accoglienza curata, una presenza online e offline efficace e una fidelizzazione basata sulla cultura e la storia del Made in Italy.
Italian Taste Summit 2025: Tendenze e Strategie per il Vino Italiano, Joanna Miro, foto da comunicato stampa
Export Agroalimentare Italiano in Crescita, argomenti dell’Italian Taste Summit 2025:
Nonostante le sfide globali, l’export agroalimentare italiano continua a crescere, con il vino come protagonista assoluto. A metà 2024, le vendite all’estero hanno raggiunto i 34 miliardi di euro, con l’obiettivo di superare i 70 miliardi entro fine anno.
“Joanna Miro, la Elon Musk del Vino”:
Joanna Miro è spesso definita “la Elon Musk del vino” per la sua capacità di innovare e anticipare le tendenze del mercato. Affetta dalla sindrome di Asperger, come molti altri geni creativi, Miro possiede un’iper-percezione che le permette di cogliere dettagli e dinamiche invisibili ai più, trasformandoli in strategie innovative.
Italian Taste Summit: Un Format di Successo:
Il format dell’Italian Taste Summit, altamente personalizzato e orientato alle esigenze specifiche di ogni produttore, si conferma come una piattaforma privilegiata per il business e il networking nel settore vinicolo italiano.
ITS 2025 – Highlights della Due Giorni:
One-to-One Export Meeting: Incontri mirati tra produttori e buyer internazionali.
Masterclass: Degustazioni guidate e approfondimenti con stampa e buyer.
Party & Galà: Celebrazione del Made in Italy con menù esclusivo e vini pregiati.
Italian Taste Summit 2025: Tendenze e Strategie per il Vino Italiano, foto da comunicato stampa
Masterclass in dettaglio:MASTERCLASS
15:00 Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato: produttori del territorio di Cocconato. La dispensa enogastronomica dei Savoia oggi.
● Piemonte DOC – Chardonnay 2023 – Cantine Nicola
● Piemonte DOC Bonarda 2023 – Marové
In abbinamento: salame cotto del salumificio Ferrero, Robiola maciottina e toma Rosengana dell’azienda Maciot.
A cura di Chef Maria Creschini e Chef Ilario Corbellini
L’Italian Taste Summit 2025 ha confermato il ruolo chiave del vino italiano nel panorama internazionale, evidenziando le strategie per affrontare le sfide del futuro e cogliere le nuove opportunità offerte dall’enoturismo, dai vini dealcolati e dai mercati emergenti.
Premiate le aziende della Tuscia: Presentazione Guida 2025 e degustazioni a Caprarola, La Tuscia del vino
di Cristina Santini
Lunedì 27 gennaio nel pomeriggio è stata presentata alle Scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola, in provincia di Viterbo, la guida “La Tuscia del Vino 2025”, curata da Carlo Zucchetti e Francesca Mordacchini Alfani, e moderata dal direttore del giornale www.carlozucchetti.it, Francesco Corsi.
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa
La Tuscia, la terra di confine tra Lazio, Umbria e Toscana, è un vero e proprio tesoro di gemme nascoste: borghi medievali, siti storici e meraviglie naturali. Questa regione, culla della civiltà etrusca e terra dei Papi, è una vera testimonianza del ricco patrimonio culturale italiano.
E’ un territorio morfologicamente e geologicamente variegato, caratterizzato da un dinamismo e un’evoluzione costanti. Negli ultimi dieci anni, ha dimostrato una continua crescita, come attestano l’aumento del numero di cantine e la credibilità raggiunta dai prodotti anche oltre i confini regionali.
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Dall’anno di lancio della pubblicazione nel 2015, l’area di copertura si è gradualmente espansa oltre la provincia di Viterbo, includendo la Maremma, l’Umbria e altre zone confinanti con il Lazio. Ciò è stato fatto “per far sì che il disegno enologico della Tuscia, questa mappa disegnata, segua confini che ricercano nella sedimentazione del suolo la loro ragione d’essere e individuano tra le pieghe nascoste della storia i segni di una comune appartenenza” – come indica l’incipit .
Francesca Mordacchini Alfani ha parlato del progetto come “un’iniziativa inclusiva che non seleziona aziende vinicole specifiche, ma piuttosto conduce una ricerca meticolosa per includere tutti i produttori locali, anche i più nuovi e giovani, sotto l’egida della ‘Nouvelle Vague’. Ciò ci aiuta a comprendere le tendenze emergenti che percorrono la strada del vino, in particolare la crescente enfasi sugli approcci artigianali e sostenibili”.
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Le due sale delle Scuderie hanno ospitato un’impressionante affluenza di pubblico e la grande degustazione delle aziende premiate e incluse nella guida. Erano presenti sul palco anche le autorità istituzionali, tra cui il Sindaco di Caprarola Angelo Borgna, il Consigliere regionale Giulio Zelli, il Direttore della Camera di Commercio Francesco Monzillo e la Dirigente scolastica dell’Istituto Alessandro Farnese di Caprarola Paola Adami.
Il Sindaco ha dichiarato che “il Comune di Caprarola è lieto di fornire il suo supporto per ospitare questa manifestazione di grande rilevanza per il territorio locale. Questo territorio non si caratterizza solo per l’agricoltura e le bellezze storiche, artistiche e ambientali, ma anche per l’eccellenza enogastronomica che merita di essere adeguatamente valorizzata. La presenza in questa sala di numerose cantine, produttori e partecipanti interessati dimostra l’importanza di questo settore.”
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
A questo punto non ci resta che condividere gli impressionanti numeri di questa edizione: 12 distinte regioni, 196 aziende vinicole valutate, oltre 1.000 vini degustati, 32 Cantine insignite del prestigioso riconoscimento “Cappello” (riconoscimento assegnato non al singolo vino ma all’azienda per la costanza e la coerenza del progetto sostenuto e per l’immagine del territorio come marchio storico fuori dai confini) e 127 vini che meritano una lunga sosta con i tre “Est! Est! Est!” di Montefiascone, una delle prime 5 DOC storiche d’Italia e la seconda più antica.
Al termine della premiazione, i produttori hanno assegnato un premio speciale a Carlo Zucchetti per il suo lavoro pluriennale nella promozione della regione della Tuscia, con particolare riferimento al suo impegno per il settore vinicolo.
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
I Premiati
32 cantine che hanno conquistato il Cappello:
Andrea Occhipinti – Gradoli, Lago di Bolsena Antica Cantina Leonardi – Montefiascone, Lago di Bolsena Antonella Pacchiarotti – Grotte di Castro, Lago di Bolsena
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Antonio Camillo – Manciano, Tuscia Toscana Barberani – Orvieto, Ai Piedi del Peglia Cantina Ortaccio – Latera, Lago di Bolsena Cantine Neri – Orvieto, Tra Paglia e Tevere Castello della Sala – Ficulle, Ai Piedi del Peglia Decugnano dei Barbi – Orvieto, Ai Piedi del Peglia Erik Banti – Scansano, Tuscia Toscana Famiglia Cotarella – Montefiascone, Lago di Bolsena e Montecchio, Ai piedi del Peglia Il Vinco – Montefiascone, Lago di Bolsena La Maliosa – Manciano, Tuscia Toscana La Palazzola – Stroncone, Tra Tevere e Nera Le Coste – Gradoli, Lago di Bolsena Leonardo Bussoletti – Narni, Tra Tevere e Nera M. Menichetti – Montemerano di Manciano, Tuscia Toscana Muscari Tomajoli – Tarquinia, Tuscia Maremmana Palazzone – Orvieto, Tra Paglia e Tevere Podere Orto – Acquapendente, Media Valle del Paglia San Giovenale – Blera, Via Clodia Sassotondo – Sovana, Tuscia Toscana Sergio Mottura – Civitella d’Agliano, Tra Paglia e Tevere Stefanoni – Montefiascone, Lago di Bolsena Tenuta La Pazzaglia – Castiglione in Teverina, Tra Paglia e Tevere Tenuta Le Velette – Orvieto, Tra Paglia e Tevere Tenuta Montauto – Manciano, Tuscia Toscana Terenzi – Scansano, Tuscia Toscana Trebotti – Castiglione in Teverina, Tra Paglia e Tevere Trenta Querce – Lugnano in Teverina, Tra Paglia e Tevere Vignaioli del Morellino di Scansano – Scansano, Tuscia Toscana Vigne del Patrimonio – Ischia di Castro, Castro
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
127vini che meritano una lunga sosta (suddivisi per areale di appartenenza e tipologia):
Spumanti Bianchi
Tra Paglia e Tevere Chardonnay I.G.T. Lazio spumante Brut Nature ‘15 Sboccatura 07/‘24 Sergio Mottura
Tra Tevere e Nera Brut Gran Cuvée Metodo Classico ‘18 Sboccatura ‘24 La Palazzola Gran Cuvée Pas Dosé Metodo Classico ‘18 Sboccatura ‘23 La Palazzola
Castro Brut Aladoro Metodo Classico S.A. Sboccatura ‘24 Vigne del Patrimonio Brut Alaenne Pinot Nero Sessantamesi Metodo Classico S.A. Sboccatura ‘23 Vigne del Patrimonio
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Spumanti Rosé
Tra Paglia e Tevere Rosé No Vintage S.G. Metodo Classico S.A. (‘20) Feudi Spada
Tra Tevere e Nera Nerosé Metodo Classico 60 mesi ‘21 Sboccatura ‘24 La Madeleine
Castro Brut Rosé AlaRosa Metodo Classico S.A. Sboccatura ‘24 Vigne del Patrimonio
Bianchi
Lago di Bolsena Bianco Perso Vino Bianco S.A. (‘23) Il Vinco Bianco Vino Bianco ‘23 Sopra l’Ago Cocciuto Bianco Vino Bianco S.A. (‘22) Le Coste Est! Est!! Est!!! di Montefiascone D.O.C. La Produttoria ‘22 Poggio Bbaranello Vignaioli Controvento Est! Est!! Est!!! di Montefiascone D.O.C. Viti Vecchie ‘23 Famiglie S&T Ferentano I.G.P. Lazio bianco ‘21 Famiglia Cotarella Insolente I.G.T. Lazio bianco ‘22 Famiglie S&T Moscato I.G.T. Lazio Colle De’ Poggeri ‘23 Stefanoni Roscetto I.G.P. Lazio Colle de’ Poggeri ‘22 Stefanoni Roscetto I.G.P. Lazio LucediLago ‘23 Antica Cantina Leonardi Trilli Vino Bianco S.A. (‘23) Gazzetta Vince’ Vino Bianco ‘23 Monti della Moma
Media Valle del Paglia Tuscia D.O.C. Grechetto ‘22 Terre d’Aquesia
Tra Paglia e Tevere Bianco Vino Bianco S.A. (‘22) Corvagialla Cinquemila Lire Vino Bianco ‘22 Riccardo Danielli Grechetto I.G.P. Lazio Poggio Triale ‘22 Tenuta La Pazzaglia Grechetto I.G.P. Lazio Poggio Triale ‘21 Tenuta La Pazzaglia Grechetto I.G.P. Lazio Rendu 22 Tenuta La Pazzaglia Grechetto I.G.T. Civitella d’Agliano La Torre a Civitella ‘22 Sergio Mottura Grechetto I.G.T. Umbria Sole Uve ‘20 Tenuta Le Velette ‘L Confinante Vino Bianco S.A. (‘23) Cantina Pulaio La Marchesa I.G.P. Umbria Bianco ‘23 Feudi Spada Musco Vino Bianco ‘21 Palazzone Orvieto Classico Superiore D.O.C. Ca’ Viti ‘23 Cantine Neri Orvieto Classico Superiore D.O.C. Campo del Guardiano ‘21 Palazzone
Riparelle I.G.T. Toscana bianco ‘23 Cantina del Rospo Selva Cerrina Vino Bianco ‘23 La Dolce Vita Semillon I.G.T. Toscana calma e gesso ‘20 Casavyc Uni I.G.T. Toscana bianco Metodo Corino ‘23 La Maliosa Vermentino I.G.T. Toscana ‘23 Antonio Camillo
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Castro Pian di Lance I.G.T. Lazio bianco ‘23 GeReMi Sauvignon I.G.P. Lazio Meridio ‘23 Azienda Agricola Lotti Bio Vermentino I.G.T. Lazio Zamathi ‘22 Terre di Marfisa
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Rosati
Lago di Bolsena Alkes Vino Rosato ‘23 Andrea Occhipinti Ramatico I.G.T. Lazio rosato ‘22 Antonella Pacchiarotti Rosato Vino Rosato S.A. (‘23) Nevi Antolini Rosato Vino Rosato S.A. (‘23) Malauva
Tra Paglia e Tevere Aleatico I.G.P. Lazio rosato ‘22 Trebotti Tuscia Maremmana Velca I.G.P. Lazio rosato ‘23 Muscari Tomajoli
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Castro Naif Vino Rosato ‘23 Podere Puellae
Rossi
Lago di Bolsena Aleatico I.G.P. Lazio Montesenano ‘23 Villa Caviciana FAI Aleatium Zero8 Vino Rosso S.A. (‘20) Georgea Marini Cavarosso I.G.T. Lazio rosso ‘22 Antonella Pacchiarotti Fanum I.G.P. Lazio rosso ‘21 Stefanoni Merlot & Cabernet I.G.P. Lazio Don Carlo ‘21 Antica Cantina Leonardi Montiano I.G.P. Lazio rosso ‘21 Famiglia Cotarella Rà I.G.P. Umbria rosso ‘22 La Chiaracia Rosicasasso I.G.P. Lazio rosso ‘23 Castelli Rosso Vino Rosso S.A.(‘21) La Villana Vecchi Filari Vino Rosso S.A. (‘22) Cantina Ortaccio
Media Valle del Paglia Rosso I.G.T. Lazio ‘21 Podere Orto
Tra Paglia e Tevere Cabernet Franc I.G.P. Umbria Atlante ‘17 Paolo e Noemia d’Amico Ciliegiolo di Narni I.G.T. ‘23 Sandonna Grandi Annate I.G.T. Lazio rosso ‘21 Bottaccio Palaia I.G.P. Umbria rosso ‘22 Monrubio Pietra Dura I.G.T. Lazio rosso ‘21 Bottaccio Pinot Noir I.G.P. Umbria Notturno dei Calanchi ‘22 Paolo e Noemia d’Amico Rosso Orvietano D.O.C. Librato ‘22 Cantina Altarocca
Ai piedi del Peglia Il Rosso A.D. 1212 I.G.T. Umbria ‘21 Decugnano dei Barbi Pinot Nero I.G.T. Umbria ‘22 Castello della Sala Rimani I.G.P. Umbria rosso ‘23 Hibernus Sangiovese I.G.P. Umbria Pagliano ‘22 Tenuta Morciano
Tra Tevere e Nera Ciliegiolo di Narni I.G.T. Brecciaro ‘22 Leonardo Bussoletti Ciliegiolo di Narni I.G.T. Podere Montini ‘21 Marchesi Ruffo della Scaletta Ciliegiolo di Narni I.G.T. Ràmici ‘21 Leonardo Bussoletti Ciliegiolo di Narni I.G.T. Spiffero ‘22 Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919 NarnOT I.G.P. Umbria rosso ‘20 La Madeleine
La Tuscia del vino 2025, memorabile giornata degustativa, foto di Cristina Santini
Ai Piedi del Peglia Muffato della Sala I.G.T. Umbria bianco ‘22 Castello della Sala Orvieto Classico Superiore Muffa Nobile D.O.C. Calcaia ‘22 Barberani
Tra Tevere e Nera Amelia D.O.C. Vinsanto dieci anni ‘12 La Palazzola
Un Viaggio nel Mondo del Vino guidati da un’Esperta del Settore: I sensi e il vino
La rinomata esperta enogastronomica Carol Agostini, editore di Papillae Magazine e fondatrice dell’agenzia FoodandWineAngels, annuncia il lancio di un esclusivo corso di avvicinamento al vino presso il prestigioso Ristorante degli Angeli di Magliano Sabina. Il corso, strutturato in cinque incontri, offre un’esperienza formativa completa che combina teoria, pratica e gastronomia d’eccellenza.
I sensi sono i canali attraverso cui il nostro corpo percepisce e interpreta il mondo che ci circonda. Sono gli strumenti biologici che ci permettono di raccogliere informazioni dall’ambiente esterno, trasformandole in segnali che il nostro cervello può comprendere e processare.
Ogni senso ha un compito specifico: la vista ci permette di percepire luci, colori e forme; l’udito cattura le onde sonore; il tatto ci fa sentire pressione, temperatura e texture; l’olfatto rileva le molecole chimiche nell’aria; il gusto ci aiuta a distinguere i sapori dei cibi.
Questi sistemi sensoriali lavorano in perfetta sinergia, creando quella che chiamiamo “esperienza sensoriale”. È affascinante come il nostro cervello riesca a combinare tutti questi input in un’unica, coerente percezione della realtà che ci circonda.
I sensi non sono solo strumenti di sopravvivenza, ma arricchiscono la nostra vita permettendoci di godere della bellezza di un tramonto, della melodia di una canzone, del profumo di un fiore o del sapore di un buon piatto. Sono la nostra finestra sul mondo, il ponte tra la nostra coscienza e l’ambiente esterno.
Ma i sensi vanno oltre la semplice percezione fisica: influenzano le nostre emozioni, i nostri ricordi e il nostro comportamento. Un particolare odore può evocare ricordi d’infanzia, un suono può calmarci o eccitarci, un sapore può confortarci. Sono la base della nostra esperienza umana.
I Sensi e Avvicinamento al Vino: Un Percorso Sensoriale con Carol Agostini
Carol Agostini porta nel corso la sua vasta esperienza nel settore enogastronomico:
Editore di Papillae Magazine, pubblicazione di riferimento nel settore
Fondatrice di FoodandWineAngels
Consulente enogastronomica di prestigiose cantine italiane
Docente in numerosi corsi di formazione professionale
Esperta di marketing del vino e comunicazione enogastronomica
Location d’Eccellenza
Il Ristorante degli Angeli, situato in posizione strategica a soli 10 minuti dal casello autostradale di Magliano Sabina, offre un ambiente raffinato e professionale, ideale per un’esperienza formativa di alto livello.
Come Partecipare
Le iscrizioni sono aperte con posti limitati. Per partecipare:
Note per la redazione: Il presente comunicato è ottimizzato per SEO con focus su keywords strategiche nel settore enogastronomico e della formazione professionale. Immagini e materiali aggiuntivi disponibili su richiesta.
Tradizione e Innovazione Gastronomica: Grande Successo per “Scuola Aperta” all’Istituto Pertini di Magliano Sabina
di Carol Agostini
Un evento che ha celebrato l’eccellenza enogastronomica locale, con la partecipazione straordinaria di Romeo Fabi della rinomata Trattoria Enoteca Capocroce
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, foto da sito
L’Arte del Gusto Incontra la Formazione
L’Istituto Omnicomprensivo Sandro Pertini di Magliano Sabina ha ospitato sabato 18 gennaio 2025 l’evento “SCUOLA APERTA: UN TUFFO NELLE ORIGINI“, una manifestazione che ha brillantemente unito tradizione culinaria e formazione professionale. Dalle 15:00 alle 19:00, la scuola si è trasformata in un vivace laboratorio del gusto, dove studenti e professionisti hanno collaborato per creare un’esperienza gastronomica unica.
L’Eccellenza del Territorio: Romeo Fabi e la Trattoria Enoteca Capocroce
Tra i protagonisti dell’evento, spicca la presenza di Romeo Fabi, uno dei titolare della rinomata Trattoria Enoteca Capocroce. Il locale, situato nel cuore della Sabina, rappresenta un punto di riferimento per la gastronomia locale, dove tradizione e innovazione si fondono in un’esperienza culinaria unica. Durante l’evento, Fabi ha deliziato i presenti con la sua celebre focaccia e il pane di produzione propria, prodotti che hanno conquistato nel tempo una clientela affezionata grazie alla loro qualità artigianale e all’utilizzo di ingredienti selezionati del territorio.
Trattoria Capocroce: Una Storia di Passione e Dedizione nella Ristorazione Sabina
Da un sogno condiviso da due giovani imprenditori nel 2006 alla realtà di oggi: la storia di Trattoria Capocroce è un racconto di crescita, passione e dedizione al mondo della ristorazione di qualità.
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, foto da sito
Le Origini: Da Stimigliano a Forano
L’avventura di Capocroce style inizia nel novembre 2006, quando due giovani intraprendenti decidono di mettersi in gioco nel settore della ristorazione. Il primo capitolo di questa storia si scrive a Stimigliano Scalo, dove per sei anni gestiscono con successo il loro primo bar, gettando le basi per quello che sarebbe diventato un punto di riferimento nella gastronomia locale.
L’Evoluzione: L’Espansione a Forano
La crescita professionale e il desiderio di esplorare nuove frontiere culinarie portano all’apertura del locale a Forano. Qui, Capocroce si trasforma in molto più di un semplice bar: diventa un luogo dove l’accoglienza sabina incontra la raffinatezza della cucina italiana. In un ambiente che unisce semplicità e ricercatezza, gli ospiti possono:
• Degustare autentiche specialità della cucina sabina e italiana
• Assaporare pizze a lievitazione naturale, fiore all’occhiello del locale
• Esplorare una cantina curata con passione, ricca di vini selezionati
• Scoprire un’ampia selezione di distillati e birre artigianali
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, foto da sito
La Formazione Continua
La passione per l’eccellenza ha portato i proprietari a investire nella formazione professionale, in particolare nel campo dell’enologia, conseguendo la qualifica di sommelier. Questa dedizione all’apprendimento continuo si riflette nella qualità del servizio e nella capacità di offrire un’esperienza gastronomica completa e raffinata.
Una Nuova Casa a Cantalupo
Il 15 novembre segna l’inizio di un nuovo capitolo per Capocroce: il trasferimento in una nuova location a Cantalupo. Questa evoluzione rappresenta non solo un cambio di sede, ma un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita dell’attività.
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, foto da sito
La Filosofia Capocroce
Il successo di Capocroce si basa su tre pilastri fondamentali:
• Passione per la gastronomia di qualità
• Ricerca costante dell’eccellenza
• Dedizione al servizio del cliente
Questi valori, uniti al sostegno della fedele clientela, hanno permesso a Capocroce di evolversi continuamente, mantenendo sempre al centro la qualità e l’autenticità della tradizione gastronomica sabina. Trattoria Capocroce: dove la tradizione culinaria sabina incontra l’innovazione, in un ambiente accogliente pensato per offrire un’esperienza gastronomica autentica e memorabile.
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, foto da sito
Una Sinergia di Talenti e Professionalità
L’evento a scuola ha visto la partecipazione di numerosi professionisti del settore:
• Chef Laura Marciani del Ristorante Degli Angeli
• Carol Agostini di FoodandWineAngels
• Chef Gabriele Amicucci e Leonardo Morelli
• Bartender Alessandro Silvi
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, foto da sito
Assaggi e Degustazioni
Gli studenti, affiancati dai professionisti, hanno allestito:
• Banchi di assaggio con prodotti locali
• Postazioni per la creazione di cocktail innovativi
Il Sostegno delle Istituzioni
La manifestazione ha goduto del patrocinio del Comune di Magliano Sabina, con la presenza attiva di:
• Dottoressa Annunziata Cimei, Dirigente Scolastico
• Dott. Giulio Falcetta, Sindaco
• Sig.ra Antonella Chieti, Assessore alla Cultura
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, foto di Carol Agostini
Un Successo per la Didattica
L’evento ha raggiunto un importante traguardo raccogliendo 1.200 euro di offerte spontanee, che saranno investiti nell’acquisto di attrezzature per i laboratori didattici dell’Istituto. Questo risultato sottolinea il forte legame tra scuola e territorio, dimostrando come la formazione professionale possa essere un volano per lo sviluppo locale.
Il Gran Finale all’Ecostello
La serata si è conclusa con una cena speciale presso l’Ecostello di Magliano Sabina, dove lo Chef Gabriele Amicucci ha creato un menù esclusivo che ha esaltato i sapori del territorio in chiave contemporanea, in abbinamento i vini di:
Trattoria Enoteca Capocroce 2025, delizioso pane, logo aziendale
Il Team Organizzativo
Il successo dell’evento è stato possibile grazie al lavoro coordinato di:
• Avv. Andrea D’Ignazio, DSGA
• Prof.ssa Roberta Stentella, Vicepreside
• Prof.ssa Enrica Modesti, referente dell’Istituto Alberghiero
• Chef Laura Marciani
• Carol Agostini esperta enogastronomica e titolare dell’Agenzia FoodandWineAngels
L’Impatto sul Territorio
L’iniziativa ha dimostrato come la formazione professionale nel settore enogastronomico possa:
Valorizzare le eccellenze locali
Creare opportunità di networking professionale
Stimolare l’innovazione nel rispetto della tradizione
Rafforzare il legame tra scuola e imprese del territorio
“SCUOLA APERTA: UN TUFFO NELLE ORIGINI” si conferma come un esempio virtuoso di come la formazione professionale possa diventare un catalizzatore per lo sviluppo del territorio. La presenza di professionisti come Romeo Fabi della Trattoria Enoteca Capocroce ha arricchito l’evento di contenuti autentici e ha offerto agli studenti un’opportunità unica di apprendimento sul campo.
Per informazioni sulle prossime iniziative dell’Istituto Omnicomprensivo Sandro Pertini di Magliano Sabina, visitare il sito web della scuola o seguire i canali social ufficiali.
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
Il Re dei Vini torna a Roma: Nebbiolo Nel Cuore, l’evento da non perdere
di Carol Agostini
Roma si prepara ad accogliere l’XI edizione di “Nebbiolo Nel Cuore”, l’evento dedicato a uno dei vitigni più prestigiosi d’Italia. L’appuntamento è fissato per domenica 12 e lunedì 13 gennaio 2025 presso il suggestivo Grand Hotel Palatino, situato in via Cavour 213. Due giornate intense di degustazioni, masterclass e scoperte enologiche che celebrano l’eccellenza del Nebbiolo nei suoi territori d’elezione.
Nebbiolo Nel Cuore 2025: Esclusivo evento tematico a Roma, locandina da comunicato stampa
Un appuntamento consolidato per appassionati e professionisti
Dopo anni di successo, “Nebbiolo Nel Cuore” è ormai un punto di riferimento per gli amanti del vino e gli operatori del settore nella Capitale. La manifestazione si distingue non solo per la qualità dei vini presentati, ma anche per l’approccio didattico che la caratterizza. Attraverso banchi di assaggio e masterclass, i partecipanti avranno l’opportunità di scoprire le nuove annate e conoscere cantine emergenti che si affacciano per la prima volta a questo importante palcoscenico.
L’obiettivo dell’evento non è solo quello di celebrare la qualità del Nebbiolo, ma anche di raccontare le storie e le tradizioni che ne fanno uno dei simboli più rappresentativi dell’enologia italiana. Cultura, sorrisi, volti e racconti si intrecciano per offrire un’esperienza unica e autentica.
Novità dell’edizione 2025
Per questa nuova edizione, l’evento si svolgerà in due giorni consecutivi, posticipando la conclusione a lunedì 13 gennaio. Questa giornata sarà interamente dedicata agli operatori del settore, con una serie di iniziative pensate per favorire il networking e l’approfondimento professionale.
Modalità di ingresso:
Per gli operatori del settore, l’ingresso è gratuito previa registrazione, acquistando il calice da degustazione al costo simbolico di 5€.
Per il pubblico generale, l’ingresso è previsto esclusivamente domenica 12 gennaio, con accrediti limitati a causa dell’elevata richiesta di partecipazione.
Nebbiolo Nel Cuore 2025: Esclusivo evento tematico a Roma, foto da comunicato stampa
Programma dettagliato dell’evento
Domenica 12 gennaio 2025
Ore 12:00: Apertura dei Banchi di Assaggio
Ore 11:30: Masterclass “I Coup De Coeur in degustazione”, dedicata ai vini che hanno ottenuto la massima menzione nella guida “Il Nebbiolo”.
Ore 14:30: Verticale parallela dei Barbaresco della Cantina Renato Fenocchio di Neive.
Ore 17:00: Masterclass “Il Timorasso: la rivoluzione bianca dei Colli Tortonesi”.
Ore 20:00: Chiusura dei Banchi di Assaggio.
Nebbiolo Nel Cuore 2025: Esclusivo evento tematico a Roma, foto da comunicato stampa
Lunedì 13 gennaio 2025
Ore 11:00: Apertura dei Banchi di Assaggio.
Ore 14:00: Premiazione dei vini selezionati nella guida “Il Nebbiolo”.
Ore 18:00: Chiusura dei Banchi di Assaggio.
Masterclass: un viaggio nella cultura enologica
Le masterclass, cuore pulsante dell’evento, si svolgeranno nella sala conferenze del Grand Hotel Palatino e saranno curate da esperti del settore. Con approfondimenti sulle diverse espressioni del Nebbiolo e delle sue declinazioni territoriali, ogni sessione offrirà ai partecipanti un’esperienza formativa e sensoriale indimenticabile.
Nebbiolo Nel Cuore 2025: Esclusivo evento tematico a Roma, foto da comunicato stampa
Perché partecipare?
“Nebbiolo Nel Cuore” è un’occasione imperdibile per scoprire le peculiarità di uno dei vitigni più nobili d’Italia e per entrare in contatto con produttori, appassionati e professionisti. Inoltre, rappresenta un momento di celebrazione del legame tra vino e territorio, promuovendo la conoscenza e l’apprezzamento di una cultura enologica ricca e variegata.
Nebbiolo Nel Cuore 2025: Esclusivo evento tematico a Roma, foto da comunicato stampa
Per ulteriori informazioni e prenotazioni delle masterclass, è possibile contattare gli organizzatori via e-mail.
Non perdete questa straordinaria occasione per celebrare il Nebbiolo, il suo fascino senza tempo e i territori che ne custodiscono il segreto. Vi aspettiamo a Roma per brindare insieme al Re dei Vini!
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
“PERCORSI DI GUSTO” a Roma: i vini di Roberto Sarotto protagonisti al Ristorante Allegrìo
di Cristina Santini
Il 26 novembre abbiamo avuto il privilegio di partecipare alla prima di due esclusive cene di degustazione che fanno parte del tour “Percorsi di gusto. Un Viaggio tra Roma e Torino“, un emozionante viaggio culinario immersivo alla scoperta dei sapori e degli abbinamenti di queste due città iconiche.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
Questa esperienza enogastronomica è il prodotto di una collaborazione tra il Gambero Rosso e la stimata cantina Roberto Sarotto presente con alcune delle etichette rappresentative, sapientemente abbinate a voci di menu attentamente realizzate e concepite dai talentuosi chef del ristorante di Roma.
Situato nel cuore di Via Veneto, Allegrìo è un magnifico ristorante realizzato nel periodo più drammatico vissuto da tutti, che porta con sé un’ondata rinfrescante di stile moderno ed elegante, richiamando il passato glamour di quella strada simbolo della Dolce Vita, conosciuta in tutto il mondo.
Le vivaci sale da pranzo tematiche trasudano un senso di raffinatezza e tranquillità, progettate con un tocco eclettico dalla proprietaria Sabrina Corbo, non senza il contributo di artisti ed artigiani di fama internazionale.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
L’offerta gastronomica si concentra sulla rivisitazione della classica pizza napoletana, infondendola con una serie di sapori audaci e stuzzicanti che fondono perfettamente le amate tradizioni della cucina romana e italiana. Ogni fetta è un’opera d’arte, l’impasto funge da tela per combinazioni creative di condimenti che danzano sul palato, senza trascurare le specialità regionali della cucina tradizionale italiana.
Dal momento in cui varchi la soglia, sei avvolto in un’atmosfera emozionante, dove ogni elemento di design e ogni piatto servito contribuiscono ad un percorso davvero memorabile.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
Il nostro tavolo era in una delle quattro room, la Intrepid Room, ispirata alle esplorazioni dei più famosi e coraggiosi personaggi italiani della nostra storia, come Cristoforo Colombo, Marco Polo, Amerigo Vespucci. Offre un’eleganza senza tempo per un cammino di esplorazione senza limiti attraverso l’arte e l’esperienza della rinomata cucina italiana.
La prima portata ha dato il tono al banchetto che ci attendeva, risvegliando i nostri sensi con l’interazione delle consistenze e l’armoniosa miscela di ingredienti. Man mano che il pasto procedeva, siamo stati deliziati da una magistrale esibizione di arte culinaria, ogni pietanza raccontava una storia del ricco patrimonio gastronomico della nostra regione. I vini, selezionati dal portfolio di Roberto Sarotto, sono stati l’accompagnamento perfetto, le loro caratteristiche distintive completavano e accentuavano l’espressività dei sapori in una danza senza soluzione di continuità.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
Roberto Sarotto, il produttore, e la figlia Elena erano presenti e ci hanno raccontato la storia dell’azienda vinicola di famiglia, che conta oggi 95 ettari di vigneti ripartiti tra le zone più pregiate del Piemonte.
Giunta ormai alla sesta generazione, la produzione vitivinicola ha avuto origine sulle colline delle Langhe. Per oltre 200 anni, gli antenati della famiglia hanno coltivato queste colline nella zona di Alba, concentrandosi principalmente sulla produzione di Dolcetto e una piccola quantità di uva Moscato.
“Chiaramente l’azienda è cambiata – ci racconta il produttore – sono diventato enologo nel lontano 1984 e da questo momento ho sognato di dare un’espansione all’azienda.
Però la vedevo molto piccola, limitata ad una certa zona, e ad un certo punto ho cominciato a pensare di allargare la base di produzione, e da quella piccola azienda famigliare che da più di 200 anni produceva vino, abbiamo cominciato a produrre, dai nostri vigneti, prima nell’area del Barolo, poi nell’area del Barbaresco, successivamente nell’area del Monferrato fino ad arrivare a Gavi.”
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
Secondo la filosofia di Roberto, un vino deve offrire la massima soddisfazione e un beneficio al bevitore. Il principio guida è quello dell’equilibrio e dell’armonia, dove tutti gli elementi sono in perfetto accordo.
Attraverso uno studio rigoroso, la sperimentazione e i test, è emersa una linea di pensiero chiara e un’identità collettiva, guidata da un team di giovani collaboratori che eccellono nel dialogo aperto, nella sintesi e nel lavorare verso una visione condivisa.
La cantina, eccezionalmente ben attrezzata, è tecnologicamente avanzata e attenta all’ambiente nonostante le sue dimensioni. Situata al centro del vigneto, ha un impatto minimo sulle piante e utilizza sistemi di energia solare e un sistema di purificazione dell’acqua per l’irrigazione.
Senza ulteriori indugi, passiamo al menù che propone piatti realizzati con ingredienti locali e di stagione, abbinati in maniera egregia ai vini che metteremo in evidenza.
L’uovo nero – La paura
Uovo biologico fritto con panatura al carbone vegetale su crema di Parmigiano Reggiano 24 mesi nera.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
Lo Spumante Metodo Classico Alta Langa Docg Pas Dosé 2018, è prodotto da uve Chardonnay coltivate su terreni calcarei di marna e affina per oltre 50 mesi nelle antiche cantine della tenuta. Vanta un intenso aroma di lievito, crosta di pane e croissant. Regala al sorso una cremosità impeccabile e inaspettata, una freschezza che lascia un’impressione duratura che lo rende perfetto per questo piatto prelibato. È un’esperienza di beva davvero avvolgente. Non ostacolato da zucchero residuo, il suo carattere autentico risplende, rendendolo un compagno ideale.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
Piazza zucca, funghi e tartufo
Crema di zucca, funghi trifolati, crema di Parmigiano Reggiano sul cornicione; all’uscita: tartufo e olio Evo
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice
Il Langhe Doc Arneis Runcneuv 2023, coltivato attorno alla cantina, è un vero classico: fresco, con un aroma seducente di fiori e frutti delicati, di acacia e agrumi. Alla beva è vigoroso, ben strutturato e piacevolmente acido, lasciando una leggera traccia di nocciola. La sua eleganza floreale e fruttata, insieme alla sua freschezza saporita e morbida, rendono questo vino davvero delizioso.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, vino degustato
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, piatto abbinato
Il Gavi Docg Aurora 2023, è un vino, dedicato alla moglie di Roberto, accattivante che si distingue per la sua intensa luminosità, la mineralità salina e le delicate note agrumate, tutti attributi derivati dal terroir unico. Prodotto da uve Cortese provenienti dai vigneti della Tenuta Manenti, incanta il naso con vivaci sentori di ananas, albicocca e pesca. Al palato, è rinfrescante, piacevole, con pronunciati sapori di mela verde che si fondono armoniosamente con le delicate sfumature di frutta tropicale. Fin dal primo sorso, è raffinato, autentico, cattura i sensi, rivela la sua bellezza e tessitura gustativa.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, vino degustato
Pizza “La Matta” – La Rabbia
Ragù Napoletano, Parmigiano Reggiano 24 mesi grattugiato, basilico e germogli
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, piatto abbinato
Il Barbera d’Alba Doc Elena La Luna 2022 (premio Tre Bicchieri 2025), stavolta dedicato alla figlia,è prodotto da uve meticolosamente selezionate, che danno vita ad un profilo profondo, intenso e aromatico.
Questo vino offre un’armoniosa miscela di ciliegie scure, perfettamente intrecciate con note di mora matura, prugna rossa e vaniglia. La bocca è esaltata da tannini vellutati e da un impeccabile equilibrio tra acidità e dolcezza, culminando in un finale lungo, accentuato da sentori di liquirizia e anice.
Contemplativo, inebriante e stimolante.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, vino degustato
Il Brasato
Brasato di manzo al vino rosso su purè di patate al burro di alpeggio.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, piatto abbinato
Il Barbaresco Riserva Currà 2017, prodotto da uve Nebbiolo coltivate nella limitata area di produzione nota come “Currà”, passa il suo tempo in grandi botti di rovere per circa un anno. Questa particolare annata è stata colpita da una significativa grandinata in quella parte del vigneto, con conseguente produzione utilizzabile per la riserva molto ridotta.
Nonostante le condizioni difficili, le uve Nebbiolo hanno prodotto un vino fresco, elegante e composto. Nel calice si respirano sentori di rosa e violetta mentre al sorso i suoi tannini sono carezzevoli, offrendo un delizioso carattere speziato, con note di prugna, cioccolato, tabacco e pepe nero. Armonioso e piacevole.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, vino degustato
La Fortuna
Torta Pastiera di grano e ricotta al profumo di arancio, limone e vaniglia, canditi all’arancio.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, piatto abbinato
Il Moscato d’Asti Solatìo 2023, è uno dei vini rappresentativi della cantina, in quanto prodotto all’interno della denominazione Moscato d’Asti, prevalentemente nel vigneto Neviglie di Sorì Ciabot.
Percorsi di Gusto 2024, trionfo dei vini di Roberto Sarotto, foto dell’autrice, vino degustato
È dolce e aromatico che evita la pesantezza stucchevole grazie alla sua freschezza rinfrescante. Le invitanti note di frutta matura e miele si fondono in un bouquet eterogeneo e mellifluo, in cui prevalgono le sensazioni balsamiche di salvia.
“Non me la bevo” 2024: presentazione del libro e degustazione dei vini di Cascina Melognis al Mercato Centrale di Roma
di Cristina Santini
Pochi giorni fa, Matteo, Marco e Riccardo di Vinario4 hanno organizzato una serata di presentazione del libro “Non me la bevo” e degustazione di vini piemontesi. L’evento, moderato dal comunicatore del vino Jacopo Manni, ha visto la partecipazione di Michele Antonio Fino, professore UNISG, divulgatore giuridico e autore del libro presentato, nonché di Giampaolo Gravina, docente di Estetica del Vino presso il Master in Cultura del Vino dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e il Master in Filosofia del Cibo e del Vino dell’Università Vita & Salute di Milano, oltre che autore di diversi libri.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini
Michele Antonio Fino, viticoltore originario di Revello, nella regione Piemonte, ha recentemente pubblicato il libro intitolato “Non me la bevo – Godersi il vino consapevolmente senza marketing né mode”. Questo titolo stimolante riflette il suo ammirevole tentativo di contrastare le narrazioni distorte e i falsi miti che a volte hanno macchiato la comprensione del vino da parte del pubblico.
Il vino si trova in un’epoca complessa, con un glorioso passato ma incertezza sul futuro. In questo contesto, è difficile discernere cosa sia giusto o bello.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini
“Produco vino senza aver fatto studi enologici – ci racconta Fino – Sono passato da obiettore di coscienza a gestore delle vigne di famiglia, dopo 10 anni di sbagli e 14 anni di altre esperienze. Così è iniziata la storia di Cascina Melognis, 24 anni prima di assaggiare gli attuali vini di stasera.
Continuo a battermi contro narrazioni che influenzano troppo i giovani. Ho una crescente insofferenza verso storie spicce, mitologie tradizionaliste e narrazioni generose che inventano dettagli di charme quando mancano. Tanto che male c’è! Invece il male inquina la comprensione e la consapevolezza delle persone, ed è un grande peccato, dato che il vino non ha bisogno di scorciatoie per piacere.”
Tanti i discorsi che potremmo affrontare in questo spazio, tante le cose da dire. Per far capire meglio al lettore il significato di questo libro, riprendiamo il paratesto ovvero tutto quello che gira intorno al contenuto vero e proprio del libro e di cui affronteremo alcuni spunti.
“No, non è vero che il vino si è sempre fatto nello stesso modo dalla notte dei tempi. No, non è vero che il vino contadino è sempre meglio di quello industriale. Sì, fino a Pasteur, la riuscita del vino era affidata a buone pratiche, ma spesso senza che se ne conoscesse il senso. E ancora no, non è per nulla scontato che il vino naturale sia più naturale del vino trattato.
Si prenda nota che i vigneti europei hanno al massimo duecento anni, non millenni, perché purtroppo, a causa del diffondersi di alcuni parassiti, vennero quasi tutti distrutti a fine Ottocento. Poi, il vino si comincia a degustare a partire dalla corretta lettura dell’etichetta. E infine sì, un buon bicchiere di vino fa bene all’umore e alle relazioni; non si può semplicemente dire che faccia bene alla salute”.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini
Il primo capitolo di questo libro pone un interrogativo d’attualità: il vino che beviamo oggi è davvero lo stesso di un tempo, o è stato stravolto? È vero che il vino odierno non fa più bene perché il suo processo di produzione è cambiato, mentre il vino di una volta era benefico in quanto realizzato in maniera diversa?
“Il vino di oggi – continua l’autore – è stravolto perché 160 anni fa abbiamo scoperto come si produce. Per fare il vino come prima di Pasteur, oggi dovremmo essere persone che hanno seguito solo pratiche tradizionali, non sanno leggere e non hanno mai parlato con nessuno che abbia fatto vino con conoscenze enologiche. La tradizione è morta come ha scritto di recente Piercarlo Grimaldi. Cosa vuol dire? Vuol dire che oggi più niente passa per pura tradizione, cioè gestualità e oralità.
C’è sempre il medium della scrittura per cui non è più tradizione, è necessariamente anche educazione. Quindi oggi il vino non si può fare come 160 anni fa, si può decidere che pur sapendo tutta una serie di cose, non si fanno tutta una serie di cose. Quello stato di natura non è più recuperabile, dove è arrivata la cultura, la tradizione ha ceduto il passo.In tutto il mondo l’enologia è arrivata sulle ali della cultura e ha informato tutti i modi di fare il vino.”
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini
Questa bevanda è una parte essenziale della cultura culinaria del nostro Paese, con una lunga e leggendaria storia che incarna significativi valori identitari. Alcuni hanno tentato di sfruttare queste narrazioni per commercializzare il prodotto in modo più attraente, anche con toni nazionalisti che lo legano a un’ipotetica identità mediterranea, in particolare italiana.
Il problema è che c’è un netto cambiamento prima e dopo il 1860, quando Pasteur, microbiologo francese al quale si deve l’epocale differente prospettiva dell’enologia moderna, comprese e dimostrò che la produzione del vino era una questione di microbiologia. Fino a quel momento, vi era un forte dibattito anche tra gli esperti a livello scientifico: alcuni sostenevano che il vino fosse una questione puramente fisica o chimica, e non microbiologica (ovvero i lieviti che trasformano gli zuccheri naturalmente presenti nell’uva in alcol).
Prima di quella data, le pratiche di produzione prevedevano tecniche ripetitive che avevano funzionato in passato. Tuttavia, dopo la pubblicazione degli studi di Pasteur, tutti hanno acquisito una comprensione scientifica della vinificazione. Ciò li ha portati a iniziare a produrre vini secchi applicando le stesse procedure standardizzate.
Per cui i vini sono diventati uniformemente limpidi, profumati e serbevoli. A un certo punto, non era più considerato “cool” produrre i vini intensi e torbidi che abbiamo assaggiato a questo evento, i due rifermentati in bottiglia di cui parleremo tra poco. Quando c’è predominio sul mercato, una nicchia diventa un porto sicuro.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini
Altra questione è che parlare di vino sui social media può essere impegnativo. Il semplice riferimento al “vino” non è più sufficiente, poiché il panorama ora comprende termini come biodinamico, biologico e naturale come potete trovare nel capitolo dedicato: biodinamica, biologico, vino naturale, dire soltanto vino non basta più. Il vino è diventato più di una semplice bevanda: è un prodotto attraverso il quale molte persone cercano di proiettare un’immagine di sé, piuttosto che semplicemente esplorare una regione o scoprire etichette che apprezzano veramente.
Le persone spesso bevono determinati vini per trasmettere un’immagine, un senso di appartenenza o una convinzione. Sebbene ciò sia comprensibile, ha anche trasformato il vino in un bene di consumo che richiede di difendersi dalle opinioni divergenti.
L’industria vinicola ha subito cambiamenti radicali dal 1992. L’idea che “non bevo vino biologico perché puzza” è superata. Il vino biologico, un tempo un prodotto di nicchia, è diventato sempre più mainstream, perdendo parte della sua esclusività. Ciò ha dato origine a nuove tendenze più estreme, poiché l’etichetta biologica non rappresenta più accuratamente i bevitori a cui era destinata.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini
In risposta, il movimento del “vino naturale” ha preso piede, frammentando ulteriormente il mercato in sottocategorie come vini artigianali, alchemici e antiscientifici. Da una prospettiva di mercato, questa frammentazione in nicchie e sotto-nicchie ha perfettamente senso: consente la fedeltà dei clienti e vendite garantite, indipendentemente dal contenuto effettivo della bottiglia.
I capitoli che affrontano il rapporto tra vino e salute, così come leggere le etichette sulle bottiglie, un argomento estremamente importante, sono interessanti da molteplici prospettive. L’autore continua il suo lavoro di demistificazione e diffusione di informazioni su questi argomenti. Così facendo, fornisce ai lettori ulteriori, preziosi strumenti per la comprensione e l’analisi futura.
I lettori rimarranno appassionati di vino, ma con maggiore consapevolezza. Tuttavia, continuiamo a dirci che “il vino fa buon sangue”.
Purtroppo tale consumo comporta senza ombra di dubbio rischi per la salute. Tuttavia, se siamo consapevoli di questi rischi e li accettiamo, è accettabile. La chiave è bere consapevolmente e responsabilmente. Ancora più importante, nessuno dovrebbe cercare di convincerci del contrario semplicemente evitando di discutere del problema.
“Stiamo tutti assumendo una sostanza psicotropa, che da dipendenza, che ha effetti sul nostro sistema complessivo documentati indubitabili, e che circola nel nostro sistema sanguigno per più o meno tempo a seconda di quanto ne beviamo. Per cui il rischio connesso all’alcol è dose correlato, quindi quanto più beviamo tanto più rischiamo. La scoperta degli ultimi anni è che non esiste la dose al di sotto della quale si possa dire qua è a rischio zero. E questo nonostante noi digeriamo l’alcol.”
Allora come si concilia il consumo di una bevanda alcolica come il vino con il concetto di salute? Ovviamente non con il concetto di salute come assenza di malattia, non si può fare è sleale. Il vino non fa bene; semplicemente facciamo scelte che comportano aumento di rischi, ma che ci definiscono, fanno parte della nostra identità, perché se non possiamo farle siamo infelici. Bere vino è una scelta libera (quindi non essere dipendenti e poter scegliere) e consapevole (decidere di consumare necessariamente in moderazione sapendo le caratteristiche che ha questo consumo e le conseguenze che comporta). Tutto il resto è marketing!
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini, vini in assaggio
Di fatto, il produttore inserisce avvertenze su ogni etichetta, anche se non obbligatorie, per essere trasparente. Non c’è motivo di temere la chiarezza, poiché i recenti crolli di mercato non sono stati causati dalle indicazioni in etichetta dei rischi connessi al consumo di alcol adottate dall’Irlanda, come alcuni sostengono. Piuttosto, si tratta di un esperimento sociale non propriamente controllato, come afferma Michele Fino.
Affrontiamo l’altro concetto, quello del “vino contadino” che ovviamente si è evoluto negli anni. Un tempo era visto, alla Soldati, come il prodotto artigianale di produzione limitata, senza l’uso di macchinari per la vinificazione o persino di etichette (il che gli conferiva ulteriore credibilità agli occhi di quegli esploratori alla ricerca di un qualcosa di veramente speciale).
In seguito, nel senso di Veronelli, è arrivato a significare “genuino“, in netto contrasto con la manipolazione e la standardizzazione del vino industriale. Sfortunatamente, questa definizione è stato fraintesa e confusa, arrivando a essere associata al vino prodotto senza mezzi tecnici o competenza, una perversione da cui persino i pionieri del movimento del vino naturale hanno recentemente cercato di prendere le distanze.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini, vini in assaggio
Passiamo alla presentazione della cantina e alla degustazione dei tre vini in vetrina: Cascina Melognis, sotto l’egida dell’Azienda Agricola Vanina Maria Carta, moglie di Michele Fino, che insieme hanno rilanciato la viticoltura in questa parte del nostro Paese.
Fondata alla fine del 2008, l’Azienda è situata all’ingresso della Valle Po, incastonata tra le colline di terra rossa di Saluzzo e il confine di Revello. In tempi antichi, queste terre erano rinomate per la loro acclamata produzione vinicola. Tuttavia, nel corso dell’ultimo secolo, fattori come l’epidemia di fillossera, l’aumento della coltivazione intensiva di frutta e la vicinanza alla regione delle Langhe, hanno gradualmente ridotto i terreni disponibili per i vigneti.
Le note di degustazione anticipano i colori luminosi e gli aromi intensi e distintivi. In Piemonte, la percezione dei vini spumanti si è evoluta negli ultimi anni, grazie a tendenze emergenti come i vini rifermentati in bottiglia . Questi offrono un profilo aromatico e un approccio gustativo differente che si sposa bene con i salumi e attraggono le generazioni più giovani che potrebbero non condividere l’entusiasmo per gli stili tradizionali.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini, vini in degustazione
Ha un bel colore rosso trasparente, con un naso preciso, simile alla fragolina di bosco, con note di salvia, pepe e chiodi di garofano. C’è una speziatura rinfrescante, insieme a sentori di eucalipto, rosa e arancia rossa. Al palato, dovrebbe essere preso a sorsi pieni senza esitazione: eloquente, liscio e senza alcuna particolare astringenza.
Il sorso salino ti invita a salivare e immaginare qualcosa da abbinare. Mostra una consistenza sferica e vellutata, con una dolcezza iniziale, ma è anche vibrante e sorprendente nella sua vivacità. Il finale è senza sforzo, aggraziato, con un tannino leggero che pulisce il palato.
Il pelaverga è un vitigno a bacca grande, dal colore incerto che matura molto tardi, tanto quanto il nebbiolo. Ha una bassa acidità e una buccia molto sottile, il che lo rende piacevole da mangiare.
Subisce una fermentazione spontanea, con un periodo di macerazione di 10 giorni e due rimontaggi giornalieri. È invecchiato in acciaio e imbottigliato sei mesi fa.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini, vini in degustazione
Cà Melò rosèPet Nat2023
E’ un frizzante davvero accattivante che rifermenta interamente in bottiglia durante i mesi primaverili: l’enologo aggiunge un tocco di mosto d’uva fresco, quindi sigilla la bottiglia con un tappo a corona e lascia che il vino faccia il resto. Questa delicata fermentazione a bassa temperatura si traduce in un calice vivace ed effervescente, ma straordinariamente morbido e accessibile al gusto.
La base è composta principalmente dall’uva locale Neretta cuneese, una varietà altamente produttiva che conferisce un colore delicato, color salmone, non soggetta a riduzione.
Una piccola percentuale di uve Barbera e Chatus coltivate nello stesso vigneto aggiunge un ulteriore strato di intensità aromatica e struttura. Sviluppa un perlage fine e delizioso e un complesso bouquet di frutta secca, pompelmo rosa e pane appena sfornato.
In entrata, la sua qualità dolce e zuccherina è perfettamente bilanciata da un’acidità rinfrescante e da una struttura tannica sottile e integrata. L’effervescenza danza continuamente sulla lingua e influenza il profilo aromatico complessivo in modo progressivo, lento e meditativo.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini, vini in degustazione
Cà Melò bianco Pet Nat 2023
Mette in mostra le caratteristiche uniche della Malvasia moscata, altra varietà autoctona che, attraverso un processo di rifermentazione, sfoggia una deliziosa effervescenza che aggiunge un elemento giocoso e vivace all’esperienza di degustazione. Il suo potenziale aromatico interagisce magistralmente con i lieviti e con il tempo in bottiglia, creando un profilo davvero sfaccettato.
Il vino offre un bouquet inebriante di fiori d’arancio, pesca matura e basilico fresco, un’accattivante fusione di note floreali, fruttate ed erbacee che stuzzica immediatamente i sensi.
Al palato, è altrettanto seducente, con una sensazione sostanziosa per gentile concessione di lievito vivace e una struttura rustica e tannica che conferisce una dimensione terrosa e saporita. Il carattere persistente del basilico si mescola con una salinità distintiva, evocando l’essenza di una birra in stile saison. In tutto, un’effervescenza delicata e persistente aggiunge un carattere arioso ed etereo all’esperienza complessiva di bevuta, conferendo un innegabile senso di eleganza.
Non me la bevo 2024 intenso libro, notevole Cascina Melognis, foto di Cristina Santini assieme all’autore
L’evoluzione della figura del bartender, un mix di arte, innovazione e crescita professionale, come quella di Alessandro Silvi
di Carol Agostini
La figura del bartender è diventata sempre più centrale nel panorama della ristorazione e del lifestyle globale. Questo professionista non si limita più a preparare cocktail: oggi è un artista della miscelazione, un esperto di esperienza sensoriale e un ambasciatore della cultura del bere responsabile.
Alessandro Silvi, abile Bartender innovativo e creativo 2024, foto di Manuel Gabriele Lampasona
La professione del bartender: dati e crescita
Il settore del bartending ha conosciuto una forte crescita negli ultimi anni, con un’accelerazione significativa post-pandemia. In Italia, le retribuzioni medie di un bartender oscillano tra i 1.500€ e i 2.500€ al mese, con possibilità di guadagni superiori per i professionisti esperti che lavorano in locali di alto livello. La domanda di bartender specializzati è in aumento, con un numero crescente di corsi professionali che formano nuove generazioni di mixologist.
A livello globale, il mercato della mixology e del bartending sta evolvendo rapidamente. Ad esempio, negli Stati Uniti, il valore del mercato delle bevande alcoliche è cresciuto del 2,9% annualmente dal 2017, con il segmento dei cocktail di fascia alta che rappresenta una parte significativa di questa crescita. Anche in Europa, l’industria sta sperimentando un’espansione, con un rinnovato interesse per la tradizione e l’innovazione nella preparazione dei drink.
Alessandro Silvi, abile Bartender innovativo e creativo 2024, foto di Manuel Gabriele Lampasona
La mixology è oggi considerata una vera e propria forma d’arte. Non si tratta solo di mescolare ingredienti, ma di creare esperienze uniche attraverso una combinazione perfetta di sapori, estetica e narrazione. Cocktail come il Negroni o il Manhattan sono reinterpretati in chiave moderna, mantenendo un legame con la tradizione ma introducendo tecniche avanzate come la miscelazione molecolare.
Alessandro Silvi, noto bartender di Lanuvio, incarna questa fusione di tradizione e innovazione con il suo progetto Skill Up Bartender. La sua collezione di sei cocktail iconici confezionati sottovuoto (inclusi il Sazerac e il Boulevardier) dimostra come l’arte della miscelazione possa essere adattata alle esigenze moderne senza perdere di vista la qualità. Questo approccio non solo valorizza la creatività del bartender, ma permette anche di offrire esperienze raffinate a un pubblico più ampio, portando i cocktail di alta gamma direttamente nelle case.
Alessandro Silvi, abile Bartender innovativo e creativo 2024, foto di Manuel Gabriele Lampasona
La figura del bartender oggi e nel futuro
Oggi, il bartender è molto più che un semplice barman. È un mixologist, un consulente per i gusti dei clienti, e spesso anche una figura mediatica. Come gli chef stellati, i bartender stanno acquisendo sempre più visibilità, grazie anche alla popolarità dei social media. Piattaforme come Instagram sono diventate un veicolo per mostrare le proprie creazioni e attirare clienti in cerca di esperienze uniche e “instagrammabili”.
Tra le sfide future per la professione, si evidenziano:
Digitalizzazione: molti bartender stanno esplorando modi per integrare la tecnologia nel loro lavoro, ad esempio con menu digitali interattivi o con l’uso di strumenti avanzati per la preparazione dei cocktail.
Sostenibilità: cresce l’attenzione verso l’uso di ingredienti a chilometro zero e metodi di lavoro ecologici.
Espansione globale: la cultura del cocktail si sta diffondendo in nuove aree geografiche, aprendo opportunità per bartender di tutto il mondo.
Alessandro Silvi, abile Bartender innovativo e creativo 2024, foto di Manuel Gabriele Lampasona
La figura del bartender non è mai stata così rilevante e apprezzata. Professionisti come Alessandro Silvi dimostrano come creatività e competenza possano trasformare un mestiere in un’arte. Grazie a progetti innovativi e alla crescente attenzione verso la qualità e l’esperienza del cliente, il futuro della mixology appare più brillante che mai. Sia in Italia che nel mondo, il bartender è destinato a diventare un’icona culturale, simbolo di tradizione, innovazione e convivialità.
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
“VerriGud Morning 2024”: Un Viaggio nel Cuore delle Eccellenze Enogastronomiche Italiane a Lanuvio
di Carol Agostini
La prima edizione di “VerriGud Morning 2024” si è tenuta nella pittoresca cittadina di Lanuvio, regalando ai presenti una giornata memorabile all’insegna delle eccellenze enogastronomiche italiane. Organizzato dall’agenzia FoodandWineAngels e da Papillae Magazine, diretto da Carol Agostini, l’evento ha riunito produttori, istituzioni e giornalisti per celebrare il patrimonio culinario e agricolo italiano.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Lanuvio: Un Palcoscenico Ideale per le Tradizioni Italiane
Lanuvio, parte del comprensorio dei Castelli Romani, è un borgo ricco di storia e cultura, famoso per la sua tradizione vitivinicola. Situato a pochi chilometri da Roma, è rinomato per i suoi vigneti che beneficiano di un terreno vulcanico particolarmente fertile, ideale per la coltivazione di uve pregiate. Con una storia che risale all’epoca romana, quando era conosciuta come Lavinium, Lanuvio è un luogo in cui passato e presente convivono armoniosamente.
L’Evento: Promuovere il Made in Italy
L’evento, esclusivo e a porte chiuse, ha visto la partecipazione di un pubblico selezionato, tra cui il sindaco di Lanuvio, l’Onorevole Andrea Volpi, e il vice sindaco Valeria Viglietti, con delega alla Città del Vino. L’obiettivo principale era valorizzare i piccoli produttori italiani, offrendo loro una piattaforma per raccontare le storie dietro le loro creazioni.
Dalla tarda mattinata, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di immergersi in un’esperienza sensoriale unica, degustando prodotti di alta qualità. Vini pregiati, salumi, formaggi, miele, frutta martorana e zafferano biologico sono stati solo alcune delle delizie proposte.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Situata in Lombardia, la Tenuta Borgolano è un esempio virtuoso di viticoltura sostenibile. Con una produzione annua di circa 100.000 bottiglie, la tenuta offre vini pregiati come il Barando e la Donna Bonarda, simboli di un territorio autentico. La fondatrice, Donatella Quaroni, ha dedicato decenni a promuovere un approccio rispettoso dell’ambiente, trasformando la sua azienda in un punto di riferimento per il turismo enogastronomico.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Tenuta Borgolano, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Il Salame di Varzi DOP Gran Varzi rappresenta un’eccellenza lombarda. Con il suo profilo aromatico unico, richiama le antiche tradizioni della Val Staffora, dove la produzione artigianale incontra tecniche moderne per garantire qualità e autenticità.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Salumificio Gran Varzi, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Da oltre 60 anni, la Casearia Carpenedo, con sede nel Veneto, è sinonimo di innovazione nel settore caseario. Il celebre “Ubriaco®” è uno dei primi formaggi affinati con vinacce, un processo che ha rivoluzionato il mercato, trasformando formaggi di alta qualità in esperienze sensoriali uniche.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Blu61 Casearia Carpenedo, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Con sede a Catania, Dolce Barocco celebra l’arte della frutta martorana, dolci incredibilmente realistici realizzati in pasta di mandorle. Alessandro Marchese, erede di una lunga tradizione familiare, ha innovato questa pratica riducendo la dolcezza e migliorando la qualità degli ingredienti.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Dolce Barocco di Alessandro Marchese, foto di Manuel Gabriele Lampasona
L’azienda I Mandriani Carni rappresenta tre generazioni di maestria nella lavorazione delle carni. Il loro impegno nel mantenere ricette tradizionali, unito all’uso di tecnologie avanzate, garantisce prodotti privi di glutine e lattosio, lavorati artigianalmente con un processo di essiccazione naturale.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Mandriani Carni, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Nata nel 2020 in piena pandemia, Sughi Vestalia offre sughi artigianali che portano il sapore della tradizione italiana direttamente nelle case dei consumatori. I fondatori, Luca Chiaese e Roberto Guarino, hanno trasformato una passione comune in un progetto imprenditoriale di successo.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Sughi pronti Vestalia, foto di Manuel Gabriele Lampasona
La Golosa di Maurizio Curi si distingue per l’uso esclusivo di frutta lavorata a mano, priva di additivi chimici. Emblematiche sono le Mele Rosa, un frutto antico recuperato e valorizzato nel territorio dei Monti Sibillini.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, La Golosa di Maurizio Curi, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Fondata nel 1978, l’azienda agricola Milletti Funghi combina tradizione e tecnologia per produrre funghi di qualità superiore. I loro prodotti, ricchi di nutrienti e vitamine, rappresentano un esempio eccellente di agricoltura sostenibile.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Milletti Funghi, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Con sede nelle Marche, il Pastificio Agricolo Mancini utilizza esclusivamente grano coltivato nei propri campi per creare paste artigianali di alta qualità. La lavorazione tradizionale, come la trafilatura al bronzo e l’essiccazione lenta, conferisce ai prodotti un sapore autentico e riconoscibile.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Pastificio Agricolo Mancini, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Specializzata nella produzione di zafferano biologico, Pura Crocus promuove pratiche agricole sostenibili. Ogni prodotto, dal miele alle tisane, incarna l’essenza della Val d’Orcia e l’impegno dell’azienda per la qualità.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Pura Crocus, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Dalla provincia di Avellino, Petra Marzia è una giovane azienda vinicola che celebra i grandi vini campani come il Taurasi DOCG e il Fiano. Ogni bottiglia riflette il legame profondo con il territorio e la passione dei produttori.
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Petra Marzia, foto di Manuel Gabriele Lampasona
Alessandro Silvi, bartender della zona di Lanuvio noto per la sua esperienza e spirito innovativo, presenta il suo nuovo progetto: una linea esclusiva di 6 cocktail iconici confezionati sottovuoto, ciascuno accompagnato dalla propria bottiglia dedicata. Tra i protagonisti di questa collezione spiccano il Sazerac, Manhattan, Old Fashioned, Negroni, Boulevardier e Milano-Torino. Un’idea che unisce tradizione e creatività per celebrare l’arte della mixology
Lanuvio un meraviglioso giorno di eccellenze foodewine 2024, Skill up Bartender di Alessandro Silvi, foto di Manuel Lampasona
Il pranzo, cuore dell’evento, è stato un trionfo di sapori. Ogni portata è stata realizzata utilizzando i prodotti degli espositori, abbinati a vini selezionati. Tra le proposte, spiccavano piatti come le mezze maniche Mancini con funghi cardoncelli, zucca e guanciale, e la carne alla brace accompagnata da cicoria ripassata.
Un Successo Annunciato
La prima edizione di “VerriGud Morning 2024” ha rappresentato un’esperienza unica per celebrare l’eccellenza enogastronomica italiana. Grazie a un’organizzazione impeccabile e a una selezione di produttori d’élite, l’evento si pone come un appuntamento imperdibile per promuovere il Made in Italy, la tradizione e l’innovazione dei territori italiani.
Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer