Tag: ricette

  • Rosavite 2019 Rosato Terre degli Osci IGT Terresacre

    Rosavite 2019 Rosato Terre degli Osci IGT Terresacre

    Rosavite 2019 Rosato Terre degli Osci IGT Terresacre

    Di Piergiorgio Ercoli

    Da uve montepulciano in purezza, coltivate sulle colline molisane a Montenero di Bisaccia (CB) ad un’altezza di circa 300 metri slm, terreni argillo-calcarei, dove il clima è caratterizzato dall’influenza delle correnti marittime dall’Adriatico che favoriscono l’arieggiamento del corpo vitato evitando la formazione di muffe e donando una identitaria sapidità.

    Raccolta manuale, diraspatura, pigiatura morbida per mantenere l’integrità degli acini.
    Macerazione di circa 10 ore cui segue una pressatura soffice del mosto, quindi fermentazione in bianco per circa 10 giorni a temperatura controllata di 16°-18°.

    Rosavite 2019 Rosato Terre degli Osci IGT Terresacre
    Rosavite 2019 Rosato Terre degli Osci IGT Terresacre

    Degustazione

    Vino rosa della Cantina Terresacre Molise Rosavite 2019 Rosato Terre degli Osci IGT Terresacre
    Vino rosa Rosavite 2019 Rosato Terre degli Osci IGT Terresacre

    Analisi visiva
    Nel calice rosa corallo, trasparente e limpido. Di consistenza media.

    Analisi olfattiva
    Sufficientemente intenso, di media complessità e finezza. Dominante olfattiva fruttata, ciliegia e fragoline di bosco; toni vegetali di erba appena tagliata, toni minerali di humus e terra bagnata.
    Leggera spezia scura.

    Analisi gusto-olfattiva
    Secco, moderatamente caldo, morbido. Fresco, tannini duri, sapido. Corpo medio, sufficientemente armonico, buona permanenza. Sufficientemente fine e sufficientemente armonico. Pronto.

    Alcuni vini della Cantina Terresacre
    Alcuni vini della Cantina Terresacre arrivati in degustazione in Agenzia FoodandWineAngels

    Ricetta in abbinamento eseguita da Carol Agostini

    In abbinamento un gioco di consistenze e sapori, forme e colori per un abbinamento decisamente intrigante quanto gustoso di formaggi di varie tipologie e stagionature.

    Tagliere in abbinamento al Rosavite di Terresacre
    Tagliere in abbinamento al Rosavite di Terresacre

    Tagliere di formaggi provenienti dall’Altopiano di Asiago da Asiago pressato dolce, a quello saporito, al mezzano di 6 mesi di malga, con fragole, crostini tostati, asparagi in agrodolce, cestino di grana padano con erbette di montagna stufate, caciotta di pecorino di malga alle foglie di olivo.

    Degustazione di Piergiorgio Ercoli

    Piergiorgio Ercoli autore articolo Iloghe 2019 Isola dei Nuraghi IGT Cantine Spanu
    Piergiorgio Ercoli autore articolo Iloghe 2019 Isola dei Nuraghi IGT Cantine Spanu

    Sito Cantina: https://www.terresacre.com/

    Partner: https://www.foodandwineangels.com/ https://carol-agostini.tumblr.com/

     

  • Clubhouse e le giornate autunnali che vorrei 2022

    Clubhouse e le giornate autunnali che vorrei 2022

    CLUBHOUSE e le giornate autunnali che vorrei 2022

    Di Carol Agostini

    Ho scelto questo titolo per raccontarvi l’evoluzione delle mie giornate autunnali e quelle che oggi desidero partendo dal passato in ottica di costruire un futuro.
    Fin da piccola era un giorno di mix tra cucina araba ed indiana, mescolata con quella veneta e argentina, in un connubio di culture e tradizioni differenti, figlia di etnie diverse, nata in veneto.

    Il grill è un'arte e una vocazione
    Il grill è un’arte e una vocazione, clubhouse e le giornate autunnali che vorrei 2022

    I miei nonni che sono persone tra di loro agli antipodi, in condivisione assoluta in momenti di grande scambio culinario, hanno sempre passato giorni su giorni a decidere il menù pasquale ( del resto come quello natalizio ) e non solo, anche i menù delle giornate autunnali.

    Questi erano composti da ricette come il pollo tandoori cotto nel classico tandoor ( forno tipico dei paesi arabi), la grigliata argentina con le tiritas de asado, ovvero costine di manzo che anziché longitudinalmente, come ad esempio si fa con la rosticciana, vengono tagliate perpendicolari all’osso, così da formare delle strisce di carne da scottare veloci su una brace bella calda, a piatti tipici veneti a base di baccalà vicentino, polenta ecc ecc, il tutto per noi bimbi contornato da cocacola ( che a casa dei miei non deve mai mancare come la cervesa) e vini veneti da uve cabernet e merlot per la stra maggioranza.

    Pollo tandoori cotto nel Tandoor
    Pollo tandoori cotto nel Tandoor

    Ore e ore di cucina, di lavoro ai fornelli e grandi tavolate di amici e parenti in questa cascina in mezzo la campagna veneta a Marostica ( la città degli scacchi viventi, una cittadina scaligera, il centro circondato da mura che unisco i due castelli, quello superiore e quello inferiore, opere che risalgono al 1370 circa ), una meraviglia!

    Marostica e il suo Castello scaligero inferiore in Piazza degli Scacchi durante la Partita a Scacchi vivente che si replica negli anni pari
    Marostica e il suo Castello scaligero inferiore in Piazza degli Scacchi durante la Partita a Scacchi vivente che si replica negli anni pari

    Da quando invece c’è stato il passaggio del testimone ai fornelli, cioè a me, ho deciso di rivoluzionare la situazione partendo da concetti chiave:
    La scelta dei vini, l’ umami, dalla cucina medioevale alla cucina futurista arrivando al mio mito Salvador Dalì.

    La scelta dei vini perché parto dal vino che è una passione che sfrutto per abbinare i piatti, visto che sono io stessa ad eseguirli.

    Umami il quinto gusto
    Umami il quinto gusto nell’articolo Clubhouse e le giornate autunnali che vorrei 2022

    Perché l’umami?

    E’ il quinto gusto, ossia un sapore primario che si unisce agli altri quattro (dolce, salato, amaro, acido) che abbiamo imparato a riconoscere fin da bambini, questo sapore è stato riconosciuto, scoperto ed identificato in laboratorio agli inizi del 1900 in Giappone, appunto come fonte di sapore, negli anni ’80 circa è stato ufficialmente riconosciuto come quinto gusto sulla base della concreta dimostrazione che esistono sulla lingua specifici recettori di questo sapore che ne portano le informazioni al cervello.

    “Umami” in giapponese significa saporito e questo quinto gusto è stato collegato al glutammato monosodico (acido glutammico), anche detto esaltatore di sapidità.
    Vi faccio un esempio Il parmigiano reggiano è l’ingrediente più umami della cucina mediterranea, vi porto una curiosità collegata a questo ingrediente:

    Massimo Bottura descrive uno dei suoi piatti più famoso che è composto da cinque diverse stagionature di parmigiano, in cinque consistenze diverse, come “cinque gradi di umami“ e vi do anche un’altra dritta sappiamo che il parmigiano è popolarissimo in Asia.

    Altri piatti collegati al senso “umami” sono: quasi tutte le zuppe e gli stufati cucinati a lungo: una completa maturazione (al limite della marcitura), una lunga cottura o la fermentazione sono “portatori sani” di amminoacidi che attivano i ricettori dell’umami; una crema di funghi cotta a fuoco lento per ore ed ore, insaporita con del parmigiano, è quintessenzialmente umami.

    La cucina medioevale

    La cucina medioevale invece perché mi affascina in quanto è basata sulla totale condivisione del piatto ed è rimasta la stessa dell’epoca romana, con delle innovazioni culinarie apportate appunto dagli arabi come lo zucchero di canna, le mandorle, il riso, i gelsi, le melanzane. Inoltre tutti sappiamo che molti degli alimenti che utilizziamo nelle nostre ricette oggi derivano dalla scoperta dell’America.

    I ricettari medievali risalgono tutti al periodo rinascimentale e hanno numerose differenze rispetto a quelli che usiamo oggi.
    Nella cucina medievale i ricettari elencavano solo i cibi da utilizzare, senza le quantità e le temperature, mentre i tempi di cottura erano scanditi da preghiere premetto ora non sto a pregare tutto il tempo mentre cucino il pollo……ma è per me è affascinante come la cucina medievale veniva costruita dividendo il corpo in 4 umori, corrispondenti a 4 liquidi che sono contenuti nel nostro corpo.

    In base allo stato di salute veniva costruito un piano alimentare adeguato.
    Gli umori erano 4, come gli elementi:
    • il fuoco → la bile, gialla del fegato, calda e secca;
    • l’aria → come il sangue del cuore, calda e umida;
    • l’acqua → come la flemma del cervello, fredda e umida;
    • la terra → come la bile nera della milza fredda e secca.
    A questi quattro umori corrispondevano quattro stati d’animo: collerico, sanguigno, flemmatico e melanconico.

    La cucina medioevale fatta di pollo, pesce,vitello e tanto altro
    La cucina medioevale fatta di pollo, pesce,vitello e tanto altro

    Già era presente e radicato il collegamento tra pietanze, componenti del corpo ( organi ) e la componente emotiva ( lo stato d’animo con le sue reazioni ).

    Si mangiava seduti, non più coricati come in epoca romana, le posate si usavano solo per tagliare il cibo che quindi veniva servito in portate già porzionate davanti agli invitati, che si servivano da soli riempiendo dei piatti commestibili fatti di pane.

    Si mangiava con le mani e si usavano dei bicchieri in comune, da qui nasce l’abitudine di pulirsi la bocca prima di bere.

    Esempi: zuppe e polente, pollo, maiale, vitello, pesce, inoltre i barbari portarono il sidro, il vino fatto con le mele, e ci fu un revival della birra.

    la Cucina futurista

    La cucina futurista perché fu un tipo di cucina bizzarro che mi affascina per la sua creatività ed egocentrismo particolare e fuori dagli schemi.

    Questo intrigo culinario/culturale nasce con la conoscenza di Filippo Tommaso Marinetti, poeta e scrittore di cui ho letto tanto, fondatore del movimento Futurista che negli anni ’30 pubblicò il Manifesto della Cucina Futurista, con lo scopo dell’adorazione di piatti e ricette che consentissero all’uomo di essere scattante, veloce e al passo coi tempi.

    Il movimento sosteneva l’abolizione delle posate (forchetta e coltello), del peso e del volume degli alimenti e della discussione politica a tavola.
    Una rivoluzione totale insomma che va dalle materie prime, alla loro elaborazione, al modo di presentarle finendo all’approccio con i cibi.

    Le ricette sono bizzarre, eclettiche da cui prendo spunto per comporre piatti diversi.
    Ed ecco il mio secondo amante preferito dopo Giacomo Casanova ( per il cioccolato ) Salvador Dalì, troverete la ristampa del libro Les diners de Gala ( un manuale di cucina dedicato al sodalizio anche culinario con la moglie che appunto si chiamava Gala).

    Vi cito l’introduzione: “Se sei un discepolo delle tabelle caloriche che trasformano la gioia del cibo in una punizione, chiudi subito questo libro: è troppo pieno di vita, troppo aggressivo e davvero troppo impertinente per te”.

    Salvado Dalì Foto di LyraBelacqua-Sally
    Salvado Dalì Foto di LyraBelacqua-Sally

    Un poliedrico genio come piace a me con il suo ricettario surrealista ispirato alle cene offerte dall’artista e consorte, di osservanza francese ma con uno spiccato gusto per l’esotico.
    Dalí proclamava: «La mandibola è il migliore strumento di conoscenza filosofica», come non essere d’accordo…la lussuria e la stravaganza di un mondo artistico ed esotico/afrodisiaco sono per me stimolo, emozione in un’era di polemica, invidia e banalità.

     

    Le giornate autunnali  che sto preparando per vivere di sensi nell’attesa del menù di Natale, partono dalla scelta dei vini:

    Champagne Olivier Herbert Brut Nature
    Champagne Olivier Herbert Brut Nature per l’articolo Clubhouse e le giornate autunnali che vorrei 2022

    Champagne brut nature di Olivier Herbert con vari antipasti a base di pesce, frutta esotica e polenta, tra cui una rivisitazione del baccalà alla vicentina con mandorle e noccioline.

     

    Vitigni 30% da Pinot Nero che dona struttura e aromi, 30% da Pinot Meunier che dona sentori fruttati e rotondità e per il restante 40% da Chardonnay che dona al prodotto freschezza e finezza.

     

     

    Vino rosato da uve nocera e nerello calabrese dell' az. agr. Zagarella
    Clubhouse e le giornate autunnali che vorrei 2022 vino rosa Cantina Zagarella

     Vino rosato da uve nocera e nerello calabrese dell’ az. agr. Zagarella abbinato a pescato alla brace, che diventerà piccole porzioni da accompagnare il risotto mantecato all’umami ovvero al parmigiano con una salsa di peperoni.

    Quore Brut Riserva TrentoDoc Letrari millesimato da Chardonnay
    Quore Brut Riserva TrentoDoc Letrari millesimato da Chardonnay

    Quore Brut Riserva TrentoDoc Letrari millesimato da Chardonnay raccolte esclusivamente a mano, con permanenza sui lieviti di almeno 40 mesi per esaltarne la morbida eleganza abbinato al mio pollo con aspargi verdi ed ananas cotto nel tandoor di casa.

     

    Il Botticello Toscana IGT rosso biologico Cantina San Quirico San Gimignano selezione di uve 70% Sangiovese e 30% Merlot e Syrah in abbinamento alla grigliata mista con tiritas de asado, pancetta, bistecche di coppa.

     

    Per finire alla torta colomba farcita di cioccolato con pan di Spagna e crema pasticcera ci abbino Pensiero passito vendemmia tardiva Cantina Il Poggio da uve di malvasia di candia aromatica e trecuori passito bianco di Carlo Nerozzi Le vigne di San Pietro Moscato Giallo Passito che arriva dalle terre di Verona, per ricordarci come l’area del veronese sia, tra tutte, quella in cui è più forte, più sentita e più antica la tradizione dell’appassimento, tecnica impiegata per l’ Amarone e non solo.

    Queste in parte saranno le mie giornate autunnali con un mix tra passato origini e legami.

    Di Carol Agostini

    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer

     


    Partner: https://www.foodandwineangels.com/ https://carol-agostini.tumblr.com/

  • Carol e i Sensi fonte di vita 2022

    Carol e i Sensi fonte di vita 2022

    Carol e i Sensi fonte di vita 2022

    di Carol Agostini

    Cosa sono i sensi e quanti sono? Una domanda che mi è saltata in testa parecchi anni fa, da quel momento ho ascoltato, osservato e analizzato me stessa, o meglio il mio corpo e la mia esistenza.

    I Sensi fonte di vita 2022 di Carol Agostini
    I Sensi fonte di vita 2022 di Carol Agostini

    Vi capita mai di avere la sensazione di conoscervi attraverso parole, gesti e movenze? Attraverso lo spazio che occupiamo, il tempo che trascorre, ciò che guardiamo o attraverso il dolore che proviamo?

    Rifletteteci, scoprirete angoli nascosti che mai avete analizzato, situazioni sfuggenti, emozioni nascoste, esiti sommersi da automatismi vitali senza alcuna ricerca fine a se stessa.

    Ed eccomi qui a raccontarvi i miei studi, il percorso che ho fatto alla ricerca dei sensi umani, queste vie che ci permettono di percepire informazioni sul mondo e sul nostro corpo.

    Eravamo tutti rimasti ai cinque sensi.

    Il viaggio però continua, sono passata dai 13 ai 17, man mano che la scienza negli anni si è evoluta.

    I sensi li identifichiamo e li conosciamo come i mitici cinque, i super eroi del nostro secolo, coloro che risolvono, che ci fanno vivere, ma allo stesso tempo sono causa di malattie e di soddisfazioni.

    I classici cinque sensi sono la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto. E gli altri?

    I primi Sensi "consapevoli" di Carol Agostini 2022
    I primi Sensi “consapevoli” di  vita di Carol Agostini 2022

    Come anticipato, i veri sensi sono 17 e si dividono in tre macro aree di appartenenza e competenza:

    I sensi meccanici: tatto, udito, propriocezione (posizione nello spazio, nel buio e nel silenzio), equilibrio, fame, sete, stimolo di urinare, prurito, termo percezione, tensione, magnetismo, tempo.

    I sensi chimici: gusto, olfatto, dolore, stiramento.

    I sensi luminosi: la vista.

    I sensi, uno a uno

    Vi faccio un esempio concreto per quei sensi che non immaginavate fossero appunto sensi:

    l’equilibrio è un senso meccanico, perché è il sistema vestibolare dell’orecchio a far percepire come cambia la nostra posizione in relazione alla gravità, così come la fame, la sete e lo stimolo a urinare, che sono sempre sensi meccanici, come del resto lo è la pressione sanguigna.

    Equilibrio uno dei Sensi meccanici di Carol Agostini 2022
    Equilibrio uno dei Sensi meccanici di Carol Agostini 2022, fonte di vita

    Le propriocezioni, parola di difficile pronuncia, sono invece quei recettori che ci permettono di ubicarci nella posizione in cui siamo, quella sensazione che ci permette di addentrarci nella nella spazialità, che ci aiutano a trovare una collocazione precisa nel buio e nel silenzio.

    Le propriocezioni sono invece quei recettori che ci permettono di ubicarci nella posizione in cui siamo
    Le propriocezioni sono invece quei recettori che ci permettono di ubicarci nella posizione in cui siamo, di Carol Agostini autrice dell’articolo: I Sensi fonte di vita 2022

    Una domanda mi sono fatta in questi anni…dove ci portano i sensi? Ci portano alla conoscenza, della percezione della complessità di ogni situazione vissuta nel mondo e di noi stessi, ci spingono a cercare, conoscere, capire e a renderci umanamente persone.

    La vista consente di distinguere forme, colori, distanze, oltre alla tridimensionalità di tutto ciò che osserviamo.

    La vista consente di distinguere forme, colori, distanze, oltre alla tridimensionalità di tutto ciò che osserviamo. I Sensi
    La vista consente di distinguere forme, colori, distanze, oltre alla tridimensionalità di tutto ciò che osserviamo. I Sensi fonte di vita 2022

    Il gusto, identificato in cinque gusti. I sapori percepiti sono il dolce, il salato, l’amaro, l’aspro, ma c’è anche l’umami, cioè il gusto di glutammato (presente nei cibi ricchi di proteine come carne e formaggio). C’è un sesto gusto poi, individuato, ma non ancora classificato, che comprende le papille gustative che percepiscono la presenza di grasso.

    Il gusto, identificato in cinque gusti. I sapori percepiti sono il dolce, il salato, l'amaro, l'aspro, ma c’è anche l’umami, cioè il gusto di glutammato
    Il gusto, identificato in cinque gusti. I sapori percepiti sono il dolce, il salato, l’amaro, l’aspro, ma c’è anche l’umami, cioè il gusto di glutammato

    La pressione, chiamata comunemente “tatto” (che però spesso è associato anche ad altri sensi), è la capacità di riconoscere una pressione su una zona specifica del corpo.

    Il prurito, per quanto la cosa possa stupire, ha un sistema sensorio proprio, distinto da quello del tatto ed è un senso meccanico di difesa e di stimolazione.

    La termo percezione, è la capacità di avvertire il freddo il caldo, divisi per diversità dei recettori e meccanismi di rilevamento.

    L’udito, capacità di avvertire vibrazioni nell’ariadi Carol Agostini I Sensi
    L’udito, capacità di avvertire vibrazioni nell’ariadi Carol Agostini I Sensi fonte di vita 2022

    L’udito, capacità di avvertire vibrazioni nell’aria o, comunque nel gas/liquido in cui si è immersi, captando i suoni che provengono dall’esterno e che si trasmettono attraverso il canale uditivo alla corteccia temporale che li decodifica.

    L’olfatto, capacità di sentire odori e profumi. I sapori sono creati dalla combinazione di gusto ed olfatto grazie all’azione dei chemiorecettori, cellule presenti nella mucosa olfattiva (un’area della mucosa nasale) capaci di reagire alle caratteristiche chimiche delle sostanze odorose.

    L’olfatto, capacità di sentire odori e profumi. I Sensi
    L’olfatto, capacità di sentire odori e profumi. I Sensi fonte di vita 2022

    La propriocezione (o cinestesia), è la capacità di riconoscere la posizione del proprio corpo e dei singoli arti nello spazio. Per la cronaca, è uno dei sensi che viene alterato dal consumo di alcol; da qui l’abitudine di utilizzare il metodo “chiudi gli occhi e toccati il naso” per valutare lo stato di sobrietà di una persona.

    La tensione permette al cervello di accertare lo stato di tensione e contrazione dei muscoli.

    Il dolore, un tempo considerato un “sovraccarico” di altri sensi, come il tatto, in realtà provvisto di recettori e di una rete sensoriale propria. Anzi, in realtà ce ne sono tre distinte: quella cutanea sulla pelle, quella somatica su ossa e giunture, e quella concernente gli organi interni.

    L’equilibrio, che permette di identificare le accelerazioni (compresa quella di gravità). L’organo dell’equilibrio è il labirinto vestibolare, che si trova nell’orecchio interno.

    Lo stiramento. I recettori specifici per lo stiramento e l’allungamento si trovano in particolare nei polmoni, nella vescica, nello stomaco e nell’intestino. Spesso questo senso sarebbe anche collegato ai mal di testa, in particolare associato alla percezione della dilatazione dei vasi sanguigni.

    La chemio percezione, data dai chemiorecettori è la percezione degli stimoli chimici, in particolare attivata dagli ormoni, come l’esigenza di fare pipì.

    Tutti viviamo i sensi nello stesso modo o intensità?
    Tutti viviamo i sensi nello stesso modo o intensità?

    Sete, è un senso autonomo, che si attiva quando l’idratazione del corpo scende.

    Fame, anche questa ha una sua autosufficiente rete sensoriale.

    Magnetismo, è la capacità di avvertire campi magnetici. Negli esseri umani, non è particolarmente risaltata come in alcune specie di uccelli che sono precisamente in grado di percepire il campo magnetico terrestre (usando questo per orientarsi), ma c’è sicuramente una sensibilità di base.

    Il Tempo, gli esseri umani hanno una percezione molto precisa del tempo, soprattutto i giovani.

    Domande e risposte

    Qual è il senso maggiormente usato?

    Beh, che dire… ovviamente la vista. Con essa ci si entusiasma, ci si seduce e ci si innamora, di un paesaggio, di una persona, di un cucciolo di animale.

    È il importante recettore che innesca le nostre emozioni.

    Ma avete mai pensato al profumo dell’aria? Che odore ha?

    L’aria ha il profumo dei nostri ricordi, un mix tra contesto e azioni che si innalzano con il vento. Non si vede, ma si percepisce; è una culla di profumi che si mescolano e danzano in soffi leggeri.

    Avete mai pensato che ogni piatto è un viaggio sensoriale?

    Ha un’infinità di varianti che innescano i nostri sensi, dalla spazialità ai colori, dalle forme alla consistenza, dal sapore ai profumi. Ma mangiare non implica solo i primi “i magnifici cinque”, ma anche molti dei sensi meccanici, come la pressione, la termo percezione, la chemio percezione e tanti altri.

    I sensi, ricette, Cena con Fattura D'Amore di Carol Agostini
    I Sensi, ricette, vita,  Cena con Fattura D’Amore di Carol Agostini
    E vedere un film?

    Oltre al senso luminoso che è la vista, anche i sensi meccanici sono coinvolti e spesso sono quelli che accompagnano le emozioni dei nostri sguardi e delle nostre lacrime.

    Tutti viviamo i sensi nello stesso modo o intensità?

    No, i sensi di ognuno di noi sono imprevedibili e dipendono da fattori diversi a seconda della sensibilità umana, da predisposizioni fisiche naturali e da un allenamento volontario. Vi faccio un esempio concreto, un degustatore sommelier può avere doti naturali di analisi ma si allena, si crea una memoria olfattiva e gustativa e si concreta per riscoprirla attraverso l’analisi.

    Il viaggio verso i Sensi e dei Sensi
    Il viaggio verso i Sensi e dei Sensi
    Quali sono le vacanze che intrigano?

    Ovviamente quelle sensoriali, in cui si evocano e si risvegliano i canali della percezione spesso poco usati, creando grande stupore e coinvolgimento e utilizzando il maggior numero di sensi a nostra disposizione, aiutandoci a creare sensazioni date dal contatto diretto con la sperimentazione. Il divertimento sarà assicurato.

    Quindi che ne pensate, dunque, di lasciare a casa le inibizioni, gli automatismi dati dalla routine e quotidianità e in questa torrida estate VIVERE DI SENSI?

     Di Carol Agostini

    Carol Agostini autrice dell'articolo, commissario internazionale enologico,food&wineWriter, titolare agenzia FoodandWineAngels, Caporedattore Papillae Magazine
    Carol Agostini autrice dell’articolo, commissario internazionale enologico,food&wineWriter, titolare agenzia FoodandWineAngels, Caporedattore Papillae Magazine

    Sito collegato:https://carol-agostini.tumblr.com/

    https://thesensesoffoodandwine.blogspot.com/

    Partner Sito:https://www.foodandwineangels.com/

    https://lnx.spaghettitaliani.com/Articoli.php?SL=carolagostini

  • Piemonte, Albugnano DOC e uno dei suoi produttori 2022: Alle Tre Colline.

    Piemonte, Albugnano DOC e uno dei suoi produttori 2022: Alle Tre Colline.

    Piemonte, Albugnano DOC e uno dei suoi produttori 2022: Alle Tre Colline.

    Di Elsa Leandri

    Il Piemonte

    Si sa essere regione di vini e di nocciole. Oltre alle celebri denominazioni Barolo e Barbaresco un piccolo paese di 500 anime, che si trova nel Monferrato nordoccidentale vicino a Torino, custodisce una delle 341 doc italiane, la Doc Albugnano, che prende nome dall’omonimo paese. Alla scoperta di questa denominazione e dei vitigni autoctoni piemontesi grazie all’azienda agricola “Alle tre colline”.

    Albugnano Doc e uno dei suoi produttori: Alle Tre Colline. Lineup dei vini rossi della cantina
    Albugnano DOC e uno dei suoi produttori 2022: Alle Tre Colline. Lineup dei vini rossi della cantina

    La denominazione Albugnano DOC e l’Associazione Albugnano 549

    La denominazione che abbraccia quattro comuni del territorio Astigiano (Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano-Marmorito) vede come protagonista il Vitigno Piemontese per eccellenza, ovvero il nebbiolo.

    Il territorio

    Le colline che si ergono sopra i 400m s.l.m. e la presenza di boschi danno il loro contributo a rinfrescare il clima, rendendolo idoneo alla coltivazione dello stesso nebbiolo su questo terreno di matrice marnosa. Già Pier De Crescenzi nel XIV secolo lodava tale zona e tale vitigno: “Quest’uva Nubiola è molto lodata nella città di Asti e in quelle parti” e in quello stesso secolo il nome del vitigno compare nei catasti di Chieri, paese non lontano da Albugnano.

    La realtà, purtroppo, è che tale denominazione, nonostante siano presenti condizioni ideali climatiche, territoriali e storiche per tale vitigno, appare ai più misconosciuta.

    Albugnano, Piemonte Cantine Le tre Colline Albarossa
    Albugnano, Piemonte Cantine Le tre Colline Albarossa bottiglia e calice

    La volontà dei viticoltori locali è quella di riuscire ad affermare tale area a denominazione, che conta 44 ettari, nel mondo vitivinicolo ed è per questo che nel 2017 è nata l’associazione 549, il cui nome fa riferimento al punto più alto del comune di Albugnano appunto 549m s.l.m.

    L’azienda “Alle Tre Colline”

    Uno dei 14 produttori che è attivo in questa rivalutazione territoriale è Franco Carossa, proprietario dell’azienda agricola Alle Tre Colline, che si trova a Albugnano. Il nome della cantina rievoca il fatto che questo paese si estende appunto su tre colline, quelle tre colline che Cristina, la moglie di Franco, vedeva quando tornava da Chieri verso casa.

    Famiglia Carossa, storia, Piemonte, Albugnano

    Seppur la storia della famiglia Carossa affonda le sue radici in viticoltura già all’inizio del 1800, è nel 1999 che Franco Carossa decide di fare il grande passo e di incominciare a non vendere solo vino sfuso, ma anche vini imbottigliati direttamente da loro.

    I Vini di Alle Tre Colline Albugnano, Piemonte
    I Vini di Alle Tre Colline Albugnano, Piemonte

    Oggi l’azienda conta 35 ettari complessivi di cui 12 ettari a noccioleto e 13 a vigneto, in cui sono impiantati principalmente vitigni autoctoni piemontesi come la freisa, la barbera, il grignolino, l’albarossa e ovviamente il nebbiolo.

    Unico vitigno internazionale presente è lo chardonnay, l’amore in bianco di Franco, che viene vinificato secondo tre lavorazioni: Chardonnay (vinificazione in acciaio e maturazione in legno), “An costi” (fermentazione in legno con conseguenza maturazione di 12 mesi a contatto con le fecce nobili) e “C’ha bugia”, novità del 2022, spumantizzato con metodologia classica con sosta di 24 mesi sui lieviti.

    Attualmente Franco può contare sull’aiuto di tutta la sua famiglia: se Cristina, ex infermiera, ora è l’anima dell’agriturismo e delle lavorazioni con le nocciole, i tre figli Elisa, Paolo e Gabriella appena possono sono in azienda a “dare una mano”.

    La degustazione

    http://www.alletrecolline.com/i-vini/

    Partiamo dal più internazionale di tutti “An Costi” Piemonte Doc Chardonnay 2020
    Piemonte doc chardonnay An Costi Albugnano Alle Tre Colline
    Piemonte doc chardonnay An Costi Albugnano Alle Tre Colline

    La fermentazione che avviene in barrique e la successiva sosta sulle fecce nelle stesse barrique per 12 mesi offrono a questo vino un corredo olfattivo variegato che abbraccia frutti esotici, come la banana, ananas, pompelmo, cedro, fiori gialli, leggere erbette aromatiche e vaniglia. L’impatto in bocca offre una sensazione calorica percettibile e una sapidità decisa. Si chiude con un finale leggermente ammandorlato.

    E ora tuffiamoci nel mondo dei vitigni autoctoni: barbera, albarossa e nebbiolo accendiamo i riflettori su di voi!

    Barbera d’Asti DOCG 2020

    Il calice è impreziosito da un rosso rubino vivace. La freschezza della frutta rossa che spazia dal lampone, alle fragoline di bosco, alla ciliegia, la nota agrumata di arancia sanguinella con un eco di rosa e di mirto offrono un naso pulito e tipico di questo vitigno. Acidità schietta che spalleggia l’importante impatto calorico con tannini eleganti. Lunga chiusura con richiami fruttati.

    Piemonte Doc Albarossa 2019
    Albarossa DOC, Albugnano Piemonte Alle Tre Colline
    Albarossa DOC, Albugnano Piemonte Alle Tre Colline

    Prima di affrontare la degustazione due note su questo vitigno relativamente giovane. Nasce nel 1938 da un incrocio tra Nebbiolo e Barbera per volontà del Prof. Giovanni Dalmasso al fine di unire qualità e produttività. Solo più tardi negli anni Sessanta/Settanta gli studi ampelografici individuarono come progenitore, insieme alla Barbera, non tanto il Nebbiolo quanto lo Chatus (nebbiolo di Dronero).

    Rosso carminio vivace. Non lasciatevi incantare dalle note delicate di fragoline di bosco, mora, rosa e dal leggero finale amaricante di rabarbaro e di radice di liquirizia con echi di cipria, tabacco e caffè perché in bocca entra con prepotenza con un’alcolicità importante e un tannino che richiede ancora un po’ di affinamento in bottiglia. Saremmo curiosi di provare delle vecchie annate.

    Albugnano Doc 2020 (100% nebbiolo)

    Elegante veste carminia vivace che propone richiami di fragoline di bosco, lampone, melagrana con note di rosa e violetta. In chiusura refoli di pepe nero. Interessante l’impatto in bocca in cui freschezza e tannicità si sorreggono regalandoci un finale lungo, quasi cioccolatoso.

    Albugnano Doc Superiore “Va’Anait” 2018 (100% nebbiolo)
    Albugnano doc Superiore 549 Va’Anait Alle Tre Colline, Piemonte
    Albugnano doc Superiore 549 Va’Anait Alle Tre Colline, Piemonte

    È necessario spendere due parole sul nome che caratterizza questa etichetta in quanto richiama le parole che nonna Orsolina, al momento della vendemmia, indirizzava ai figli di Franco dicendo loro “Va’ Anait” (lett. “Datti una mossa”, “vai avanti”) perché anziché raccogliere l’uva pensavano a giocare tra i filari. Questa bottiglia rientra nella linea di produzione dell’associazione Albugnano 549 tanto che viene imbottigliata in un albeisa su cui è impresso il nome “Albugnano 549”.

    Veste carminia con riflessi aranciati. Il naso ci racconta di una ciliegia sottospirito e in confettura, di una confettura di lampone, di arancia essiccata. Accenni balsamici mentolati e richiami di pot pourri e cuoio completano elegantemente il quadro olfattivo. Decisa freschezza e tannino setoso caratterizzano la beva, offrendo, nel contempo, una chiusura persistente.

    Questo viaggio a Albugnano ci ha permesso di raccogliere una nuova identità del nebbiolo che in modo camaleontico sa trarre da ogni zona una sua peculiarità, non ci rimane che approfondire ulteriormente la conoscenza di questa realtà!

    Di Elsa Leandri

    Elsa Leandri autrice articolo: Albugnano Doc e uno dei suoi produttori: Alle Tre Colline,è sommelier, blogger, esperta vitivinicola
    Elsa Leandri autrice articolo: Albugnano Doc e uno dei suoi produttori: Alle Tre Colline,è sommelier, blogger, esperta vitivinicola

    Sito Cantina:

    http://www.alletrecolline.com/

    Versione Inglese: https://thesensesoffoodandwine.blogspot.com/2022/07/blog-post.html

    Partner Agenzia FoodnadWineAngels:

    https://www.foodandwineangels.com/

  • A Cascina delle Rose: oltre il Barbaresco Parte 1°

    A Cascina delle Rose: oltre il Barbaresco Parte 1°

    A CASCINA DELLE ROSE: oltre il Barbaresco Parte 1°

    DI ELSA LEANDRI

    Quattro zone:Barbaresco, Neive, Treiso e San Rocco Seno d’Elvio. Viene subito in mente il nebbiolo, che si esprime in questi territori con la sua eleganza e suadenza nel Barbaresco DOCG. E se “la regina delle uve nere” è sinonimo di Langhe, di Piemonte e fa sognare donne e uomini, italiani e stranieri, in realtà la sua coltivazione non è poi così tanto diffusa.

    Il cedro del Libano di La Morra nell'articolo A Cascina delle rose
    Il cedro del Libano di La Morra

    https://langhe.net/sight/cedro-del-libano/


    Sapete, invece, qual è il vitigno maggiormente prodotto in Piemonte? Andiamo a scoprirlo a Cascina delle Rose.

    Cascina delle rose Barbera D'Alba DOC Superiore 2016
    Cascina delle rose Barbera D’Alba DOC Superiore 2016 Donna Elena

    Cascina delle rose

    Cascina delle Rose è una piccola realtà vitivinicola con sede a Barbaresco, in provincia di Cuneo, di 5,5 ettari, di cui 4 a vigneto. L’acquisto di tale proprietà avvenne nel 1948 ad opera di Beatrice Rizzolio, ma furono Giovanna e Italo, che negli anni Novanta, decisero di commercializzare quei vini che venivano prodotti per uso familiare.

    Una sfida vincente che, oggi, vede coinvolti in cantina anche i figli Davide, in vigna e in cantina, e Riccardo, nella parte commerciale.

    Cascina delle rose Barbaresco
    Cascina delle rose Barbaresco

    I vigneti della cantina sono collocati principalmente nelle zone di Rio Sordo e di Tre Stelle, due delle 66 Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barbaresco.

    Territorio Barbaresco Cascina delle rose
    Territorio Barbaresco Cascina delle rose

    Il territorio, vocato in connubio con l’attenzione che viene dedicata, non solo in vigna, ma anche in tutti i processi produttivi, regala prodotti degni di nota e se ne trova riscontro nei vini di punta dell’azienda il Barbaresco Tre Stelle DOCG e il Barbaresco Rio Sordo DOCG, vini ai quali si dovrebbe dedicare uno specifico articolo.

    Cascina delle rose e la Barbera D'Alba 2016 Donna Elena

    Cascina delle rose e la Barbera D’Alba 2016 Donna Elena

    Oggi però andiamo alla scoperta del vitigno maggiormente coltivato in Piemonte: la barbera.

    La famiglia Rizzolio infatti non si dedica unicamente al nebbiolo ma una parte della loro produzione vede protagonista, oltre che il dolcetto, anche la barbera nelle due versioni Barbera d’Alba Doc e Barbera D’Alba Doc Superiore Donna Elena, vino dedicato a “Zia Elena”, la sorella di Giovanna.

    Quest’ultima è prodotta da una singola parcella della MGA Tre Stelle, in cui le terre sono magre con la presenza di marne argillo/calcaree affioranti in superficie, presupposti ottimali per produrre vini eleganti.

    Barbera d’Alba di Cascina delle Rose

    In degustazione la Barbera d’Alba Doc Superiore Donna Elena 2016 presenta un manto rubino vivace con riflessi granato, che ci indica che siamo di fronte a un vino con una certa evoluzione. I sentori tipici della barbera, lampone e mora, si esprimono sotto forma di confettura, mentre l’iris essiccato lascia spazio a leggere note balsamiche.

    In chiusura accenni eleganti di vaniglia e di cacao e, con l’ulteriore passare del tempo, l’impatto olfattivo si modifica spostandosi ancora di più sulle note terziarie e rivelando anche sentori di tabacco. Già da queste prime evidenze ci rendiamo conto che le aspettative dell’assaggio in bocca diventano molto alte.

    Cascina delle rose, Barbaresco, Barbera D'Alba
    Cascina delle rose, Barbaresco, Barbera D’Alba

    Se in generale la barbera è sinonimo di acidità, quest’aspetto si riscontra nitidamente in questo vino: la freschezza riesce a bilanciare, insieme alla sapidità, quella nota alcolica importante (15%) regalando in questo modo un sorso appagante e pieno, con un’elevata lunghezza in bocca.

    In abbinamento Spaghetti Senatore Cappelli di Carla Latini con polpettine di manzo e cinghiale in rosso con pesco di noci e basilico ai vini di Cascina delle rose
    In abbinamento Spaghetti Senatore Cappelli di Carla Latini con polpettine di manzo e cinghiale in rosso con pesco di noci e basilico, piatto eseguito da Carol Agostini

    La famiglia Rizzolio, con questa barbera che si distingue per la sua eleganza rimanendo fedele alla sua identità, ci dimostra che su un terroir elettivo per il nebbiolo si possono produrre anche grandi barbera e quindi possiamo concludere dicendo: oltre il Barbaresco, c’è la Barbera d’Alba!

    E ci tornano in mente le parole di Giosuè Carducci:

    Generosa Barbera.

    Bevendola ci pare

    d’essere soli in mare

    sfidanti una Bufera”.

    Di Elsa Leandri

    Elsa Leandri sommelier, blogger, esperta vitivinicola autrice articolo A Cascina delle Rose
    Elsa Leandri sommelier, blogger, esperta vitivinicola autrice articolo A Cascina delle Rose

    Versione inglese:

    https://thesensesoffoodandwine.blogspot.com

    Sito Cantina: https://www.cascinadellerose.it/

    Partner: https://www.foodandwineangels.com/

  • Flaminio Rosso 2019 Lazio Rosso IGT

    Flaminio Rosso 2019 Lazio Rosso IGT

    Flaminio Rosso 2019 Lazio Rosso IGT Az. Agricola Sanvitis

    di Piergiorgio Ercoli

     

    Flaminio Rosso 2019 Lazio Rosso IGT Az. Agricola Sanvitis, assaggiato come tutte le nostre recensioni vitivinicole partono dalla degustazione dei vini tramite una scheda tecnica di analisi organolettica creata appositamente da Carol Agostini.

     

    SanVitis, a San Vito Romanao (RM), è un progetto enoico nato dalla passione di tre amici, con lo scopo di valorizzare il Territorio Laziale (ricco di storia secolare e tradizioni), attraverso la vinificazione dei principali vitigni autoctoni, allevati con metodi di viticoltura naturale, quindi con un grande lavoro in vigna.

    Vini azienda SanVitis Lazio
    I vini degustati in Agenzia FoodandWineAngels e dall’autore articolo Piergiorgio Ercoli, sommerlier ed esperto vitivinicolo

    Da uve?

    Il Flaminio Rosso è un blend di cesanense (60%), petit verdot (20%) e cabernet sauvignon (20%).

    L’utilizzo dei vitigni internazionali, in questo caso, ha lo scopo di ammansire la natura prorompente del cesanese, donando rotondità.

    Le uve raccolte manualmente vengono selezionate ed avviate alla fermentazione in acciaio: macerazione e rimontaggio per un periodo di 10-12 giorni, malolattica svolta naturalmente in acciaio. Affinamento di 12 mesi, di cui i primi 6 in acciaio, il resto in botte grande.

    Le vinificazioni avvengono separatamente per poi assemblare le masse.

    Ulteriore riposo in bottiglia per sei mesi prima della commercializzazione.

    Ricetta in abbinamento eseguita da Carol Agostini

    ricetta carol con Flaminio SanVitis Lazio
    I Tortelli casarecci di Carol Agostini abbinati al Flaminio Bianco dell’azienda SanVitis Lazio
    abbinamento carol con Flaminio SanVitis Lazio
    Vini che raccontano un territorio tutto da scoprire, SanVitis Lazio, Flaminio Bianco, ricetta di Carol Agostini

    Analisi visiva

    Rosso rubino intenso, brillante. Sufficientemente trasparente e consistente.

    Analisi olfattiva

    Intenso e sufficientemente complesso. Sentori di frutti rossi maturi, ciliegia e prugna. Note selvatiche e vegetali. Toni di speziatura scura e balsamicità.

     

    ricetta di Carol Flaminio SanVitis Lazio
    Ricetta eseguita da Carol Agostini in abbinamento a Flaminio Bianco Azienda SanVitis Lazio

     

    abbinamento Flaminio Lazio SanVitis
    Flaminio Bianco abbinato ai nostri Tortelli di ricotta affumicata e spinaci con festo di mentuccia e basilico su letto di crema di formaggio Asiago dolce

    Analisi gusto-olfattiva

    Secco, moderatamente caldo, di buona morbidezza. Fresco, dal tannino non completamente maturo rilsascia sensazioni verdi ed aggressive. Equilibrio da raggiungere con ulteriore maturazione. Di buona struttura, con finale sapido e moderatamente persistente.

    Di Piergiorgio Ercoli

    Piergiorgio Ercoli autore articolo Flaminio Rosso 2019 Lazio Rosso IGT Az. Agricola Sanvitis
    Piergiorgio Ercoli autore articolo Flaminio Rosso 2019 Lazio Rosso IGT Az. Agricola Sanvitis

    http://www.assovini.it/italia/umbria/item/1331-cesanese-comune

    https://it.wikipedia.org/wiki/Petit_Verdot

    https://it.wikipedia.org/wiki/Cabernet_sauvignon

    Sito Cantina: https://sanvitis.it/it/

    Partner: https://www.foodandwineangels.com/

  • Cacao il Cibo degli Dei Parte 1°di Carol Agostini

    Cacao il Cibo degli Dei Parte 1°di Carol Agostini

    Cacao il Cibo degli Dei

    Cacao il cibo degli Dei ma non solo…amore, ricette, ingredienti, passione, viaggi sensoriali alla scoperta di questo intrigante prodotto

    Cacao cibo degli Dei ma non solo…

    Cacao il cibo degli Dei e cioccolatino fondente
    Cacao il cibo degli Dei e cioccolatino fondente senza colorante nè lucidi alimentari

    Da qualche anno a casa lavoro la massa del cacao, trasformandola in praline e cioccolatini, oppure torte e biscottini, da qui nasce la mia passione per questa pianta “TEOBROMA “.

    Con la mia famiglia abbiamo deciso di organizzare questo viaggio che mi porterà in un tour oltre Oceano, inizialmente lungo la “Ruta del cacao” nello stato del Tabasco, culla non solo degli Olmechi ma anche del cacao. È ad un’ora di macchina da Villahermiosa, nella città di Comalcalco, che si incontrano le haciendas cacaotera.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Tabasco_(stato)

    Fave di cacao, il cibo degli Dei
    Fave di cacao, il cibo degli Dei provenienti dal Vietnam

    Il cacao il cibo degli Dei dove lo troviamo?

    Il cacao gode di una storia millenaria, nasce in America Latina, appunto tra Messico, Panama e Perù.

    Ci sono molte produzioni di cacao nel mondo, tra Africa, Vietnam, Sud America e appunto il Messico.

    Piatto di degustazione masse in purezza di cacao cibo degli Dei
    Piatto di degustazione masse in purezza di cacao divenute cioccolata in massa

    Il cacao da dove nasce?

    Il cacao nasce da un fiorellino impollinato da insetti e formiche, diventa una cabossa ( immaginate di vedere una grande noce allungata), all’interno ci sono i semi che si chiamano fave, questi semi vengono messi ad essiccare circa 6 giorni, poi arrostiti e pestati, diventando polvere, amalgamata diventa pasta di cacao, grazie alla sua componente grassosa/olistica ( burro di cacao ).

    Fave di cacao essicate, massa grezza cacao, burro di cacao cibo degli Dei
    Fave di cacao essicate, massa grezza cacao, burro di cacao, le tre lavorazioni iniziali

    Cos’é il burro di cacao?Il burro di cacao è grasso estratto dai semi di cacao.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Theobroma_cacao

    Curiosità sul cibo degli Dei…il cacao

    Ho letto che veniva usato come moneta di scambio dai Maya e dagli Aztechi, usandolo anche come offerta per i morti, utilizzato come Cibo molto privilegiato dai Maya stessi, in quanto il consumo era riservato ai nobili e ai guerrieri.

    Veniva assunto in forma liquida, mischiandolo ad acqua e spezie, infatti il suo gusto era piccante e pepato, come la cioccolata che ieri sera ha accompagnato la mia cena.

    i cioccolatini di Carol da cacao Criollo cibo degli Dei
    I cioccolatini di Carol

    Aveva un fondamentale ruolo religioso oltre a quello sociale, “ cacau” significava “ riportare verso coloro che marciano, lavorano o coltivano” quindi per queste popolazioni sinonimo di denaro e moneta.

    Si dice che la coltivazione del cacao fosse abbinata a riti religiosi dei Maya, attraverso la divinità EK CHUAH.

    Cioccolatini da cacao Criollo il cibo degli Dei
    Cicciolatini fatti da Carol Agostini da fave di cacao Criollo dal Venezuela

    Il viaggio del cacao

    I primi a scoprire l’esistenza di questo prodotto nelle terre azteche furono gli spagnoli, subito dopo Cristoforo Colombo nel 1502.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Viaggi_di_Cristoforo_Colombo

    Invece il primo a portarlo concretamente in Europa è stato Cortes, che lo cominciò a coltivare appunto per esportarlo; fino il 1600 gli spagnoli avevano il monopolio del cacao in polvere in Europa.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Hern%C3%A1n_Cort%C3%A9s

    Inizialmente la gente credeva che fosse una potente medicina, benefico per la salute fisica e psichica.

    Fu esportato in tutta l’Europa, di uso e consumo delle classi nobili e benestanti.

    Praline da cacao Criollo il cibo degli Dei
    Praline da cacao Criollo il cibo degli Dei eseguite da Carol Agostini

    Praline di cacao di vario tipo eseguite da Carol Agostini, il cibo degli Dei e non solo…

    Chi amava e faceva uso di cacao? cibo degli Dei e non solo…Carlo Goldoni, Gabriele D’Annunzio, Giacomo Casanova

    Tra i consumatori ed estimatori del cacao, quindi della cioccolata in Italia ricordiamo Carlo Goldoni ( Veneziano, nato nel 1707, morto a Parigi nel 1793, scrittore e commediografo della Repubblica di Venezia ), il padre della commedia, scriveva testi anche in lingua veneta, e parlava spesso di cioccolata, una delle sua opere celebri che racconta di tazzine, zucchero e cucchiaini, cioccolatini e piattini ci portano ne “la bottega del caffè”.

    I cioccolatini di Carol da cacao Criollo il cibo degli Dei
    I cioccolatini di Carol da cacao Criollo il cibo degli Dei eseguiti da Carol Agostini

    Anche Gabriele D’annunzio scrittore, poeta, giornalista e militare della Prima Guerra Mondiale ( Luglio 1914 – Novembre 1918), ( Abruzzese, nato nel 1863, morto in Veneto nel 1938 ) amava la cioccolata, soprattutto il Dolce “ Parrozzo” tipico della sua terra lontana, un dolce semplice di uova, burro e mandorle con un sottile strato di cioccolato, che aveva per lui il sapore struggente della nostalgia per l’Abruzzo, a cui dedicò un sonetto ( è un breve componimento poetico, generalmente composto da 14 versi endecasillabi suddivisi in due quartine e in due terzine.


    Ricetta del Parrozzo Abruzzese https://blog.giallozafferano.it/studentiaifornelli/parrozzo-abruzzese/


    Tipico della letteratura italiana, strutturato su uno schema ritmico, cioè l’alternanza delle rime, può variare: a rime alterne ABAB o incrociate ABBA, mentre le terzine sono per lo più costruite su tre rime replicate CDE CDE, ma anche su due alternate CDC DCD)

    È tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce.


    https://lnx.spaghettitaliani.com/BlogCAdC.php?SL=carolagostini


    Cabossa di cacao Criollo dal VietnamCabossa di cacao Criollo dal Vietnam

    Quali sono altri effetti del cibo degli Dei…il cacao e il cioccolato?

    Il cioccolato è un anti – depressivo, un fortissimo antiossidante, contiene caffeina, feniletilamina e teobromina, che stimolano il cuore e il sistema nervoso, aiutando le persone ad essere più felici ed euforiche.

    I dessert di Carol con cioccolatino da cacao Criollo il cibo degli Dei
    I dessert di Carol con cioccolatino da cacao Criollo il cibo degli Dei eseguiti da Carol Agostini

    Il cacao aumenta i livelli di serotonina che è l’ormone del buon umore, formando endorfine prodotte dal cervello, utili a potenziare l’attività fisica e il senso di gratificazione e beatitudine, inoltre, aumenta la vasodilatazione ( è l’aumento del calibro dei vasi sanguigni, in particolare delle arterie, delle arteriose, delle vene più grandi ), migliorando il sistema cardiovascolare attraverso l’apporto di sangue e ossigeno a tutti i nostri organi, è un “antidolorifico” naturale, donando sensazioni di serenità e rilassatezza.


    https://carol-agostini.tumblr.com


    Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dal cervello dotate da una elevata attività eccitante e analgesica, in grado di dare un senso di benessere e una delle condizioni scatenanti la loro formazione è proprio l’attività fisica. Quando sono stanca e agitata, mangio sempre un pezzettino di cioccolato, anche se è un alimento molto calorico, perchè contiene proteine, lipidi, carboidrati, acqua, amido, ferro, calcio, fosforo e varie vitamine A, B1, B2 e B3.

    Alcuni studi che ho letto dicono che 100 grammi di cacao sviluppano 355 calorie.

    Panna cotta al cacao con lamponi e mentuccia
    Panna cotta al cacao con lamponi e mentuccia eseguita da Carol Agostini con cacao il cibo degli Dei

    Le calorie sono la quantità di energia di cui abbiamo bisogno giornalmente.

    https://carol-agostini.tumblr.com/

    I nutrizionisti? sostengono che gli sportivi va bene il fondente, perché ha una maggior concentrazione di cacao, Più cacao, più polifenoli ( antiossidanti naturali ), più salute, mentre gli altri cioccolati come quelli al latte sono troppo ricchi di altre sostanze, calorie e grassi, che vanificano gli effetti positivi” .

    Effetti del cacao il cibo degli Dei…

    cioccolatini di cacao Criollo il cibo degli Dei eseguiti da Carol Agostini
    Cioccolatini casarecci vari fatti da Carol a base di cacao Criollo cibo degli Dei da regalare

    I suoi effetti stimolanti si possono notare anche a livello muscolare dove favorisce un maggiore recupero, aumenta la resistenza alla fatica e migliora la concentrazione.

    I polifenoli contengono a loro volta i bioflavonoidi che sono molto importanti per i loro effetti benefici sul sistema cardiovascolare, sulla coagulazione del sangue e per la capacità di migliorare il sistema circolatorio.

     

    La mia vera trasgressione...il cacao cibo degli DeiLa mia vera trasgressione…il cacao cibo degli Dei

    Differenze tra cioccolato fondente e cioccolato al latte?

    Il cioccolato fondente ha un tenore di zuccheri inferiore al cioccolato al latte, mentre il cosiddetto cioccolato bianco non contiene cacao ma una miscela di burro di cacao, zuccheri e derivati del latte.

    Il cioccolato è quindi sinonimo di soddisfazione, ricompensa, piacere che lo sportivo si concede per compensare gli sforzi intensi dell’allenamento o per il rigore eccessivo del regime alimentare a cui è sottoposto, per cui a piccole dosi gli sportivi possono regalarsi un po’ di cioccolato possibilmente fondente.

    Amore, passione, cacao il cibo degli Dei, cioccolata, cioccolatini e torte al cioccolato sono la mia passione più segreta ed intima…

    Di Carol Agostini http://www.foodandwineangels.com

  • I viaggi sensoriali di Carol tra 20 ricette ed ingredienti

    I viaggi sensoriali di Carol tra 20 ricette ed ingredienti

    I viaggi sensoriali di Carol sono la base delle mie ricette, ingredienti e amore

    La mia gavetta nel mondo enogastronomico parte nel 1997, sono andata alla ricerca di informazioni sul cacao, elemento da me sempre amato.

    Proprio dall’esigenza di comprendere la sua composizione e suoi benefici ha avuto inizio il mio viaggio.

    Dopo qualche mese mi sono avvicinato al mondo vitivinicolo; mi sono formata e sono diventata un commissario enologico internazionale.

    Con il tempo è cresciuto il mio desiderio di conoscere nella propria essenza ogni singolo prodotto gastronomico che potrebbe accompagnare ogni sorso degustato.

    Con il passare del tempo sono diventata sommelier, chocholate taste tester, maestro Sun, e ho avuto l’onore di frequentare dei master impegnativi sulle tecniche di cottura degli alimenti, sulla micro-pasticceria, sulla cioccolateria artistica, sui sottovuoti, e tanto altro.

    I viaggi sensoriali di Carol...e il cacao
    I viaggi sensoriali di Carol…e il cacao Eccovi un cioccolatino che faccio in modo casareccio, senza coloranti alimentari nè lucidi

    Amo ricercare, analizzare e abbinare ingredienti, esplorare tecniche di rielaborazione della materia che prima seleziono e scelgo appositamente nei miei piatti, là dove tutto diventa colore, equilibrio e consistenze.

    Chef Carol in cucina...i viaggi sensoriali di Carol
    Chef Carol in cucina…i viaggi sensoriali di Carol Ingredienti e ricette

    Anni dopo anni…i viaggi sensoriali aumentano

    Passano gli anni e la mia curiosità è cresciuta sempre di più.

    Ho iniziato il mio percorso verso la programmazione neuro linguistica e verso il marketing, acquisendo una qualifica in marketing strategist e approfondendo sempre più il gusto italiano per quello che riguardano le mie competenze enogastronomiche.

    Sempre affamata di conoscenze, sempre pronta a ogni sfida, sento l’esigenza di vivere di emozioni, di continue prove tecniche, di assaggi, di viaggi.

    Colgo il bello in una pentola bruciata, vissuta da cotture veloci, da quelle lente, dagli ingredienti che spesso dimentico sul fuoco e l’odore di bruciato invade tutta la cucina.

    Ciò nonostante mi sento gratificata, perché ho avuto la possibilità di sperimentare e di sbagliare.

    Mi entusiasmo nel cercare soluzioni ai miei errori, ai calcoli sbagliati sulle dosi e ai tempi di cottura non precisi.

    Dai miei errori inizio a consolidare la mia abilità di esecuzione e di risoluzione.

    Imparo, sbaglio, correggo, insegno e scrivo, un nuovo viaggio, mediante la cucina asiatica che amo, quella sudamericana, la cucina medioevale, quella futurista che mi insegna ad apprezzare ogni consistenza e forma.

    A volte penso di compiere un viaggio senza fine, di quelli che hanno senso solo se vissuti direttamente e non attraverso le foto o i racconti altrui.

    Mi entusiasma sempre di più condividere i miei errori agli altri affinché questi non vengano ripetuti.

    Ed è proprio questo percorso come insegnante che mi porta a frequentare sempre di più ristoratori, chef, cucine.

    Amo lo Champagne...passione e amore nei viaggi sensoriali di Carol
    Amo lo Champagne…passione e amore nei viaggi sensoriali di Carol, lo degusto, lo desidero e lo abbino a molti ingredienti

    “Amo lo Champagne e il mio viaggio degli umami”

    Cresce la mia esperienza come selezionatrice, occupandomi di prodotti enogastronomici per mercati esteri e per importanti e-commerce di settore.

    Ne parlo ma anche ne scrivo e questo mi porta a collaborare costruttivamente con testate nazionali di settore. Non per ultima arriva la TV con alcune partecipazioni a trasmissioni televisive e, subito dopo, la radio con un mio format dal nome “Il viaggio degli Umami”, nel quale racconto le esperienze degustative in occasione di concorsi nazionali ed internazionali vinicoli.

    Ciò mi porta a curare personalmente masterclass e degustazioni guidate in occasioni di eventi fieristici del settore.

     

    Azienda Carpenedo nei viaggi sensoriali di Carol
    Azienda Carpenedo nei viaggi sensoriali di Carol con il suo ingrediente magico nel formaggio Blu61

     

     

     

     

     

    Per quello che riguarda le attività audio, porto avanti altri progetti in parallelo, ad esempio la rubrica “In viaggio con Carol” con la creazione di podcast enogastronomici, che raccontano realtà produttive e territori, con le visite e interviste ai produttori.

    In tutto questo strutturo squadre di collaboratori che mi seguono spesso in week end impegnativi, finalizzati al networking fra professionisti del settore.

    Ancora anni dopo anni…i viaggi con Carol vivono di amore e sensorialità

    La mia gavetta continua, non smetto mai di studiare, di aggiornare la mia conoscenza, i miei corsi diventano sempre più frequentati e le diverse Camere di Commercio mi ingaggiano per sviluppare progetti formativi.

    Cantine sociali mi chiedono progetti di sviluppo territoriale e di identità produttiva.

    Insomma, sfide su sfide, che accrescono la mia voglia di fare parte di questo mondo.

    Il libro Cena con Fattura D'Amore di Carol Agostini
    Il libro Cena con Fattura D’Amore di Carol Agostini

    Qualche anno fa sono stata contattata da una casa editrice che mi chiesto di scrivere un ricettario, proposta che si è di fatto trasformata in un libro sulla gastronomia sensoriale, “Cena con Fattura D’amore” pubblicato a fine ottobre 2021 da Ronca Editore si tratta di un libro che ripercorre sotto forma di romanzo la gastronomia sensoriale, dove i sensi la fanno da padrone in ogni nostra azione.

    La caratteristica di questo romanzo è proprio al componente di manuale e di crescita introspettiva personale per raggiungere lo scopo di stare bene attraverso la complicità dei sensi.

    Sono passati due mesi e siamo già alla seconda ristampa, un successo inaspettato per me.

    Scrivendo queste righe ho potuto guardare indietro il mio percorso con occhi diversi, con una consapevolezza totalmente priva di giudizio, anche se sento ancora il peso dei sacrifici e delle rinunce.

    Cena con Fattura D'Amore di Carol Agostini
    La copertina del libro con ricette, ingredienti, passione, vino, amore di Carol Agostini

    Sono soddisfatta di tutto il mio viaggio? Si, ma non è ancora finito, ci sono tante cose che devo ancora assaggiare, esplorare e conoscere.

    La scrittura mi permette di registrare nel mio cervello ogni sensazione, ogni emozione che ho vissuto ad ogni morso e a ogni sorso.

    Sono grata anche di questo, perché la ragazzina di vent’anni che approcciava questo mondo ora è una donna.

    FoodandWineAngels Agenzia di Carol Agostini
    FoodandWineAngels Agenzia di Carol Agostini di servizi nel mondo enogastronomico

    FoodandWineAngels?

    Ho fondato la mia agenzia si chiama “FoodandWineAngels”, unica agenzia in Italia in grado di applicare le più avanzate attività di marketing intelligence al settore dell’enogastronomia.http://www.foodandwineangels.com

    Ho una squadra di professionisti al mio fianco, facciamo valutazioni tecniche accurate di prodotti agroalimentari ed enologici, indagini di mercato basate sui più avanzati concetti di marketing intelligence, servizi di comunicazioni alle imprese e supporto alla vendita a livello di territorio nazionale e internazionale.

    Questi sono solo alcuni dei tanti servizi che espletiamo nel panorama enogastronomico italiano.

    Con lo staff di specialisti dell’agenzia garantiamo valutazioni approfondite organolettiche e degustative di prodotti, basandoci su schede tecniche di analisi che io stessa ho ideato e creato.

    Crediamo, così, di dare un grande supporto alla nostra rete vendita, attraverso anche servizi di comunicazione avanzata mediante i canali tradizionale e digitali (giornalistici e social).

    Insomma, sono molto orgogliosa di questa agenzia che prepara le basi per strategie commerciali avanzate e mirate, offrendo alle aziende-partner la soluzione dei numerosi problemi di vendita e di brand awareness che costituiscono oggi lo scoglio più arduo da superare nel settore enogastronomico.

    https://www.youtube.com/watch?v=zPePrGjQ2iY

     

    Libro sensoriale di Carol e le ricette
    Libro sensoriale di Carol e le ricette con tutti gli ingredienti e la storia nel settore enogastronomico

    In un mondo veramente complesso, fortemente concorrenziale, in cui la qualità e l’unicità dei prodotti deve essere evidenziata e portata alla luce nel modo più efficace.


    https://www.youtube.com/watch?v=XheqQHbv7To


    Il mio obiettivo è quello del mio staff è quello di diventare un punto di riferimento per produttori e distributori, un partner che consenta di massimizzare le vendite e la presenza sul mercato, ma anche e soprattutto offrire a quei produttori che ancora non dispongano di una visibilità accurata e di una presenza capillare sul mercato una soluzione ai loro problemi.

    “Il mio viaggio, quindi, ancora oggi, non ha una fine, ma solo mete da raggiungere”.

    Di Carol Agostini

  • Cena con Fattura D’Amore…il 1° libro di Carol Agostini

    Cena con Fattura D’Amore…il 1° libro di Carol Agostini

    Raccolta di ricette dal libro di Carol Agostini Cena con Fattura D’Amore

    Cena con Fattura D'amore...il primo libro di Carol Agostini dove regna l'amore e le ricette
    Cena con Fattura D’amore…il primo libro di Carol Agostini

    L’amore e la passione travolgono il cuore e la mente e questa è una storia di sensi.

    Cornelia è alla ricerca dell’amore, ma soltanto dopo un intenso percorso di confronto e di crescita riuscirà a esprimere la propria personalità anche attraverso ricette e piatti speciali che accendono la passione.

    Due uomini entrano nella sua vita, quale sceglierà? Riuscirà poi a conquistarlo seducendolo con la sua cucina? L’intreccio tra cibo e passione è per lei fondamentale, ma è anche una fonte di energia vitale e di comunicazione con il prossimo.

    Carol Agostini e il libro di amore e ricette 2021
    Carol Agostini e il libro con tanto amore ve lo presento

    A fine libro Cena con Fattura D’Amore trovate le ricette

    Infine, le venti semplici ricette proposte in coda al libro serviranno da guida per accendere i sensi e per aprire nuovi orizzonti nel mondo della seduzione.

    Questa è la trama che racconta la storia, ma è una storia che racchiuse in forma romanzata la Gastronomia sensoriale, quella dottrina nata molti secoli fa ad opera dei nostri avi, che ha un ruolo molto importante ma spesso non ci facciamo caso, quanto un percorso di crescita introspettiva, dove il rapporto con noi stessi, anima e consapevolezza sono fonte di energia come il cibo e vino, come l’accettazione e l’amore.

    Modena Champagne Experience e il libro di Carol Agostini di amore e ricette 2021
    Modena Champagne Experience e il libro di Carol Agostini Con Amore ho portato il mio libro a questa magnifica manifestazione

    Se iniziate a farci caso molti piatti particolarmente elaborati, con ingredienti selezionati creano sensazione di benessere nell’immediato, basta solo guardarli per sentire vibrazioni positive.

    Senso, sensazione, cibo e vino

    Il potere di stimolare ogni nostro senso e sensazione derivante dal cibo e vino diventa molte volte la soluzione a problemi di carattere amoroso, senza rendercene conto a tavola consumando un determinato cibo rispetto ad un altro, la nostra apertura e predisposizione di accoglienza verso i problemi e verso l’altra persona sfumano in gesti più naturali e meno arrabbiati.

    Luigi Cremona e il libro Cena con Fattura D'Amore
    Luigi Cremona e il libro Cena con Fattura D’Amore Dove Amore, Passione e cibo fanno da padroni
    Dove si può acquistare il libro Cena con Fattura D’amore di Carol Agostini?

    Il libro può essere ordinabile in qualsiasi libreria oppure acquistato online in molti siti: Ronca Editore, Giunti, Mondadori Store, Feltrinelli, Libraccio etc.


    Recensioni varie su Google digitando il titolo del libro o autrice.

    https://www.ilforchettiere.it/libri-ricette-ed-eros-nella-cena-con-fattura-damore-di-carol-agostini/

    https://www.youtube.com/watch?v=zPePrGjQ2iY

    http://simpatico-melograno.it/?p=6139

    https://www.vinoperpassione.com/cena-con-fattura-amore/

     


    Per acquisti online:

    https://www.roncaeditore.it/site/index.php/varia/39-cena-con-fattura-d-amore

    https://www.mondadoristore.it/libri/Carol-Agostini/aut04526608/

    https://www.amazon.it/fattura-damore-complicit%C3%A0-perfetta-romantica/dp/8875460477

    Redazione