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  • Progetto Roma DOCet 2023, attività e il grande lavoro del Consorzio

    Progetto Roma DOCet 2023, attività e il grande lavoro del Consorzio

    Progetto Roma DOCet 2023, le attività e il grande lavoro del Consorzio

    Di Cristina Santini

    Progetto Roma DOCet 2023, attività e lavoro del Consorzio, La Roma Doc, foto di Cristina Santini
    Progetto Roma DOCet 2023, attività e lavoro del Consorzio, La Roma Doc, foto di Cristina Santini

    Roma DOCet è un progetto ad ampio respiro che segue percorsi paralleli e fortemente collegati tra loro, azioni che non si esauriranno nei prossimi mesi ma che proseguiranno mettendo al centro dell’attenzione temi come promozione, turismo, business, ma anche formazione, attenzione per la sostenibilità, rapporti con i media attraverso iniziative culturali, promozionali e b2b, avendo come punto di riferimento la Capitale.

    La cena con la Stampa presso il Palazzo delle Esposizioni, Roma DOCet, foto di Cristina Santini
    La cena con la Stampa presso il Palazzo delle Esposizioni, Roma DOCet, foto di Cristina Santini

    Presentato il 27 aprile alla Stampa e agli Addetti del settore alla presenza dei numerosi Produttori del Lazio nella bellissima cornice del ristorante all’interno del Palazzo Esposizioni, il progetto mette al centro delle operazioni Roma, una città che offre tante opportunità, eccellenze e una ristorazione in continua crescita e questo è un vantaggio che va sfruttato al meglio.

    Da sx il Presidente del Consorzio Tullio Galassini, Stefano Carboni dell’Agenzia Mg Logos Roma, Rossella Macchia General Manager di Poggio Le Volpi e Vice Presidente del Consorzio, Alessandro Onorato Assessore al Turismo di Roma, Roma DOCet, foto di Cristina Santini
    Da sx il Presidente del Consorzio Tullio Galassini, Stefano Carboni dell’Agenzia Mg Logos Roma, Rossella Macchia General Manager di Poggio Le Volpi e Vice Presidente del Consorzio, Alessandro Onorato Assessore al Turismo di Roma, Roma DOCet, foto di Cristina Santini

    Diversi appuntamenti caratterizzano il 2023, messi a punto dal Consorzio di Tutela Vini Roma DOC, a cominciare dal primo incontro accademico con gli studenti avvenuto in una sede prestigiosa come l’Aula Moscati dell’Università di Roma Tor Vergata, Macroarea di Lettere e Filosofia. Nella tavola rotonda “Dalla Roma Caput Vini alla Roma DOC”, un viaggio attraverso i millenni, è emerso il ruolo fondamentale che il vino ha sempre avuto nella storia di Roma.

    In questa occasione, il Consorzio ha provato a raccontare il vino ai giovani approfondendo tematiche storiche, sociali e culturali allo scopo di promuovere un consumo basato sulla conoscenza.

    “La missione principale di un Consorzio – ha sottolineato Tullio Galassini, Presidente Consorzio Roma DOCè quella di promuovere le etichette del proprio territorio, effettuare dei controlli, operare nella comunicazione. Ma quando si porta in giro un nome come Roma, viene spontaneo muoversi anche su altri sentieri.

    Quello dell’educazione e della narrazione del vino come trait d’union tra storia, cultura e sociale, rappresenta per tutti noi un quid plus irrinunciabile. La partnership con Tor Vergata ci consente di avere un contatto diretto con i giovani, cosa che riteniamo fondamentale per il nostro progetto Roma DOCet. Un progetto che si svilupperà nei prossimi anni e per il quale sappiamo di poter contare sulla necessaria collaborazione delle istituzioni”.

    Vinitaly 2023, Roma DOCet, foto di Cristina Santini
    Vinitaly 2023, Roma DOCet, foto di Cristina Santini

    Il progetto si muove su più fronti e finora ha visto la partecipazione del Consorzio e delle aziende consortili alle più importanti manifestazioni di settore, anche fuori dai confini regionali, in Italia e all’Estero. Dopo il successo del Merano Wine Festival è stata la volta del Prowein di Dusseldorf con risultati importanti da parte della stampa estera che prima non si avevano, ma anche del Vinitaly dove c’è stata molta attenzione al territorio e del Vitignoitalia a Napoli.

    Vitignoitalia Napoli 2023, Roma DOCet, foto di Cristina Santini
    Vitignoitalia Napoli 2023, Roma DOCet, foto di Cristina Santini

    Il 5 giugno si è tenuto un incontro fondamentale con il Trade romano ospitato sulla terrazza all’ultimo piano del Rome Marriott Grand Hotel Flora di Via Veneto con una vista unica sulla Città Eterna. Anche qui risultati ottimali che hanno visto la presenza di 78 esercizi commerciali registrati tra ristoranti ed enoteche.

    Roma Marriot Grand Hotel Flora, Roma DOCet, foto di Cristina Santini
    Roma Marriot Grand Hotel Flora, Roma DOCet, foto di Cristina Santini

    Ma indispensabile è stata anche la presenza su Roma. Infatti si sono appena conclusi il Vinòforum e Hortus Vini di Roma, due eventi che hanno avuto consenso di pubblico e fatto conoscere le tante cantine appartenenti al progetto con etichette esemplari legate alla storia di Roma tra bianchi, rosati e rossi.

    Hortus Vini di Luca Maroni, foto di Cristina Santini
    Hortus Vini di Luca Maroni, foto di Cristina Santini

    Sempre durante i mesi di maggio e giugno il Consorzio ha organizzato una serie di press tour permettendo alla stampa di settore di approfondire la conoscenza sulle diverse aree che caratterizzano il territorio della denominazione, un grande areale fatto di terra vulcanica che a seconda delle colate laviche più recenti o più antiche, delle altitudini o della distanza dal grande cratere dona ai vini la specificità e peculiarità territoriale.

    La Denominazione Roma Doc (2011) e il suo Consorzio (2018) sono molto giovani, un impegno partito con un gruppo di dieci aziende giunto ad oggi ad una realtà associativa di 54 viticoltori, con le migliori intenzioni, la forza e la volontà di portare avanti programmi ben distinti intenti a promuovere e valorizzare il territorio, al riconoscimento della qualità, alla comunicazione e all’internazionalizzazione.

    I vini che si fregiano di tale Denominazione nascono all’interno dell’area geografica della Regione Lazio che si estende su una superficie di circa 28.000 ettari e comprende i territori litoranei, la Sabina romana, i Colli Albani, i Colli Prenestini e parte della Campagna romana in Provincia di Roma.

    I confini della Roma Doc, immagine da sito
    I confini della Roma Doc, immagine da sito

    La ricchezza è nel suo suolo che risale al Quaternario, il periodo geologico più recente, quello in cui viviamo ancora oggi, caratterizzato da due principali unità geologiche: la prima, quella delle aree pianeggianti della valle del Tevere e dell’Aniene dove si trovano sedimenti marini costituiti da un substrato di sedimenti alluvionali; la seconda, quella interna determinata dalle eruzioni del Vulcano laziale, dove i terreni sono composti da vari tipi di tufo a cui si sono sovrapposti ceneri e lapilli depositati in strati di notevole spessore e cementati in misura diversa.

    L’area dei Castelli Romani si estende in forma circolare attorno all’antico apparato vulcanico dei Colli Albani, attivo fino a diecimila anni fa. La zona ha interessato tre diverse fasi intervallate da periodi di calma generando la formazione di laghi che oggi occupano il fondo dei crateri offrendo paesaggi sorprendenti. Ad esempio nella prima fase l’accumulo delle lave arrivate fino alle future porte di Roma e la successiva sedimentazione di scorie formò un cono largo 60 km. Nelle fasi successive l’attività intensa generò altre bocche laterali culminando in forti e numerose esplosioni freatiche.

    Il Lago di Albano, foto di Cristina Santini
    Il Lago di Albano, foto di Cristina Santini

    Per cui la scelta del versante del vulcano, la distanza da esso e l’altitudine che può arrivare a 600 metri slm., costituiscono fattori importanti che influenzano ogni tipologia di etichetta e per tale motivo un unico vitigno, come ad esempio la Malvasia del Lazio detta Puntinata, genera diversi vini e tutti peculiari a suo modo.

    Ma gli autoctoni laziali che sono idonei alla produzione dei bianchi sono anche Bellone, Bombino bianco, Trebbiano Verde, Trebbiano Giallo e il Greco bianco. Sia la Malvasia che il Bellone nascono anche in purezza ma da disciplinare la prima è obbligatoria per almeno il 50% e il secondo in uvaggio per il 35%.
    Per i rossi abbiamo il Montepulciano che viene utilizzato in blend minimo al 50% con Cesanese comune, Cesanese di Affile, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah da soli o congiuntamente per almeno il 35%.

    Sei Tour con la Stampa italiana ed estera, Roma DOCet, immagine locandina
    Sei Tour con la Stampa italiana ed estera, Roma DOCet, immagine locandina

    “Roma ha un cuore divino” rappresenta la mappa dei 6 itinerari organizzati per la stampa italiana ed estera che ha coinvolto parte delle aziende appartenenti al Consorzio che hanno saputo raccontare con tanta energia la propria storia, dando ospitalità, aprendo le porte della propria cantina e concedendoci il privilegio di assaggiare non solo le etichette della Roma Doc ma anche qualche altra referenza a dimostrazione della qualità raggiunta in questi ultimi anni con impegno e dedizione.

    Attimi di degustazione di Roma DOCet, foto di Cristina Santini
    Attimi di degustazione di Roma DOCet, foto di Cristina Santini

    Vi racconteremo, in maniera più dettagliata, nei prossimi articoli i quattro Tour ai quali abbiamo partecipato: il primo TOUR DA FRASCATI AI MONTI PRENESTINI con Fontana Candida, Poggio Le Volpi, Principe Pallavicini e Vinicola Federici; il secondo TOUR SUL BORDO DEL VULCANO con il Gotto D’Oro, Cantine San Marco e Cantina Gaffino; il terzo TOUR CISTERNENSENETTUNO con Cantina Amena, Tenimenti Leone, La Giannettola e Casa Divina Provvidenza; il quarto TOUR MARINOAGRO ROMANO con Terre del Veio e Cantina Castello Torreinpietra.

    Cristina Santini Sommelier, winewriter, esperta vitivinicola
    Cristina Santini Sommelier, winewriter, esperta vitivinicola

    Siti Partners: https://www.foodandwineangels.com/ https://carol-agostini.tumblr.com/

    Sito Consorzio: http://www.vinidocroma.it/

  • Beviamoci Sud 2023 tra recupero e valorizzazioni autoctoni

    Beviamoci Sud 2023 tra recupero e valorizzazioni autoctoni

    BEVIAMOCI SUD 2023 Consorzi: il recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni

    Di Cristina Santini

    Il Grand Hotel Palatino di Roma ha ospitato con grande successo a maggio la quinta edizione di Beviamoci Sud 2023, organizzata da Marco Cum di Riserva Grande, in collaborazione con Andrea Petrini di Percorsi di Vino e con il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, dedicata da sempre alla promozione delle aziende vitivinicole del Meridione e con la partecipazione di una piccola delegazione di vignaioli del territorio laziale.

    Beviamoci Sud 2023 tra recupero e valorizzazioni autoctoni, foto di Cristina Santini
    Beviamoci Sud 2023 tra recupero e valorizzazioni autoctoni, foto di Cristina Santini

    Manifestazione quest’anno non solo rivolta al consueto pubblico di appassionati, ma volta a consolidare ed incrementare la presenza dei professionisti della stampa, dell’Horeca e dei mediatori commerciali di settore.

    Alcuni visitatori in degustazione all'evento Beviamoci Sud Roma, foto di Cristina Santini
    Alcuni visitatori in degustazione all’evento Beviamoci Sud Roma, foto di Cristina Santini

    Il grande vantaggio per noi in quel periodo è stata la novità rispetto all’edizione precedente della giornata di lunedì 8 maggio dedicata esclusivamente alla stampa e agli operatori di settore permettendoci di approfondire meglio le referenze esposte ai Consorzi e di partecipare a due fasi importanti dell’evento: la prima riservata alla consegna del premio per “Eccellenze di Beviamoci Sud 2023” per le etichette di maggior pregio selezionate da una giuria tecnica di livello; la seconda riservata all’assegnazione del riconoscimento “Ambasciatori di Beviamoci Sud 2023” agli esercizi che maggiormente valorizzano il tessuto vitivinicolo del Sud Italia.

    Sono stati premiati ben 50 esercizi provenienti dalle più importanti regioni del Meridione e del Lazio (Elenchi completi delle Eccellenze e degli Ambasciatori designati per l’edizione 2023 ai link:

    LE ECCELLENZE https://www.beviamocisudroma.it/le-eccellenze-di-beviamoci-sud/
    GLI AMBASCIATORI https://www.beviamocisudroma.it/gli-ambasciatori-di-beviamoci-sud/

    Premitati all'evento Beviamoci Sud Roma 2023, foto di Cristina Santini
    Premitati all’evento Beviamoci Sud Roma 2023, foto di Cristina Santini

    Ma torniamo a parlare di alcuni degli assaggi della giornata che ci ha visto impegnati con i Consorzi e con gli amici Produttori del Lazio presenti, Vigna – Vignaioli Gajardi nel Lazio, un progetto di unione pensato e ideato lo scorso anno che coinvolge un gruppo di sei giovani vignaioli, alcuni forieri di un passato vitivinicolo già esistente, altri con nuove idee nate da pochi anni, sicuramente uniti per far emergere un territorio che ha tanto da dire a livello enologico.

    Un’unica grande forza per garantire qualità e unicità di vini prodotti attraverso vitigni, interpretazioni, terroir differenti. Parliamo di Cantina Raparelli e Vin Viandante di Lanuvio, Cantine il Moro di San Vito Romano, Gianmarco Iachetti di Cisterna di Latina, Tenuta Iacoangeli di Genzano di Roma e il Quadrifoglio di Doganella di Ninfa (LT).

    Vigna - Vignaioli Gajardi nel Lazio, evento Beviamoci Sud Roma 2023, foto di Cristina Santini
    Vigna – Vignaioli Gajardi nel Lazio, evento Beviamoci Sud Roma 2023, foto di Cristina Santini

    Vitica – Il Consorzio di Tutela dei vini di Caserta ,nato nel 2004, è stato il primo consorzio ad essere riconosciuto in Campania e le denominazioni che ne fanno parte sono Falerno del Massico, Aversa e Galluccio Doc, Roccamonfina e Terre del Volturno Igt.

    Al banco d’assaggio ci ha accolto Maria Ida Avallone, una grande Donna del Vino alla guida della cantina Villa Matilde Avallone che ci ha raccontato l’Azienda e il suo vino, il Falerno del Massico Dop Collecastrese 2021, una Falanghina dalla spiccata personalità e finezza, proveniente da un terreno ai piedi dell’antico vulcano di Roccamonfina, ricco di cenere e pomice scura, che fermenta e sosta sui lieviti sia in anfora sia in acciaio.

    Maria Ida Avallone della Cantina Villa Matilde Avallone, foto di Cristina Santini a Beviamoci Sud Roma 2023
    Maria Ida Avallone della Cantina Villa Matilde Avallone, foto di Cristina Santini a Beviamoci Sud Roma 2023

    Il percorso prosegue su un altro vitigno autoctono molto raro, la coda di pecora “Sheep Terre del Volturno Igt” (non coda di volpe e in fase di riconoscimento ufficiale dal Ministero), che solo Il Verro coltiva, recuperato dalla sua certa estinzione, dalle origini antichissime risalenti alla Magna Grecia. Vinificato in purezza è un trionfo di profumi di primavera e una gioia per il palato.

    Per non parlare dell’Asprinio di Aversa de I Borboni, nome dato al popolo meridionale che visse l’epoca d’oro del sud Italia, sia spumantizzato sia fermo che non delude mai. Viti di età compresa tra i 50 e i 350 anni, maritate agli olmi o ai pioppi che superano i 20 metri di altezza (si dice che i Borboni usassero queste barriere di viti per difendersi dai nemici) coltivate su un terreno di genesi vulcanica e salvate dall’estinzione grazie alla Famiglia Numeroso con il riconoscimento prima della Igt e poi nel 1993 della Doc Asprinio di Aversa.

    Non per ultimo il Falerno del Massico Dop Mille880 bio 2021, un vino sapido che si lascia bere con eleganza, proveniente dalle aree vitate dell’Ager Falernus dell’Azienda Bianchini Rossetti, che in epoca romana veniva trasportato in anfore di terracotta sigillate e certificate per riconoscere la provenienza autentica e inviate via mare in tutte le località del mondo conosciuto fino a quale momento.

    Alcuni vini degustati da Cristina Santini all'evento Beviamoci Sud
    Alcuni vini degustati da Cristina Santini all’evento Beviamoci Sud

    Vesuvio – Consorzio di Tutela Vini Vesuvio Dop e Pompeiano Igp
    Territorio dalle antiche tradizioni vitivinicole attraversato da storie millenarie di popoli colonizzatori e miti leggendari tant’è che si narra che un pezzo di Paradiso precipitò nel Golfo di Napoli quando Lucifero fu cacciato. Cristo, addolorato per la perdita di colui che era stato l’angelo più buono, pianse. Là dove caddero le sue lacrime, nacquero delle viti il cui vino si chiamò appunto Lacryma Christi.

    La degustazione parte proprio dal Lacryma Christi bianco superiore Doc 2021 (100% Caprettone) della Cantina del Vesuvio Russo Family dal 1930, un vino morbido, piacevole, dalla potente sapidità le cui uve sono allevate in biologico sulle falde del vulcano su un suolo lavico, scuro e poroso. In passato ha rischiato l’estinzione ed è stato confuso spesso con la Coda di Volpe, ma dopo il censimento del dopoguerra e con le nuove generazioni è stata data molta più attenzione ai vitigni autoctoni. Successivamente con gli studi effettuati dall’Università Federico II di Napoli in raccordo con la Regione Campania si è dimostrata la differente genetica delle due varietà.

    Come anche il secondo calice di Caprettone Doc 2021 Aryete di Casa Setaro che fermenta e affina in anfora e tonneaux di rovere offrendo un’esplosione di note di ginestra e cedro legate a nuance balsamiche accompagnate da una perfetta vena acida che regala un sorso ampio e lungo.

    Altri vini degustati da Cristina Santini evento Beviamoci Sud 2023
    Altri vini degustati da Cristina Santini evento Beviamoci Sud 2023

    Senza tralasciare il Lacryma Christi bianco superiore Doc 2021 di Cantine Villa Regina, un vino armonico dai profumi delicati di mimosa e pesca e dalla beva fresca e piena di vitalità e il Pompeiano bianco Igt 2022 di Bosco de’ Medici POMPEII da Caprettone macerato e fermentano in anfora che sprigiona al naso sentori di frutta a polpa bianca e flora vesuviana che si accompagnano a note iodate. Ottimo equilibrio tra acidità e sapidità.
    Per concludere con il Lacrima Nero Doc 2021 di Cantine Olivella prodotto da uve Piedirosso, Aglianico ed Olivella, ricco di frutta rossa come ciliegia e frutti di bosco, dal sorso ampio di spiccata freschezza e mineralità, ricco di energia e dai tannini sottili.

    Lacrima Nero Doc 2021 di Cantine Olivella, foto di Cristina Santini evento Beviamoci Sud
    Cantine Olivella, foto di Cristina Santini evento Beviamoci Sud

    Consorzio di Tutela Vini ETNA DOC
    Nel 2022 si è concluso il lungo e minuzioso lavoro – che andrà a modificare poi il Disciplinare – di identificazione dei confini e della posizione esatta delle 133 Contrade, legalmente equiparate a Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), presenti all’interno del territorio di produzione dell’Etna DOC, riportandole all’interno di una vera e propria mappa predisposta dal Consorzio.
    L’identificazione delle contrade sino ad oggi si basava sull’interpretazione di vecchie carte catastali, mai aggiornate e limiti territoriali che oggi non esistono più, anche a causa della continua attività eruttiva dell’Etna.

    Questo rappresenta il primo tassello di un progetto di studio ancor più articolato del territorio etneo con tante differenze che si esprimono non solo all’interno dei diversi versanti del vulcano ma anche nelle tante Contrade a partire dalle diverse stratificazioni delle colate laviche e dall’esposizione dei vigneti. Tutti fattori che rendono ogni Contrada peculiare all’interno dell’areale etneo in grado di donare sfumature differenti ai vini.

    Un ulteriore passaggio sarà il futuro lavoro di zonazione che il Consorzio sta predisponendo insieme all’Università di Catania e all’Università degli Studi di Milano-Bicocca che permetterà di interpretare tutte le variabili presenti all’interno delle Contrade in modo dettagliato, sulla base delle differenze che ci sono tra suoli, altitudini, microclimi.

    Consorzio Tutela Vini Etna Doc, alcune cantine presenti all'evento Beviamoci Sud, foto di Cristina Santini
    Consorzio Tutela Vini Etna Doc, alcune cantine presenti all’evento Beviamoci Sud, foto di Cristina Santini

    La prima ad accoglierci al banco consortile è Michela Luca dell’Azienda Agricola Fischetti di Castiglione di Sicilia CT che ci fa emozionare con una verticale di “Muscamento” Etna Rosso Doc 2015-2014-2012 , blend di uve a piede franco di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio prodotte da alberelli centenari a 650 mt. slm. e affinato in botti grandi di rovere.

    La 2015 di grande eleganza, figlia di un’identità vulcanica importante, sposa la frutta rossa, i fiori secchi avvolti da note balsamiche fresche per un palato memorabile.
    La 2014 si apre su toni più profondi, speziati, di frutta rossa matura con una struttura imponente, tannini scalpitanti e una beva lunga e vigorosa.
    Infine la 2012, dalla profonda seduzione, è il ricordo di tante cose, coinvolge come le parole del film Troy “E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora, questo momento non tornerà…”

    Cantine di Nessuno
    Viti centenarie tra conetti vulcanici spenti che contemplano un grande sforzo, quello eroico, del versante etneo sud est dove si trova la Contrada Monte Ilice con pendenze che superano il 60%, senza muretti, ad un’altitudine che varia dai 700 ai 900 mt slm. Una produzione “fuori dall’ordinario”, limitata, preziosa, autentica che regala percezioni sensoriali straordinarie.

    Assaggiamo due rossi sorprendenti come il “Milice Doc 2017 Etna Rosso”, il Cru le cui uve di Nerello Mascalese provengono dal Monte Ilice, affinato in tonneau di rovere.
    La sensazione ammaliante di fragoline, ribes, prugna matura accompagna il delicato manto di foglie fresche unite a percezioni balsamiche d’eucalipto, cuoio, tabacco e vaniglia. Un palato dinamico, dai tannini nobili, avvolto da una ricca mineralità vulcanica.

    Il “Nuddu Doc 2017 Etna Rosso” da uve Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, affinato in botti in castagno, mostra la sua eleganza in tutte le fibre, piacevole per i suoi aromi di frutta rossa, spezie e goudron, dal sorso pieno e possente dal tannino dolce e vellutato. Invita alla seconda beva.

    Cantine di Nessuno, foto di Cristina Santini evento Beviamoci Sud 2023
    Cantine di Nessuno, foto di Cristina Santini evento Beviamoci Sud 2023

    Consorzio di Tutela Tintilia del Molise
    Di recente costituzione è il risultato di una sinergia volta alla promozione di uno dei simboli identitari della viticoltura molisana, la Tintilia, vitigno presente in questi luoghi già dal 1700, parente di nessuno, ma che dopo il 1960, ha avuto un drastico arresto in ragione di una politica di espansione della produzione vitivinicola locale che ne ha finanziato l’espianto perchè geneticamente poco produttivo, a favore di varietà internazionali più produttive. Grazie poi ad agronomi, produttori e al Dipartimento di Scienze Forestali dell’UNIMOL, gli è stata riconosciuta la sua originaria dignità di grande autoctono salvandolo dall’estinzione.

    Ecco alcune delle cantine presenti che abbiamo degustato:

    Consorzio di Tutela Tintilia del Molise, foto di Cristina Santini evento beviamoci Sud 2023
    Consorzio di Tutela Tintilia del Molise, foto di Cristina Santini evento beviamoci Sud 2023

    Tenimenti Grieco “200 metri Doc 2021” un vino affinato in acciaio dall’identità salmastra coltivato sull’alta collina baciata dal sole che guarda il mare, ricco di profumi fragranti di ciliegia, prugna ed erbe aromatiche e dal sorso morbido e fresco con un gradevole ritorno di speziatura.

    La Cantina di Remo “Uvanera Doc 2020”
    Nell’entroterra, a Ferrazzano, c’è un borgo in pietra bianca arroccato che sovrasta Campobasso e da questa collina a 600 mt di altitudine si coltiva la Tintilia Uvanera, lavorata con lunghi affinamenti tra acciaio e bottiglia. La forza di un vino ammaliato dalla frutta rossa e dalla liquirizia, dalla beva vibrante, dinamica che lascia spazio ad un tannino leggero e setoso.

    La Cantina di Remo “Uvanera Doc 2020”, foto di Cristina Santini Beviamoci Sud Roma 2023
    La Cantina di Remo “Uvanera Doc 2020”, foto di Cristina Santini Beviamoci Sud Roma 2023

    Cantine Salvatore “Rutilia Doc 2018
    Sulle rigogliose colline del Basso Molise, a Ururi, nasce il Rutilia su un terreno ricco di scheletro e un clima tipicamente mediterraneto. Il calice offre una fragranza complessa e avvolgente di frutti rossi come la ciliegia e la marasca ma anche quella leggera nota speziata di noce moscata e pepe nero, che poi ritroviamo ampiamente al palato. Ricco e coinvolgente.

    Per chiudere l’intensa giornata abbiamo conosciuto il Gran Fornaio 2020 di Genzano di Roma, grande punto di riferimento per la panificazione di tutto il Lazio.
    Il pane, come ogni altro alimento, è estremamente leggero grazie alle farine di ottima qualità. Lui è Marco Bocchini, fornaio di quarta generazione, sempre alla costante ricerca della giusta lavorazione per la qualità e la salute.

    Gran Fornaio 2020 di Genzano di Roma, foto di Cristina Santini
    Gran Fornaio 2020 di Genzano di Roma, foto di Cristina Santini

    La scelta del grano è alla base del suo lavoro ed è tutto un equilibrio tra spezie e farine quasi tutte macinate a pietra. Presso il suo forno si possono trovare una molteplicità di materie prime d’eccellenza: dal pane di Genzano Igp a quello integrale, semintengrale, pane nero, pani speziati come alla curcuma e pepe nero, pani proteici per diete vegane e vegetariane, pizze, dolci e biscotti di tutti i tipi.
    Il profumo del pane appena sfornato non si scorda mai ed è parte integrante della tavolozza dei profumi della nostra vita.

    Attimi degustativi culinari, foto di Cristina Santini
    Attimi degustativi culinari, foto di Cristina Santini
    Cristina Santini Sommelier, winewriter, esperta vitivinicola
    Cristina Santini Sommelier, winewriter, esperta vitivinicola

    Sito evento: https://www.beviamocisudroma.it/

    Siti partners: https://carol-agostini.tumblr.com/ https://www.foodandwineangels.com/

  • Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti

    Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti

    Un viaggio sensoriale in uno dei borghi più belli d’Italia

    Di Adriano Guerri

    Nei giorni 26, 27 e 28 maggio 2023, nel suggestivo borgo di Castellina in Chianti si è svolta la 25°edizione di Pentecoste. Tre giorni dedicati a degustazioni di Chianti Classico dell’areale di Castellina in Chianti.

     

    Locandina evento: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti
    Locandina evento: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti

     

    Dietro ai banchi d’assaggio v’erano produttori, lieti di presentarci le loro etichette e far conoscere le loro aziende.  In degustazione varie tipologie di vino, quali bianco, rosato, Chianti Classico, sia annata, che riserva e gran selezione,  non sono mancati alcuni Supertuscan.

    La Rocca di Castellina in Chianti, Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri
    La Rocca di Castellina in Chianti, Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri

    L’evento si è svolto lungo il camminamento medievale sotto le Volte del Borgo. I banchi d’assaggio allestiti in questa via hanno garantito temperature di servizio dei vini ideali e un riparo in caso di pioggia, fenomeno che da qualche settimana ogni pomeriggio puntualmente si verifica.

    Questa edizione  è stata arricchita dalla  partecipazione  di alcune etichette di produttori di altre UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) del Chianti Classico, con vari banchi d’assaggio.

    L’evento ha visto la partecipazione di molti enoappassionati ed enoturisti che in questo periodo popolano il Chianti,  ma anche di molti esperti di vino.

    Il primo giorno è stato aperto con una cena di gala e in abbinamento le varie tipologie di Chianti Classico con svariate annate. Ha avuto luogo una masterclass organizzata e guidata dal noto giornalista e scrittore Armando Castagno. Mio malgrado, non ho partecipato a nessuna delle due interessanti iniziative,  ho comunque partecipato la domenica e mi sono cimentato in un percorso sensoriale   presentandomi al banco d’assaggio di vari produttori, anche se non di tutti.

    Camminamento sotto alle Volte di Castellina in Chianti. Ph Gentian Maloku
    Camminamento sotto alle Volte di Castellina in Chianti. Ph Gentian Maloku

    Castellina in Chianti è uno dei comuni più antichi ove viene prodotto questo singolare vino, già nel 1716 il Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici in un bando fissava i confini della zona di produzione del Chianti e Castellina rientrava in questa sorta di Doc ante litteram. Gli alti due comuni erano Gaiole e Radda, mentre invece le altre zone erano Carmignano, Pomino e Val d’Arno di Sopra. Nel 2003 è nata l’Associazione Viticoltori di Castellina in Chianti per dare impulso a questo straordinario territorio.  Oggi vanta 39 soci.

    Alcuni assaggi :

    Chianti Classico 2020 Pomona – Sangiovese in purezza – Rosso rubino intenso e trasparente, al naso sprigiona sentori di marasca, iris, rosa, mora e lampone uniti a note di liquirizia e spezie,  al palato ti colpisce per la sua elegante e  piacevole beva, coerente e persistente.

    Sito di riferimento: https://fattoriapomona.it/it

    Chianti Classico 2020 Pomona, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri
    Chianti Classico 2020 Pomona, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri

    Chianti Classico 2021 Castellare di Castellina Sangiovese 95% e Canaiolo 5% – Rosso rubino vivace , al naso emana sentori di violetta,  ciliegia, rabarbaro,  liquirizia e vaniglia, al palato è pieno ed appagante, un vino ben fatto.

    Sito di riferimento: https://www.castellare.it/it/castellare-di-castellina

    Chianti Classico 2021 Castellare di Castellina, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri
    Chianti Classico 2021 Castellare di Castellina, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri

    Chianti Classico Riserva 2019 Castello La Leccia Sangiovese e un piccolo saldo di Malvasia Nera – Rosso rubino intenso, al naso rimanda sentori di prugna, violaciocca, mirtillo,  spezie e sottili note balsamiche, al palato è vibrante,   avvolgente,  leggiadro e durevole.

    Sito di riferimento: https://www.castellolaleccia.com/en

    Chianti Classico Riserva 2019 Castello La Leccia, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri
    Chianti Classico Riserva 2019 Castello La Leccia, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri

    Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Capannino 2019 Bibbiano – Ottenuto con un particolare clone di Sangiovese – Rosso rubino con riflessi che virano sul granato, al naso libera una cascata di piacevoli sensazioni, prugna, sottobosco, liquirizia, cacao, cannella con nuances balsamiche, al palato ti colpisce per i suoi tannini poderosi ma setosi, pieno ed appagante, sapido e dotato di una buona avvolgenza e lunga persistenza aromatica.

    Sito di riferimento: https://www.bibbiano.com/

    Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Capannino 2019 Bibbiano, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri
    Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Capannino 2019 Bibbiano, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri

    Concerto Toscana Igt 2020 Castello di Fonterutoli Sangiovese 80% e Cabernet Sauvignon 20% – Rosso rubino intenso e consistente , al naso rivela raffinati sentori di sottobosco , mora, mirtillo, prugna, arricchito da note di spezie dolci, al palato è ricco e succoso, dotato di una setosa trama tannica e sorretto da una buona spalla fresca con un finale sorprendentemente lungo.

    Sito di riferimento: https://mazzei.it/

    Concerto Toscana Igt 2020 Castello di Fonterutoli, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri
    Concerto Toscana Igt 2020 Castello di Fonterutoli, articolo: Pentecoste 25° edizione nel borgo di Castellina in Chianti, foto di Adriano Guerri
    Adriano Guerri, sommelier professionista, wine critic e blogger freelance
    Adriano Guerri, sommelier professionista, wine critic e blogger freelance

    Sito Blog autore: https://cloudwine9.com/

    Siti partners: https://carol-agostini.tumblr.com/ https://www.foodandwineangels.com/

    Sito evento: https://www.comune.castellina.si.it/it-it/appuntamenti/pentecoste-a-castellina-in-chianti-68727-1-c651932f45762883726d38ce9b2b45f9

     

     

  • Monastero dei Frati Bianchi, le nuove annate dalla 2021

    Monastero dei Frati Bianchi, le nuove annate dalla 2021

    I vitigni rari del Monastero dei Frati Bianchi. Presentate alla stampa le nuove annate

    Redazione – Carol Agostini

    La società agricola a sede a Fivizzano (MS), dal 2004 è impegnata nel recupero e valorizzazione dei vitigni storici di questo angolo di Toscana.

    Pranzo degustazione Monastero dei Frati Bianchi, alcune immagini, foto da comunicato stampa
    Pranzo degustazione Monastero dei Frati Bianchi, alcune immagini, foto da comunicato stampa

    Sono state presentate ieri nel corso di un evento di degustazione press l’Osteria Pratellino a Firenze, le nuove annate dei vini del Monastero dei Frati Bianchi (MS), l’azienda nata nella primavera del 2004 grazie a Giorgio Tazzara che intravide la possibilità di ristrutturare i suoi vigneti e impiantarne di nuovi recuperando le antiche terre che erano già possedimenti dell’antico Monastero. Dal 2019, con l’entrata in società della famiglia Bernardini, iniziano le opere di ampliamento dei vigneti: dopo “Monte dei Bianchi”, nasce il vigneto “La Rocca.

    Monastero dei Frati Bianchi, le nuove annate dalla 2021, alcune foto da comunicato stampa
    Monastero dei Frati Bianchi, le nuove annate dalla 2021, alcune foto da comunicato stampa

    La società agricola Monastero dei Frati Bianchi è situata nella parte più settentrionale della Toscana, la Lunigiana è circondata dall’Appennino Tosco-Emiliano, le Alpi Apuane ed il Mar Tirreno. 7 ettari vitati inseriti in una terra aspra e selvaggia, con vallate e colline soleggiate su cui poggiano antichi borghi di rara bellezza. Uno di questi è sicuramente Monte dei Bianchi che a 400 m di altitudine domina l’intera Valle del Lucido.

    I vitigni rari del Monastero dei Frati Bianchi. Presentate alla stampa le nuove annate, foto da comunicato stampa
    I vitigni rari del Monastero dei Frati Bianchi. Presentate alla stampa le nuove annate, foto da comunicato stampa

    La formazione di queste colline deriva dai fondi degli antichi oceani, dove rocce magmatiche nel corso dei millenni sono state ricoperte da depositi marini, argille abissali e calcari marnosi. L’innalzamento delle catene montuose ha fatto affiorare in superficie queste terre e dato origine all’attuale composizione geologica del terreno dove l’Alberese ed il Galestro si presentano in grande abbondanza.

    Le infiltrazioni di acqua nei millenni hanno disgregato queste rocce rendendole materia viva, liberando quei sali minerali, traccia distintiva di questo territorio, che rappresentano la vera identità del Monastero dei Frati Bianchi. Le viti nel cercare la profondità trovano questi minerali nascosti, che nutrendo la pianta, ne addomesticano i frutti e quindi il vino dove risuona l’eco della sua origine.

    Il clima è caratterizzato da due periodi ben definiti: uno autunnale-primaverile durante il quale le precipitazioni sono abbondanti e uno estivo con intervalli anche prolungati di assenza di precipitazioni con una conseguente ed opportuna tensione idrica alle vigne.

    Monastero dei Frati Bianchi, foto da comunicato stampa
    Monastero dei Frati Bianchi, foto da comunicato stampa

    I VIGNETI

    La splendida posizione collinare con esposizione a Sud Ovest permette un forte irraggiamento solare su tutto il podere; inoltre, grazie all’altitudine e alla vicinanza delle montagne, il clima è spesso fresco, ventilato ed asciutto.

    L’abbondante presenza di Galestro ed Alberese ne fanno tra i tipi di terreno più vocati alla viticoltura. Grazie alla tessitura ricca di scheletro sono molto drenanti, asciugano in fretta e consentono alla vite di concentrare il frutto.

    Tra i vitigni internazionali, abbiamo scelto il Syrah ed il Merlot, ma più recentemente abbiamo investito nella valorizzazione di vitigni autoctoni come la Barsagliana e la Pollera. I nuovi impianti al Podere “La Rocca“ sono infatti dedicati interamente a Barsaglina e Pollera.

    • LA POLLERA

    Cenni storici sulla viticoltura indicano la presenza del Pollera nel comprensorio Lunigianese già prima del 1800. La Pollera si presenta con grappoli serrati di medie dimensioni che talvolta possono avere un’ala. Le bucce sono sottili, gli acini di media grandezza e quando raggiungono la loro maturazione, assumono sfumature che variano tra il rosa ed il viola. Il vino si caratterizza per l’eleganza dei profumi. Al palato la buona struttura è affiancata da tannini setosi e buona acidità che ne sospingono lo sviluppo gustativo verticale nel finale persistente.

    • LA BARSAGLINA

    La Barsaglina è un vitigno autoctono della provincia di Massa e Carrara, dove fin dalle prime ricerche ampelografiche, se ne riscontra la presenza. Per decenni lo si ritrova coltivato quasi esclusivamente nei dintorni del capoluogo, dove il vino ottenuto è da sempre chiamato la Massaretta. Le uve si presentano con un grappolo di media grandezza alato, con acidi medio – piccoli e spargoli dai colori che variano nelle tonalità del rosso rubino. Il vino, al naso, risulta complesso, con profumi intensi. Al palato, ha grande corpo e struttura. La buona acidità e l’importante componente tannica gli donano grande profondità gustativa e longevità.

    Monastero dei Frati Bianchi, vini in degustazione, foto da comunicato stampa
    Monastero dei Frati Bianchi, vini in degustazione, foto da comunicato stampa

    MONASTERO FRATI BIANCHI

    Il primo Monastero risale al VII secolo d.c. e fu edificato per volere di Ato, figlio di Egenio il Longobardo, il quale donò parte dei suoi possedimenti a Padre Fratellus e lo incaricò di costruirvi un centro di culto.

    Alcuni secoli dopo, nel 1106, Papa Pasquale II inviò in questi luoghi il monaco benedettino Bernardo degli Uberti per incontrare i discendenti di Rodolfo da Casola e dei Bosoni della Verrucola. Questi dopo aver ascoltato le suppliche delle due famiglie, decise di far edificare un nuovo Monastero sulle fondamenta del precedente e di dedicarlo a San Michele annettendolo al dominio della potente Abazia di Canossa.

    A gestirne le attività furono chiamati i frati canonici regolari, detti anche Frati Bianchi per il colore del loro saio ed anche per una certa etica morale ben diversa dalla corruzione diffusa negli ambienti monastici del tempo.

    Monastero dei Frati Bianchi, foto da comunicato stampa
    Monastero dei Frati Bianchi, foto da comunicato stampa

    LA FAMIGLIA D’HERBERIA

    In seguito, il Monastero ed il borgo che vi si formò intorno vennero ereditati dalla famiglia D’Herberia originaria di Rubiera di Modena. Qui la famiglia spostò il centro amministrativo delle proprie attività, conservando come centro religioso e sepolcro gentilizio il Cenobio di San Michele.

    La vita del Monastero si protrasse fino al 1500 circa quando l’avvento dei Malaspina in Lunigiana segnò profondi cambiamenti tra cui l’acquisizione dei possedimenti della famiglia D’Herberia. La Parrocchia del Monte dei Bianchi rimase il punto di riferimento ecclesiastico della zona.

    TRADIZIONE E IDENTITÀ LOCALE

    Le colture tipiche dei luoghi collinari divennero ben presto simbolo e tradizione del luogo. Nei secoli i vari parroci che hanno prestato la loro opera spirituale e guidato la comunità locale si sono anche impegnati nelle attività agricole con l’ausilio di mezzadri e contadini.

    I vini prodotti e degustati

    Margine 2021

    UVE: Vermentino 50% | Albarola 20% | Durella 20% | Chardonnay 10%
    ALTITUDINE : 200/250 m s.l.m.
    ESPOSIZIONE: Sud-Ovest
    ETÀ: 20 anni
    RACCOLTA UVE: 2°/3° decade di Settembre

    RESA PER ETTARO: 80q

    BOTTIGLIE PRODOTTE: 3000

    MATURAZIONE: 9 MESI IN VASCA DI ACCIAIO E 6 MESI IN BOTTIGLIA, da vitigni locali Albarola e Durella e varietà internazionali Vermentino e Chardonny , nasce quello che al momento e l’ unico vino bianco dell’ azienda e raggruppa tutte le uve che coltiviamo .Leggermente macerativo (sulle bucce per 3giorni) con naso territoriale e minerale con frutti gialli, ed erbe aromatiche, in bocca è sapido, piacevole  e dotato di una buona struttura che lo rende adatto a molti piatti dal aperitivo al pesce e dagli antipasti alle carni bianche.

    Barsarè 2020

    UVE: Barsaglina 100% vitigno autoctono della provincia di Massa Carrara

    ZONA PRODUZIONE: Monte dei Bianchi , Lunigiana.

    ALTITUDINE : 350/400 m s.l.m.

    SUOLO: Galestro-Alberese

    ESPOSIZIONE: Est | Sud-Est
    ETÀ: 15-18 anni

    RESA PER ETTARO : 60 q circa

    RACCOLTA UVE: 3° decade di Settembre

    MATURAZIONE : 15 MESI IN TONNEAU e 12 MESI IN BOTTIGLIA

    BOTTIGLIE PRODOTTE: 2000

    DESCRIZIONE :Dai profumi ricorda il territorio con sentori di piccoli frutti scuri, spezie balsamiche  e un abbraccio minerale. Al gusto ha un tannino presente ma di buona maturazione e ottima profondità gustativa. Adatto a primi piatti importanti, carni e cacciagione, formaggi stagionati.

    Pòlleo 2020

    UVE: Pollera 100% varietà autoctona della Lunigiana
    ESPOSIZIONE: Est | Sud-Est

    ETÀ: 15-16 anni

    RACCOLTA UVE: 2°/3° decade di Settembre

    RESA PER ETTARO: 70q

    BOTTIGLIE PRODOTTE: 2000

    MATURAZIONE : 15 MESI IN TONNEAU, varietà storica della Lunigiana che si contraddistingue per trama fine ed elegante. ll profumo e molto identitario con ricordi che spaziano dal minerale ai piccoli frutti rossi e bacche di ginepro. Bocca di eleganza,  freschezza e lunghezza gustativa con tannini morbidi e setosi, si incontra con i piatti che hanno nella delicatezza le propri caratteristiche portanti , un pesce saporito le carni bianche i piatti della tradizione contadina , le verdure ripiene le torte d’ erbi i formaggi freschi o semi stagionati e il panigaccio della Lunigiana

    Deir 2018

    UVE: Syrah 60% | Merlot 40%
    ESPOSIZIONE: Est | Sud-Est
    ETÀ: 16-17 anni
    RACCOLTA UVE: 3° decade di Settembre / 1° decade di Ottobre

    RESA PER ETTARO: 50q

    BOTTIGLIE PRODOTTE: 5000

    MATURAZIONE : 15 mesi in Barrique e Tonneaux, dalla selezione delle migliori uve di Syrah e Merlot nasce il vino Deir . Naso di grande espressività con ciliegia, pepe nero, spezie ed erbe officinali. Al gusto ha una struttura importante e al contempo piacevolezza gustativa, i tannini sono maturi e donano una beva di grande pienezza e persistenza. Adatto a piatti di buona struttura , i primi piatti le carni i formaggi purché vi sia complessità di aromi.

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  • Barolo Serralunga d’Alba renaissance 2019 sul mercato

    Barolo Serralunga d’Alba renaissance 2019 sul mercato

    Disponibile sul mercato ufficialmente da oggi, il Barolo Serralunga d’Alba Renaissance 2019, il Barolo della Fiducia, la cui anteprima è stata svelata a settembre dello scorso anno.

    Redazione – Carol Agostini

    Dopo il successo della prima edizione del progetto Renaissance di Fontanafredda, con il Barolo Serralunga d’Alba 2018, presentato il 21 marzo 2022, oggi l’uscita ufficiale sul mercato della seconda edizione. Con una dedica speciale alle nuove generazioni, il Barolo della Fiducia, annata 2019, è il secondo di una collezione di 10 sentimenti che nella storia della civiltà hanno dato origine alle rinascite collettive, narrato e disegnato grazie al contributo di grandi scrittori e illustratori italiani.

    Il vino più iconico di Fontanafredda, strumento del Rinascimento Verde, vuole risvegliare lo spirito critico di chi lo beve con lo scopo di costruire una nuova umanità fatta di nuovi valori incentrata sul rispetto per le persone.

    Barolo Serralunga d'Alba renaissance 2019 sul mercato, foto da comunicato stampa
    Barolo Serralunga d’Alba renaissance 2019 sul mercato, foto da comunicato stampa

    A un anno dal lancio della prima edizione del Barolo Serralunga d’Alba Renaissance, il Barolo della Speranza, Fontanafredda, produttore dei grandi vini delle Langhe con 120 ettari di vigneti certificati a BIOLOGICO che circondano il primo Villaggio Narrante d’Italia, annuncia l’uscita ufficiale sul mercato della seconda edizione, il Barolo della Fiducia, annata 2019.

    È con il progetto Renaissance che Fontanafredda ha rinnovato, a 30 anni dalla nascita, il suo vino più iconico, arricchendolo di profondi valori culturali e artistici. Presentato a marzo dello scorso anno, il Barolo della Speranza ha inaugurato la collezione chiamata a raccontare i 10 sentimenti che nella storia della civiltà hanno dato origine alle rinascite collettive e ha visto il contributo del pluripremiato scrittore contemporaneo Marco Missiroli e della giovane illustratrice e pittrice piemontese riconosciuta a livello internazionale Elisa Talentino.

    Disponibile sul mercato ufficialmente da oggi, il Barolo Serralunga d’Alba Renaissance 2019, il Barolo della Fiducia, la cui anteprima è stata svelata a settembre dello scorso anno, foto da comunicato stampa
    Disponibile sul mercato ufficialmente da oggi, il Barolo Serralunga d’Alba Renaissance 2019, il Barolo della Fiducia, la cui anteprima è stata svelata a settembre dello scorso anno, foto da comunicato stampa

    Grazie al successo ottenuto, Fontanafredda ha deciso di presentare in anteprima la seconda edizione nell’autunno 2022, dando la possibilità agli appassionati di pre-ordinare online e in anteprima il Barolo della Fiducia 2019, seconda annata del Barolo Serralunga d’Alba Renaissance. Oggi, finalmente, il lancio ufficiale sul mercato.

    Il Libro: La fiducia nei desideri, e l’illustratore romano Andrea Calisi, foto da comunicato stampa, Barolo Serralunga d'Alba
    Il Libro: La fiducia nei desideri, e l’illustratore romano Andrea Calisi, foto da comunicato stampa, Barolo Serralunga d’Alba

    I curatori del racconto sulla fiducia, con la prefazione di Oscar Farinetti sono la scrittrice e poetessa biellese Silvia Avallone, Premio Campiello, con la monografia dal titolo: La fiducia nei desideri, e l’illustratore romano Andrea Calisi che rappresenta la fiducia con la sua opera dal titolo “il filo della reciprocità” dove una donna e il suo alter ego sono unite da un filo, simbolo della fiducia in sé e negli altri.

    Il progetto “Barolo Serralunga d’Alba Renaissance, parole «illustri» per una nuova umanitàvuole fare della prima menzione comunale al mondo di un Barolo, riconosciuta dalla critica nazionale e internazionale, il simbolo del Rinascimento Verde, lo strumento che vuole mettere la Terra al centro dell’uomo, con il grande obiettivo di dare vita così a una grande comunità mondiale costruita sulla fiducia negli altri. Dove Il rispetto per la Terra diventa anche rispetto per le Persone. Il Barolo del Comune di Serralunga d’Alba Renaissance è un vino anche biologico, frutto di una storia che resiste da 165 anni e che oggi, con fiducia nel presente, guarda con coraggio al futuro.

    Barolo Serralunga d'Alba renaissance 2019 sul mercato, foto da comunicato stampa
    Barolo Serralunga d’Alba renaissance 2019 sul mercato, foto da comunicato stampa

    Dichiarazioni:

    Oscar Farinetti:
    «Bisogna avvicinare la gente alla cultura e se un prodotto, come il vino, lo arricchisci di valori immateriali quali i sentimenti, accompagni la gente a “consumare” consapevolmente e in maniera sostenibile. Con Renaissance siamo partiti dalla speranza, il primo sentimento che si prova quando si pensa al futuro. Oggi proseguiamo con la fiducia, fondamentale per poter costruire il futuro, il prossimo sarà il coraggio per andare avanti e così via».

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    Set libro e latta Barolo Serralunga 2019 Renaissance da 750ml e 1500ml Bio, foto da comunicato stampa
    Set libro e latta Barolo Serralunga 2019 Renaissance da 750ml e 1500ml Bio, foto da comunicato stampa

    Degustazione del vino

    Il Barolo Serralunga d’Alba Renaissance 2019 è un vino dai sentori floreali intriganti che lasciano spazio a un secondo naso complesso ed elegante. In bocca è setoso, ma al tempo stesso teso, avvolgente e vibrante, con un tannino energico che esprime la grande potenzialità di invecchiamento. Dopo 30 mesi in botte di rovere e 6 mesi in cemento, il vino è pronto per essere imbottigliato: la scelta della chiusura innovativa e sostenibile  SÜBR, primo tappo micro-naturale al mondo privo di poliuretano e senza difetti olfattivi della gamma di Vinventions (brand che ha tra i suoi Ambassador il primo Master of Wine italiano Gabriele Gorelli) garantisce la conservazione della freschezza del vino e un ottimale affinamento in cantina grazie a un ingresso di ossigeno controllato.

    La seconda edizione del Barolo Serralunga d’Alba Renaissance è da oggi disponibile sul sito ufficiale di Fontanafredda, alla seguente pagina: https://www.fontanafredda.it/barolo-renaissance/ .

    Da comunicato stampa

    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer

    Sito cantina: https://www.fontanafredda.it

    Sito ufficio stampa: https://www.smstudiopr.it/it/pr-communication.html

    Siti partners: https://carol-agostini.tumblr.com/ https://www.foodandwineangels.com/

  • Cantine Aperte 2023 a Baglio di Pianetto, assaggi e cultura

    Cantine Aperte 2023 a Baglio di Pianetto, assaggi e cultura

    Altra avventura degustativa a Baglio di Pianetto

    Redazione – Carol Agostini

    Una giornata en plein air nella cantina di Santa Cristina Gela alle porte di Palermo con visite in cantina, masterclass, degustazioni di vino, cibo e musica live.

    Cantine Aperte 2023 a Baglio di Pianetto, assaggi e cultura, locandina da comunicato stampa
    Cantine Aperte 2023 a Baglio di Pianetto, assaggi e cultura, locandina da comunicato stampa

    Mancano pochi giorni all’evento di primavera più amato dai winelovers e sarà di nuovo festa ed allegria a Baglio di Pianetto, per Cantine Aperte – l’appuntamento nazionale organizzato dal Movimento del Turismo del Vino, che inaugura la stagione enoturistica.

    La data da segnare in agenda per tutti gli amanti del vino è domenica 28 maggio, dalle 10 alle 18, quando saranno aperte le porte della Tenuta Pianetto e della cantina di Santa Cristina Gela, a pochi chilometri da Palermo.

    Attimi degustativi di cantine aperte edizioni passate, foto da comunicato stampa
    Attimi degustativi di cantine aperte edizioni passate, foto da comunicato stampa

    Una domenica in campagna da trascorrere immersi nella natura: visite della cantina e degustazioni di una vasta selezione delle etichette aziendali saranno gli ingredienti di una festa dedicata al vino e al cibo della tradizione locale.

    Per partecipare a Cantine Aperte è necessaria la prenotazione sul sito www.bagliodipianetto.it.

    Le visite prenderanno il via a partire dalle 10:00 del mattino, con turni di mezz’ora. Si inizia dal punto di accoglienza posto all’ingresso della cantina da dove gli ospiti potranno ammirare i vigneti coltivati in regime di agricoltura biologica percorrendo il viale che li condurrà all’area di conferimento delle uve.

    A questo punto gli enoturisti si troveranno nel punto più alto della cantina e potranno scoprire i segreti e i vantaggi qualitativi del processo di conferimento e vinificazione in verticale. Subito dopo si andrà verso il cuore della dell’area produttiva per essere accolti nell’atmosfera della barricaia proprio lì dove il vino viene custodito in botti di rovere nell’attesa di raggiungere l’affinamento perfetto.

    Quercia vigneti Santa Cristina Gela, Baglio di Pianetto, Cantine Aperte 2023, foto da comunicato stampa
    Quercia vigneti Santa Cristina Gela, Baglio di Pianetto, Cantine Aperte 2023, foto da comunicato stampa

    Visto il successo della scorsa edizione nel corso della giornata gli enologi dell’azienda guideranno i winelovers alla scoperta dei vini Baglio di Pianetto e delle loro declinazioni sorprendenti attraverso due Masterclass: “Le quattro espressioni dell’Insolia Baglio di Pianetto”, in programma alle ore 11 e “Gli autoctoni di Sicilia: declinazioni di Grillo e Nero d’Avola” , in programma alle ore 12.15. entrambe con posti limitati.

    AI banchi di assaggio, invece, saranno serviti una selezione dei vini delle collezioni Baglio di Pianetto: dai Monovarietali Bio, sino ai Classici & Innovativi Bio e alla novità del 2023: il Murriali Frizzante. Ma l’esperienza sensoriale si aprirà anche alle chicche: la Riserva Viafrancia Bianco 2021 e il Moscato di Noto Ra’is Essenza 2016.

    Tenuta Baglio di Pianetto con le sue vigne, Cantine Aperte 2023, foto da comunicato stampa
    Tenuta Baglio di Pianetto con le sue vigne, Cantine Aperte 2023, foto da comunicato stampa

    Le degustazioni saranno integrate da assaggi di eccellenze gastronomiche dello street food palermitano, a cura dello chef Giovanni Rizzo, con tutte le sue declinazioni salate e dolci: dai paninetti con le panelle e la milza sino alle arancine per concludersi con il Cannolo di Santa Cristina Gela del premiato Bar Biscari. Inoltre tutta la giornata sarà scandita dalla musica dal vivo di Daniel Sax e del Dj palermitano Marco La Licata.

    Per partecipare all’evento è necessario acquistare il biglietto d’ingesso online.

    Ticket di ingresso: da 34 € + 5 € cauzione calice.

    Info, costi e prenotazione su www.bagliodipianetto.it

    Da comunicato stampa

    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer

    Sito cantina: https://bagliodipianetto.it/

    Sito ufficio stampa: https://www.fruitecom.it/

    Siti partners: https://www.foodandwineangels.com/ https://carol-agostini.tumblr.com/

  • Doc Maremma Toscana, il vermentino superiore dal 2023

    Doc Maremma Toscana, il vermentino superiore dal 2023

    DOC MAREMMA TOSCANA: IL VERMENTINO DIVENTA SUPERIORE

    Redazione – Carol Agostini

    Si è concretizzata la volontà del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana di andare a posizionare a un livello sempre più alto una delle punte di diamante della Denominazione

    Dopo un lungo lavoro da parte del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana da ieri è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto di modifica del Disciplinare di produzione della DOC con l’inserimento della menzione Superiore per la tipologia Vermentino.

    Francesco Mazzei presidente Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, foto da comunicato stampa
    Francesco Mazzei presidente Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, foto da comunicato stampa

    “È stato un percorso molto impegnativo ma finalmente siamo giunti all’obiettivo che ci eravamo prefissati per poter alzare ulteriormente l’asticella della cifra qualitativa e del posizionamento della tipologia Vermentino”, spiega Francesco Mazzei presidente del Consorzio che, fin dall’inizio del suo primo mandato, ha creduto fortemente nell’esigenza di dare ai produttori l’opportunità di proporre Vermentini più complessi e maturi giustamente valorizzati anche in etichetta.

    Doc Maremma Toscana e il vermentino superiore dal 2023, foto di federico Giussani, Vermentino Grand Prix 2020
    Doc Maremma Toscana e il vermentino superiore dal 2023, foto di federico Giussani, Vermentino Grand Prix 2020

    “I trend di mercato ci confermano ogni giorno l’apprezzamento per la personalità e per la qualità dei nostri Vermentini non solo per quelli freschi e di facile beva, ma anche per le versioni più importanti con processi di vinificazione complessi e periodi di affinamento più lunghi;

    il Vermentino a livello di complessità e longevità può essere concepito come un grande rosso e la Maremma ha una vocazione straordinaria per questo vitigno nelle sue molteplici espressioni”, aggiunge Mazzei sottolineando che “con un mercato mondiale sempre più attento e curioso per i grandi bianchi, ci auguriamo che presto un numero significativo di aziende della nostra Denominazione inseriscano nella loro gamma il Vermentino Superiore.”

    La tipologia Vermentino Superiore potrà essere utilizzata già dalla vendemmia 2021, se in linea con i requisiti previsti dal disciplinare di produzione. Il Vermentino Superiore deve provenire per almeno il 95% da uve Vermentino, la produzione massima di uva/ettaro è ridotta a 9 tonnellate, l’immissione al consumo deve avvenire a partire dal 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia.

    Doc maremma Toscana zona Preselle, foto da comunicato stampa
    Doc maremma Toscana zona Preselle, foto da comunicato stampa

    “La menzione Superiore attribuita alla tipologia Vermentino sancisce una qualifica importante per questa varietà che negli ultimi anni è cresciuta in Maremma in maniera costante tanto che oggi rappresenta il primo vitigno a bacca bianca nella provincia di Grosseto con quasi 940 ettari di superficie vitata”, spiega il Direttore del Consorzio Luca Pollini.

    Il territorio Doc Maremma Toscana, foto da comunicato stampa
    Il territorio Doc Maremma Toscana, foto da comunicato stampa

    La previsione è che – già dalle prossime settimane – si assisterà alla commercializzazione del Vermentino Superiore Annata 2021 da parte di diversi produttori pronti sul nastro di partenza per questo nuovo importante traguardo per la Denominazione.

    Da comunicato stampa

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  • Baglio di Pianetto, Dante Bonacina Amministratore Delegato dal 2023

    Baglio di Pianetto, Dante Bonacina Amministratore Delegato dal 2023

    Baglio di Pianetto, Dante Bonacina è il nuovo Amministratore Delegato

    Redazione – Carol Agostini

    Il Consiglio di Amministrazione ha reso noto il nome della nuova guida dell’azienda.

    Dominique Marzotto: “È un piacere dare il benvenuto a Dante, che con la sua esperienza porterà avanti un percorso di ricerca dell’eccellenza.”

     

    È Dante Bonacina, 55 anni, di cui oltre 25 trascorsi nel settore vinicolo, il nuovo Amministratore Delegato di Baglio di Pianetto, la cantina siciliana della famiglia Marzotto fondata nel 1997 a Santa Cristina Gela.

    Logo Baglio di Pianetto, immagine da comunicato stampa
    Logo Baglio di Pianetto, immagine da comunicato stampa

    L’azienda è stata fondata con l’obiettivo di distinguersi per ricerca ed eccellenza, e da sempre investe nelle persone e nel loro “saper fare”. Per questo la scelta è ricaduta su un uomo che nel corso della sua carriera ha dimostrato di credere nelle persone, ma soprattutto di saper mettere al centro i loro bisogni, motivo per il quale, nel 2017, ha ricevuto il riconoscimento di Slow Boss, dedicato ai dirigenti in grado di ascoltare e creare modelli di leadership “slow”.

    Da oltre 25 anni alla guida di Ca’ del Bosco e dopo averla resa una delle aziende più virtuose della Franciacorta, Dante Bonacina approda al timone di Baglio di Pianetto succedendo a Francesco Tiralongo, improvvisamente scomparso lo scorso marzo.

    “Il Conte Paolo è stato pioniere nell’investire in un territorio sorprendente, quando si parla di viticoltura di montagna in Sicilia infatti, molti pensano esclusivamente all’Etna, ma qui a Santa Cristina Gela, a 20 minuti da Palermo e a 650 metri d’altitudine, il Conte ha scoperto un terroir unico e particolarmente vocato. Volentieri ho accolto l’invito degli eredi, che oggi portano avanti con dedizione ed entusiasmo il suo progetto”.

    Dante Bonaccina Amministratore delegato baglio di Pianetto, foto da comunicato stampa
    Dante Bonaccina Amministratore delegato baglio di Pianetto, foto da comunicato stampa

    Riferendosi poi alle sue prime iniziative da neo Amministratore Delegato, Bonacina ha precisato:

    “Baglio di Pianetto non sarà la copia di Ca’ del Bosco, sicuramente prioritaria sarà la razionalizzazione del portafoglio prodotti. Dobbiamo concentrarci sui vini identitari dell’azienda, l’obiettivo è quello di tornare a fare vini di Chateau, ritornando al sogno del Conte Paolo, una sfida oggi raccolta dalla figlia Dominique Marzotto e dal nipote Gregoire Desforges.”

    In riferimento alla proprietà e alla squadra che lo ha accolto in azienda, ha detto: “Ho il privilegio, ancora una volta, di lavorare e interagire con le giovani leve del mondo del vino che condividono con me un modello d’impresa dedicato all’eccellenza, da parte mia offrirò esperienza e curiosità, rigore e creatività, ma sopratutto uno spazio, non solo fisico, dove potersi esprimere liberamente senza il timore di essere giudicati”.

    Dominique Marzotto presidente Baglio di Pianetto, foto da comunicato stampa
    Dominique Marzotto presidente Baglio di Pianetto, foto da comunicato stampa

    “Francesco Tiralongo – aggiunge Dominique Marzotto, presidente di Baglio di Pianetto – ci ha permesso di raggiungere risultati importanti e ha messo le basi per un necessario percorso di rinnovamento e crescita. Dante Bonacina ha raccolto il testimone con entusiasmo, e siamo sicuri che porterà avanti l’ambizioso progetto nel rispetto dell’ambiente e della centralità delle persone. Siamo quindi pienamente fiduciosi che Dante condurrà il sogno di mio padre, il Conte Paolo, a nuovi traguardi, in lui abbiamo individuato le qualità umane e professionali giuste per poter proseguire il lavoro svolto in passato e per affrontare le sfide di un settore complesso come quello del vino”.

    Da comunicato stampa

    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer
    Carol Agostini fondatore del Magazine Papillae, titolare Agenzia FoodandWineAngels, commissario internazionale, selezionatore, Food&Wine Writer

    Sito cantina: https://bagliodipianetto.it/

    Siti partners: https://www.foodandwineangels.com/ https://carol-agostini.tumblr.com/
    Sito ufficio stampa: www.fruitecom.it

  • Romagna Albana alla 55° edizione di Vinitaly, Adriano Guerri

    Romagna Albana alla 55° edizione di Vinitaly, Adriano Guerri

    Romagna Albana alla 55° edizione di Vinitaly

    Di Adriano Guerri

    Nell’ occasione della 55esima edizione del Vinitaly che è andata in scena dal 2 al 5 aprile 2023 nella città di Giulietta e Romeo, tra i tanti padiglioni, i numerosi espositori e migliaia di etichette in degustazione, ho fatto un excursus nella regione Emilia Romagna. Tra gli assaggi che mi hanno suscitato maggiore interesse ci sono quelli di un noto vino bianco, quale Romagna Albana. Prima di passare alle note di degustazione, una piccola descrizione della denominazione.

    Alcuni scatti della manifestazione Vinitaly, foto di Adriano Guerri, articolo: Alcuni scatti della manifestazione Vinitaly, foto di Adriano Guerri
    Alcuni scatti della manifestazione Vinitaly, foto di Adriano Guerri, articolo:Romagna Albana alla 55° edizione di Vinitaly, Adriano Guerri

    La Romagna Albana o Albana di Romagna, così denominato sino al 2011 è stato il primo vino bianco italiano ad ottenere la meritata certificazione Docg nel 1987, già a Doc dal lontano 1967. Reputata a giusto titolo un’icona dell’Emilia Romagna. La coltivazione del vitigno Albana affonda le radici in tempi remoti, introdotto, consumato e valorizzato dai Romani.

    La sua etimologia può essere ricollegata al termine latino “albus”, ossia bianco, ma potrebbe addirittura prendere il nome dai monti Albani nel Lazio. Le province ove viene coltivato questo singolare vitigno sono: Bologna in 7 comuni, Forlì-Cesena in 10 comuni e Ravenna in 5 comuni.

    Romagna Albana alla 55° edizione di Vinitaly, foto di Adriano Guerri
    Romagna Albana alla 55° edizione di Vinitaly, foto di Adriano Guerri

    Tuttavia, a Bertinoro, considerata la culla, l’Albana ha trovato un habitat ideale e capace di dare origine a vini di eccellente qualità. Galla Placidia, imperatrice romana trovatasi di fronte a questo vino servito in un rudimentale calice di coccio, esclamò “vorrei berti in oro”.

    Da allora il piccolo Borgo dell’entroterra ha preso il suo attuale nome. Con questo vitigno vengono ottenute varie tipologie di vino e sono: Romagna Albana secco, dolce, passito, passito riserva e la versione spumante che attualmente è classificata Doc. Un vino bianco unico nel suo genere, grazie alla presenza di tannini e dotato di una notevole capacità d’invecchiamento.

    Degustato alla cieca e a una temperatura intorno ai 18°C.,non si ipotizzerebbe mai che sia un vino bianco, ma bensì, potrebbe essere scambiato tranquillamente per un vino rosso.
    A tavola, in funzione della tipologia trova abbinamento con molte preparazioni culinarie; la versione secco si sposa bene con salumi, zuppe di pesce e pasta con verdure, la versione amabile con pasticceria secca, mentre il passito con formaggi erborinati e dolci complessi, ma è ideale anche come vino da meditazione. I produttori di questa enclave sono oltre 60.

    Alcuni assaggi a Verona

    Arlus Romagna Albana secco Docg 2021 Az. Trerè. Si presenta nel calice con un bellissimo colore giallo paglierino brillante, al naso sprigiona eleganti note di gelsomino, albicocca e agrumi, al palato è sapido e fresco, dotato di una buona piacevolezza di beva.

    Arlus Romagna Albana secco Docg 2021 Az. Trerè, foto di Adriano Guerri
    Arlus Romagna Albana secco Docg 2021 Az. Trerè, foto di Adriano Guerri

    Amar-Cord d’un Bianc Romagna Albana secco Docg 2019 Az.Trerè. giallo dorato, al naso note di camomilla, zagara, pesca, albicocca e cannella, al palato è pieno ed avvolgente, decisamente lungo e persistente.

    Amar-Cord d’un Bianc Romagna Albana secco Docg 2019 Az.Trerè, foto di Adriano Guerri
    Romagna Albana secco Docg 2019 Az.Trerè, foto di Adriano Guerri

    Sito di riferimento: www.trere.com

    Frangipane Romagna Albana Secco Docg 2022 Ten. La Viola. Giallo paglierino luminoso, dipana sentori di mimosa, mela golden, pera ed albicocca, piacevolmente fresco, sapido e leggiadro.

    Frangipane Romagna Albana Secco Docg 2022 Ten. La Viola, e Interra Bianco Romagna Albana Secco Docg 2021 Ten. foto di Adriano Guerri
    Frangipane Romagna Albana Secco Docg 2022 Ten. La Viola, e Interra Bianco Romagna Albana Secco Docg 2021 Ten. foto di Adriano Guerri

    Interra Bianco Romagna Albana Secco Docg 2021 Ten. La Viola. Giallo paglierino con sfumature dorate, libera sentori di fiori di campo, tè verde, mela, pesca, melone e spezie dolci, è giustamente sapido con piacevole trama tannica, vibrante e duraturo.

    Sito di riferimento: www.tenutalaviola.it

    I Croppi Romagna Albana Secco Docg 2022 Az Celli. Veste color giallo paglierino con leggeri riflessi dorati, fiori di genziana, zagara, melone ed albicocca, palato contraddistinto da una buona sapidità e una lunga persistenza aromatica.

    I Croppi Romagna Albana Secco Docg 2022 Az Celli, foto di Adriano Guerri
    I Croppi Romagna Albana Secco Docg 2022 Az Celli, foto di Adriano Guerri

    Sol Ara Romagna Albana Passito Docg 2021 Az.Celli. Bellissima tonalità giallo dorato, emana nuances di frutta candita, albicocca, miele e scorza di arancia, sorso piacevolmente amabile e armonioso, un vino di stoffa. Molto fine.

    Sol Ara Romagna Albana Passito Docg 2021 Az.Celli, foto di Adriano Guerri
    Sol Ara Romagna Albana Passito Docg 2021 Az.Celli, foto di Adriano Guerri

    Sito di riferimento: www.celli-vini.com

    La Signora Romagna Albana Secco Docg 2021 Az. Maria Galassi. Colore giallo dorato, complesso e ricco di note agrumate, albicocca, frutta esotica e zagara , buona freschezza accompagnata da un tocco di tannicità tipica del vitigno e spiccata mineralità e sapidità. Lunga persistenza.

    La Signora Romagna Albana 2021 Maria Galassi, foto di Adriano Guerri
    La Signora Romagna Albana 2021 Maria Galassi, foto di Adriano Guerri

    Sito di riferimento: www.galassimaria.it

    Bissoni Romagna Albana passito Docg 2020 Az.Bissoni. Giallo dorato intenso, rivela sentori di confettura di pesche, dattero, albicocca, miele, fichi secchi, vaniglia e zafferano, coerente, suadente e persistente. Ottenuto con appassimento su pianta e attaccato da botrytis cinerea.

    Bissoni Romagna Albana passito Docg 2020 Az.Bissoni, foto di Adriano Guerri
    Bissoni Romagna Albana passito Docg 2020 Az.Bissoni, foto di Adriano Guerri

    Sito di rifetimento: www.vinibissoni.com

    Adriano Guerri, sommelier professionista, wine critic e blogger freelance
    Adriano Guerri, sommelier professionista, wine critic e blogger freelance

    Sito manifestazione: https://www.vinitaly.com/

    Blog autore: https://cloudwine9.com/

    Siti partners: https://carol-agostini.tumblr.com/ https://www.foodandwineangels.com/

  • Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar

    Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar

    Qual è il trend di mercato dell’enoturismo? I dati presentati in anteprima in un webinar gratuito

    Redazione

    Cantine.wine leader in Italia nella vendita di esperienze in cantina online, Giovedì 16 Marzo dalle ore 16.00 ha organizzato un webinar gratuito nel corso del quale renderà pubblici in anteprima, i dati e trend di mercato del 2022 e le tendenze per il prossimo 2023. Un appuntamento rivolto alle aziende vitivinicole italiane che desiderano migliorare la relazione con i propri clienti e incrementare le vendite di vino dirette.

     

    Enoturismo, qual'è il trend di mercato 2023? Webinar , foto da comunicato stampa
    Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar , foto da comunicato stampa

    L’enoturismo in Italia è in grande salute e segna numeri positivi, i dati ci raccontano che in vacanza sei italiani su dieci scelgono di visitare cantine, agriturismo piuttosto che frantoi. In grande ascesa anche l’enoturismo di prossimità, che avvicina tutti coloro che vogliono entrare in contatto con la natura, oltre che alla possibilità di gustare piatti tipici locali e vivere qualche giorno all’insegna del relax e del benessere.

    Ma le cantine sono attrezzate per accogliere un turismo in crescita e sempre più esigente? Hanno gli strumenti per promuovere correttamente ed in modo efficace i propri servizi? Conoscono i trend di mercato e cosa  chiede la domanda?

    Enoturismo, qual'è il trend di mercato 2023? Webinar gratuito di Cantine.wine, foto da comunicato stampa
    Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar gratuito di Cantine.wine, foto da comunicato stampa

    Per fare enoturismo oggi non basta più aprire le cantine a tutti, ma occorre conoscere e gestire molti aspetti dell’esperienza che oggi un enoturista richiede, piuttosto che proporre e favorire una serie di attività che, combinate tra di loro, ottimizzano gli sforzi dell’azienda stessa.

    Alessandro Belloni Webinar Cantinewine, immagine da comunicato stampa
    Alessandro Belloni Webinar Cantine.wine, immagine da comunicato stampa, articolo: Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar 

    Alessandro Bellosi, CEO di Cantine.wine, Davide Valin founder di XeniaPro e Marco Minghini, consulente marketing per il mondo dell’enoturismo. sono i tre esperti che Giovedì 16 Marzo dalle ore 16.00 condurranno un webinar gratuito rivolto alle aziende vitivinicole italiane che desiderano migliorare la relazione con i propri clienti e incrementare le vendite di vino dirette.

    Davide Valin di Cantine.wine, enoturista, foto da comunicato stampa
    Davide Valin di Cantine.wine, enoturista, foto da comunicato stampa, articolo: Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar 

    Momento importante della videoconferenza sarà quando verranno presentati in anteprima, i dati e trend di mercato del 2022 e le tendenze per il prossimo 2023 raccolti ed elaborati da Cantine.wine, ospite speciale dell’incontro Silvano Brescianini, CEO Barone Pizzini.

    Silvano Brescianini, CEO Barone Pizzini, foto da comunicato stampata, articolo: Enoturismo, qual'è il trend di mercato 2023? Webinar
    Silvano Brescianini, CEO Barone Pizzini, foto da comunicato stampata, articolo: Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar

    Quali saranno gli argomenti di formazione trattati durante il webinar?

    “Sonderemo l’evoluzione della figura dell’enoturista e della customer journey, verranno affrontati temi legati alla best practices e di come una cantina dovrebbe promuoversi online.” – dichiarano gli organizzatori – “Parleremo di Wine Club e di Brand Indentity, strumenti oggi fondamentali per valorizzare il proprio vino e le esperienze in cantina.

    Molto importante anche il tema dello storytelling e poi vedremo i dati in anteprima del 2022 e i risultati di vendita del vino derivanti dalle esperienze in cantina vendute da Cantine.wine. Infine ci soffermeremo sulle tendenze e i trend emersi da questi ultimi dati per la stagione in arrivo.”

    La piattaforma Cantine.wine

    Cantine.wine è una piattaforma online che permette di prenotare le più belle esperienze nelle cantine Italiane dando la possibilità di viverle insieme a coloro che producono i loro vini. Tra i  leader in Italia il portale web conta più di 300 cantine aderenti, 20.000 visite e utenti al mese, 30.000 utenti registrati per un totale di 21.000 esperienze vendute.

    Progettato e realizzato per aiutare le cantine a migliorare l’esperienza d’acquisto online e facilitare la gestione dell’ospitalità, cantine.wine offre servizi di booking e vendita dei vini in modo innovativo, con buoni regali, offerte e wine box.

    Uno sguardo ai relatori e ospiti del webinar sull’enoturismo

    Alessandro Bellosi – CEO cantine.wine
    Ideatore e fondatore del portale di riferimento per il mondo dell’enoturismo, ho deciso di investire le mie energie nella mia passione: l’accoglienza in cantina.

    Cantine.wine è online dal 2017 e ad oggi siamo il primo portale dedicato alle visite in cantina con più di 300 cantine aderenti. Siamo uno staff di professionisti specializzati nel settore enogastronomico, attenti alle esigenze degli appassionati di vino: ogni cantina sul nostro portale è stata personalmente visitata al fine di garantire un servizio d’eccellenza.

    Silvano Brescianini – CEO Barone Pizzini
    Dal 2019 è presidente del Consorzio Franciacorta. Nato ad Erbusco, nel cuore della Franciacorta, è cresciuto nella fattoria del nonno, che produceva vino molto prima che quel territorio diventasse famoso per i suoi “metodo classico”.

    Dopo gli studi di sommelier e gestione alberghiera, e dopo le prime esperienze nella ristorazione, è entrato a far parte del team dell’Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano, uno dei primi ristoranti coronati dalle tre stelle Michelin, dove si è appassionato al mondo dei grandi vini.

    Successivamente al San Domenico di Imola, con cui ha partecipato all’apertura a New York nel 1988, poi l’ingresso nel 1993 nell’Azienda vinicola Barone Pizzini, per coordinare l’apertura del ristorante della tenuta. Dal 1994 ha ricoperto i ruoli di direttore di produzione, amministratore delegato e, oggi, di CEO.

    Davide Valin – Consulente marketing per gli operatori Turistici, founder di XeniaPro
    Appassionato e attivo nel settore turistico da 20 anni ora con Xeniapro supporto le aziende del settore nel processo di ideazione, gestione e coordinamento di un piano di Comunicazione e Marketing Digitali.

    La nostra missione: aiutiamo gli operatori turistici a catturare e trasformare chi pianifica un viaggio online in cliente, utilizzando strategie di Inbound Marketing dove tutti i servizi sono coordinati tra loro in linea con il ciclo di acquisto del cliente.

    Marco Minghini – Consulente di digital marketing & comunicazione per il mondo dell’ospitalità | Assaggiatore ONAV

    Da 10 anni lavoro nel settore del marketing e negli ultimi 6 mi sono specializzato nell’accoglienza turistica ed enoturismo. Aiuto le aziende a comunicare i propri valori al giusto pubblico di riferimento e a vendere i propri prodotti a chi è disposto a pagare di più. Supporto le realtà a realizzare percorsi di accoglienza in cantina e ospitalità. Sono assaggiatore di vino ONAV e giro per il mondo andando a visitare le cantine di vino.

    Marco Minghini, articolo: Enoturismo, qual'è il trend di mercato 2023? Webinar , foto da comunicato stampa
    Marco Minghini, articolo: Enoturismo, qual’è il trend di mercato 2023? Webinar , foto da comunicato stampa

    Il webinar si svolgerà Giovedì 16 Marzo dalle ore 16.00, sarà possibile registrarsi e partecipare gratuitamente attraverso questo link: https://tinyurl.com/463h2zjd

    Da comunicato stampa Carol Agostini


    Sito ufficio stampa: https://www.thewinelinker.it/

    Sito progetto: https://www.cantine.wine/

    Siti Partners: https://www.foodandwineangels.com/ https://carol-agostini.tumblr.com/